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20-Oct-2017 Aggiornato alle 15:01 +0200

Cibo e sicurezza alimentare, ecco cosa mettiamo sulle nostre tavole ogni giorno

Cibi provenienti da paese extracomunitari, la Coldiretti lancia l’allarme sulla sicurezza alimentare spiegandoci cosa mettiamo sulle nostre tavole ogni giorno.

“Non c’è più tempo da perdere e occorre garantire l’obbligo dell’etichettatura d’origine su tutti gli alimenti e rendere finalmente pubblici i flussi commerciali delle materie prime provenienti dall’estero per far conoscere anche ai consumatori i nomi delle aziende che usano ingredienti stranieri”, “bisogna liberare le imprese italiane dalla concorrenza sleale delle produzioni straniere realizzate in condizioni di dumping sociale, ambientale con rischi concreti per la sicurezza alimentare dei cittadini”. Le parole del presidente della Coldiretti, Roberto Moncalvo, sono molto chiare ed è anche molto cristallino quanto sconcertante quello che è emerso da uno studio effettuato dalla Agenzia Europea per la sicurezza alimentare (Efsa) sui cibi e sulle materie prime provenienti dai paesi ExtraEuropei. La Coldiretti basandosi su questo studio ha stilato una lista dei cibi più contaminati che in un modo o in un altro potremmo ritrovarci sulle nostre tavole. Lo studio e' stato effettuato ad esempio su alimenti provenienti dal Vietnam, dimostrando che il 78% dei campioni di prezzemolo risulta irregolare secondo i nostri standard di sicurezza alimentare. Nella classifica dei prodotti più contaminati si ritrovano anche le melagrane dall’Egitto che superano i limiti nel 33% dei campioni analizzati, vale a dire in un caso su tre. Anche l’11% delle fragole e il 5% delle arance che arrivano in Italia, sempre provenienti dall’Egitto grazie alle agevolazioni all’importazione concesse dall’Unione Europea, risultano contaminate. Risulta contaminato da residui chimici irregolari anche il peperoncino della Thailandia e il 10% dei piselli provenienti dal Kenia. Purtroppo anche la frutta, come meloni e cocomeri, importati dalla Repubblica Dominicana sono risultati fuori norma nel 14% dei casi per l’impiego di insetticidi come Spinosad e Cypermethrin. Irregolare è risultata anche il 15% della menta proveniente del Marocco, paese da cui, sempre grazie alle agevolazioni dall’Unione Europea per l’esportazione, importiamo arance, clementine, fragole, cetrioli, zucchine, aglio, olio di oliva e pomodori. E le importazioni continuano nonostante nel Paese africano sia permesso l’uso di pesticidi pericolosi per la salute che sono vietati in Europa. Ma l’allarme più preoccupante proviene ancora una volta dalle importazioni Cinesi. Basti pensare che il 92% dei campioni di broccoli, provenienti dal Sol Levante, risulta contaminato dai residui chimici provenienti dai pesticidi utilizzati. Ma il problema non riguarda solo i broccoli, nel 2015 la Cina grazie all’importazione di tanti alimenti è salita sul podio dei cibi più contaminati da additivi, coloranti e residui chimici. Secondo la Coldiretti, su 2967 prodotti alimentari, il 15% di questi sono riconducibili ad alimenti importati dalla Cina. In Italia, ad esempio, il 10 % della produzione nazionale di pomodori è stata completamente sostituita dalle importazioni di concentrato di pomodoro provenienti dal Sol Levante. La problematica è davvero molto delicata, parliamo di residui chimici provenienti dai pesticidi che nella maggior parte dei casi risultano essere cancerogeni ed estremamente dannosi per l’organismo umano. Lo studio, fortunatamente, rivela che l’agricoltura Italiana (da Sud a Nord - N.d.R.) è la più sana, con residui chimici irregolari è pari allo 0.4%. Questo 0.4% significa 4 volte in meno rispetto al resto d’Europa ma soprattuto 20 volte in meno rispetto ai prodotti proveniente dai paese Extracomunitari. (Fonte Coldiretti)

A questo punto, ricollegandosi alle parole di Moncalvo, è fondamentale far sì che la produzione Italiana di prodotti alimentari sia tutelata dalla concorrenza straniera, cercando di far arrivare sulle nostre tavole più prodotti nostrani e meno prodotti di dubbia provenienza garantendo sempre di più la qualità del Made in Italy. Questo significa garantire agli Italiani una qualità del cibo elevata, significa garantire posti di lavoro nel settore alimentare, significa garantire migliore qualità della vita a tutti noi.

Diego De Simone

CV in due parole

Geologo

Esperto di Tecnologia

Aspirante Pubblicista

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