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8-Dec-2019 Aggiornato alle 12:35 +0100

Vita da freelance nel 2019: io sono azienda

Vita da freelance nel 2019: io sono azienda Fotoù: Archivo Vita da freelance nel 2019: io sono azienda

Quando si parla di vita da freelance l’immaginario comune ci rimanda a un’idea stereotipata di occupazione, senza regole e senza orari, dove il libero professionista può lavorare per chi vuole, quanto vuole e quando vuole, senza dover rendere conto di nulla a nessuno. Inutile dire quanto questa visione sia falsa e tragga in inganno moltissimi dipendenti che, alla ricerca di una maggiore libertà, decidono di dedicarsi a un’attività in proprio.

La verità è che la vita da freelance è scandita da orari e scadenze, prevede un’organizzazione maniacale, che spesso supera o rivaleggia con quella aziendale. In questo articolo vedremo una serie di consigli per occuparsi al meglio della propria “azienda personale”. I liberi professionisti devono affrontare tutta una serie di spese diverse rispetto ai dipendenti, a partire dalla partita iva, che ha un suo costo di mantenimento. Non solo: la tecnologia ha prezzi sempre più importanti, che si lavori in Campania, in Sardegna, in Trentino o in qualsiasi altra zona d’Italia bisognerà prevedere almeno l’acquisto di un computer portatile e di un cellulare. Diventa dunque fondamentale tenere tutti i conti sotto controllo: ogni freelance dovrà avere un excel o un foglio di calcolo preciso che certifichi uscite, fatture, ricavi. Esistono numerosi gestionali che possono aiutare nella gestione di un piccolo bilancio, o app sul cellulare pensate per aiutare a tenere testa alla propria situazione finanziaria. Dunque passiamo al primo consiglio: gestirsi come un’azienda anche lato bilancio.

1. Gestire la propria situazione finanziaria

Difatti non bisogna dimenticare che, a quelle già citate si aggiungono molte altre spese (purtroppo, infatti, non a tutti basta il proprio laptop), i costi per il mantenimento di uno studio personale o per l’affitto di una scrivania in uno spazio di coworking. Focalizzarsi su spese, ricavi e risparmio diventa dunque fondamentale per avviare un’attività autonoma di successo. Il freelance che si rispetti si tiene aggiornato costantemente su qualsiasi aspetto della propria attività, dalle offerte sulla luce per partita iva, come quelle di Acea ad esempio, alle ultime promo tecnologiche come il Black Friday o i Prime Days, per citare le più famose. L’obiettivo deve essere sempre lo stesso: stresso controllo su entrate ed uscite a bilancio.

2. Stabilire il proprio prezzo

Tra i punti più delicati per un libero professionista vi è proprio la scelta dei prezzi di “listino”, che sono spesso indicativi, in quanto ogni cliente ha le sue esigenze, per cui è sempre molto difficile avere una cifra unica da proporre a tutti, specie se si parla di lavori consulenziali. Dopo aver lavorato per svariati clienti ed essersi specializzati sarà molto più facile calcolare il valore del proprio lavoro e del proprio tempo, ma la regola aurea rimane quella di non svalutarsi mai.

3. Organizzazione, organizzazione e ancora organizzazione

Il rischio di procrastinare i propri impegni perché non abbiamo nessuno che ci controlla e non c’è alcun cartellino da timbrare è dietro l’angolo. Potrà sembrare paradossale, ma quando si parla di time-management bisogna utilizzare un sistema di pause-caffè e pausa-pranzo molto simile a quello aziendale, affinché il nostro cervello si abitui a ritmi piuttosto rigidi, anche se non imposti dall’alto. Tutte le persone super produttive concordano su un punto: sviluppare l’auto-disciplina è il primo passo per mantenere alti i livelli di produttività.

4. Il confronto è positivo

Quando si lavora come freelance si finisce spesso in gruppi tematici dedicati al proprio settore o in generale alla gestione della partita iva. Senza contare che sul territorio italiano è pieno di eventi dedicati proprio ai liberi professionisti in cui è possibile fare networking. Confrontarsi con gli altri professionisti è sempre interessante e può far nascere collaborazioni durature.