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26-Sep-2017 Aggiornato alle 7:44 +0200

Dai miti di Platone a Death Note, la storia dello YouTuber di Boscoreale

Cavernadiplatone famoso youtuber si racconta alla nostra redazione

Youtube è una piattaforma web in continua crescita e sulla sua piattaforma sono cresciuti diversi videomaker che hanno preso una certa notorietà, raccontando attraverso i propri canali contenuti di esperienze di vita personali, passioni o costruendo veri e proprie serie web.

Tra i vari creator troviamo Cavernadiplatone, all’anagrafe Domenico Guastafierro. Domenico è un ragazzo di 29 anni di Boscoreale, apre il suo canale Cavernadiplatone nel 2007 e dal 2008 è il primo a recensire fumetti in Italia, questa esperienza lo porta a collaborare con diversi youtuber tra i quali Dario Moccia e Sommobuta.

Negli anni ha diverse collaborazioni tra i quali Star Shop, Telecolore e GP Publishing. Nel 2011 vince la puntata d’esordio del programma RAI Social King e diventa caporedattore dell’emittente NEKO TV. Il suo canale YouTube ad oggi conta più di 50 mila iscritti e quella Facebook quasi 20 mila like. 

Abbiamo intervistato Domenico Guastafierro per conoscere meglio il mondo del Youtube e la sua esperienza.

Sig. Guastafierro, lei su youtube ha iniziato la sua attività di videomaker quasi 5 anni fa con il nome di Cavernadiplatone come è iniziata questa passione e come mai la scelta di chiamare il canale così?

«Salve e grazie di avermi concesso questo spazio per poter dire la mia. La passione per i contenuti video è stata sempre dentro di me, da ragazzo mi divertivo molto a scrivere sceneggiature di ipotetici film da girar  con gli amici (miei sventurati vicini di casa, la cui unica colpa fu la vicinanza geografica). Erano tutte storie che includeva sesso, sangue, qualche twist da telenovelas e un pizzico di fantasy. Purtroppo non ne realizzammo neanche uno, ma ho ancora tutti gli appunti a casa. Poi YouTube divenne una realtà, e per me era un ottimo modo per esprimere la mia passione, quindi scartai i film lunghi e impossibili per passare a dei brevissimi video di situazioni abbastanza idiote e strambe. Credevo che il nonsense o la pura comicità slapstick mi avessero dato un po’ di fama, da riversare sui contenuti più impegnati. Ho sempre pensato a YouTube come un mezzo che deve autoalimentarsi, oltre che fare da sfogo per la mia creatività. Siccome ho sempre adorato i fumetti, a mio cugino venne l’idea di riprendermi mentre parlavo di un manga, Death Note, e da lì è cominciato il mio vero successo, se così si può chiamare. La scelta del nome non è casuale, perché oltre che appassionato di cinema e fumetti mi serviva una terza caratteristica che mi chiudesse ancora di più nel circolo vizioso-intellettuale, che mi teneva alla larga dalle gioie della giovinezza: la filosofia. . Una veloce ripassata su Wikipedia vi aiuterà a capire di cosa sto parlando, per chi è già avvezzo di sermoni greci spiego brevemente che nella caverna alcuni uomini rinchiusi venivano costretti a credere che le ombre proiettati sulla parete rappresentassero la verità; da lì pensai che anche gli utenti quando si siedono al pc, scambiano lo schermo per la parete della caverna, sul quale vengono proiettati nickname ed avatar che non rappresentano la realtà che esiste dall’altra parte dello schermo. Ho sempre adorato questo riferimento, e volevo che la gente si accorgesse di quanto internet può essere un dannoso strumento nelle mani sbagliate. Ma ahimé mi rendo conto che la mia era una missione vana».

Lei tratta molto nei suoi canali social di manga, di cinefumetto e di videogames, come si è appassionato a questo genere e quanto influiscono questi elementi sulla società moderna?

«Come accennato prima, quello di cui discuto sui social viene fuori dal mio humus culturale. A casa mia letteralmente si inciampava nei vecchi fumetti di Tex, Capitan Miki, Il Grande Blek, tutto un genere di avventura e conquista che mio padre adorava, io invece preferivo i Pirati di Stevenson, o la letteratura fantastica in generale, come i cicli di Shannara. Fu grazie ai miei cugini più grandi che scoprì la potenza narrativa dei manga con Go Nagai, con quelle linee spesse e i personaggi grotteschi, mi innamorai perdutamente del medium. Fino a qualche anno fa, appena 10 forse, se eri un appassionato di questa roba, eri considerato uno sfigato. Però grazie al cinema e alla televisione c’è stata un’inversione di marcia generale, che ha permesso a molti di noi, di uscire fuori dal bozzolo. So che tanti nerd non vedono di buon occhio questo appropriamento culturale, ma c’è sempre un risvolto positivo nell’essere accettati. Credo che sostanzialmente sia questo il fulcro della questione. Oggi la nostra società aveva bisogno di nuovi modelli comportamentali, e li ha ottenuti col cinema, che influenza tantissimo le masse. Prima il cinema americano era forse molto più catastrofico di oggi. Pensiamo a film come Indipendence Day, dove gli alieni distruggono addirittura la Casa Bianca. Dopo l’11 settembre è cambiato tutto. Quei simboli della nostra società potevano essere distrutti sul serio, e non dagli alieni, ma dalle persone. C’era bisogno di qualcosa che andasse oltre l’uomo, la vera ricerca del Super-Uomo profetizzato da Nietzsche, che trova la sua fiamma ardente in Spider-Man di Sam Raimi. Col tempo abbiamo imparato ad apprezzare questi eroi, e ad ispirarci a loro, più dei classici eroi del cinema d’azione. Forse è insito nella nostra natura, desideriamo sempre qualcosa in più di quello che già abbiamo».

I Manga e i Fumetti stanno diventando sempre più parte dei botteghini cinematografici come vede il fenomeno e quali sono stati per lei i promotori di tale avvento?

«Forse ho già risposto prima indirettamente, ma credo che oltre alle tragedie umane, e al bisogno di rinascere grazie al Super-Uomo, ci sia stato anche un cambio generazionale molto forte. I ragazzi di oggi difficilmente si rispecchiano nei valori in cui i nostri genitori sono cresciuti. Viviamo un’epoca di velocità che porta alla superficialità, ma abbiamo bisogno di identificarci, di affermare la nostra esistenza, e spesso un manga lo fa più delle parole delle persone autoritarie che ci circondano. Questo perché nei manga non c’è filtro, e i personaggi vivono emozioni comuni a tutti noi. Ovviamente il grande successo cinematografico deriva anche da sapienti mosse di marketing: c’era la generazione giusta al momento giusto, la Marvel non ha dovuto fare altro che usare quei character per raccontare delle storie in cui gli spettatori potessero trovare non solo un grande divertimento estivo, tipico del blockbuster, ma anche una narrazione da seguire. Noi raccontiamo la nostra vita, e vogliamo conoscere quella degli altri, anche se finta. Perché in fondo non importa se Tony Stark non esiste, quando lo vedi sullo schermo ha una forza incredibile, tale da coinvolgerti e darti un messaggio forte e chiaro. Credo sia anche questo che ha dato linfa vitale a questo nuovo tipo di cinema».

In questi 5 anni da youtuber quanto è cambiato Youtube e quanto si sente cambiato?

«YouTube negli ultimi anni è cambiato moltissimo, perché c’è stato un altro ricambio generazionale, ormai i tempi diventano sempre più stretti. In generale ho percepito una grande volontà di migliorarsi da parte di molte persone, che sia nei contenuti (come è accaduto a me) oppure semplicemente nella forma dei propri video, anche perché c’è stata una grande affermazione della piattaforma di video sharing, che si è allargata così tanto da raggiungere qualunque tipo di pubblico. E se puoi parlare quasi a tutto il mondo, scatta la competizione, è naturale. C’è anche una certa mancanza di responsabilità, devo dire, da parte di alcuni creatori che hanno un bacino di utenti larghissimo, formato perlopiù dalle ultime generazioni, quindi giovanissimi, che parlano senza cognizione, ed è un po’ un peccato. Non sono affatto un credente del “quando tutti hanno voce, allora nessuno ha voce”, perché resto dell’idea che se il tuo contenuto vale, raggiungerà il pubblico anche se fai la stessa cosa che fanno altri 100 creatori, perché il tuo ha più stile, ha più senso, e la gente lo percepisce. Forse adesso è un po’ più difficile entrare nel mondo di YouTube e sfondare, ma non è impossibile, magari bisogna solo ridimensionare le proprie aspirazioni, non tutti possono diventare il migliore in quello che fanno, ma non bisogna mai smettere di provarci. Magari si scopre di essere più capaci in altri settori. Come me, che da regista improbabile sono diventato critico di fumetti? Chi lo sa!»

Ci può spiegare che cos’è il fenomeno Adpocalypse?

«Il fenomeno ADPOCALYPSE è la diretta conseguenza del menefreghismo, e della noncuranza di quei creatori di contenuti che, complici le falle del sistema, hanno ingolfato la piattaforma con video sia inutili che deleteri. È un po’ come quando ti porti un amico scemo a una festa, e quello comincia a fare casini. Il giorno dopo tutti lo assoceranno a te, e quindi sarà una bella gatta da pelare ripulirsi la reputazione. Penso che tutti dovremmo sviluppare una coscienza sociale che porti il nostro ego a un livello medio, per offrire un contenuto migliore al pubblico. È lampante che siamo tutti affamati di notorietà, e abbiamo quella marcia in più rispetto agli altri che ci permette di metterci in mostra e sfogare il nostro estro, ma ci sono anche delle persone che osservano e giudicano il nostro operato, spesso imparano da noi, come si imparerebbe dagli eroi del cinema, quindi credo una responsabilizzazione fosse necessaria. E ovviamente il modo migliore per farlo è, come disse Larry a Budd, “Portarvi via i soldi è l'unico modo per farvi capire qualche ca*zo! "»

 

 

I canali per seguire CAVERNADIPLATONE sono i seguenti:

https://www.youtube.com/cavernadiplatone

https://www.facebook.com/Cavernadiplatone/

http://www.cavernadiplatone.com

 

Emanuele Amoruso

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