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20-Oct-2017 Aggiornato alle 15:01 +0200

"La Sindrome del Colon Irritabile", con pochi sforzi e un po' di impegno è possibile superare il problema

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Attenzione

Le informazioni riportate non sono consigli medici. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico: Leggi la Disclaimer Medica

 

Mal di pancia, gonfiore addominale, stipsi e diarrea... a chi non è mai capitato almeno una volta nella vita di avvertire questi sintomi? Di sentire propria pancia fare i capricci? Di avvertire il proprio intestino "borbottare" ? Questi appena descritti sono solo alcuni dei sintomi che descrivono una sindrome che colpisce il 10-15 % della popolazione mondiale. Stiamo parlando della Sindrome del Colon Irritabile o IBS ( Irritable Bowel Sindrome in inglese), in Italia chiamata impropriamente " colite" . Essa può essere definita come un disturbo cronico e ricorrente dell'apparato gastro-intestinale, in cui vi è un'alterazione in termini di motilità e di sensibilità dell'intestino tenue e del colon. Il termine " irritabile " deriva dal fatto che, nei pazienti affetti da tale sindrome, le cellule nervose situate nella parete dell'intestino, sono più sensibili del normale per cui taluni stimoli, come mangiare certi cibi o il ciclo mestruale e talvolta anche un forte stress, possono determinare una risposta esagerata dell'intestino come la stitichezza se le contrazioni intestinali sono scoordinate o diminuite con un rallentamento del passaggio delle feci, o al contrario la diarrea se le contrazioni sono coordinate ma eccessivamente aumentate con conseguente accelerazione del passaggio delle feci nel colon. La causa principale di tale " irritabilità" non è conosciuta, ad oggi sono state però riconosciute cause predisponenti a tale sindrome come la familiarità, una pregressa infezione intestinale o un'esposizione cronica a fattori di stress, tutti fatty che alternano la normale flora batterica intestinale. Il quadro clinico tipico della IBS è costituito da un corredo sintomatologico ben preciso che comprende dolore addominale cronico localizzato prevalentemente in fossa iliaca sinistra e sconforto addominale che spesso si attenuano con la defecazione, alvo alterno ossia periodi di diarrea alternati a periodi di stitichezza, gonfiore addominale e meteorismo, tenesmo rettale ovverosia lo spasmo doloroso dell'ano che si accompagna ad una sensazione impellente di evacuare. Sintomi minori correlati a quelli già descritto sono nausea, irritabilità e stanchezza, cefalea e difficoltà nella concentrazione, borgorismi e nausea. Se avete il sospetto di essere affetti da "Colon irritabile" è opportuno che vi rechiate dal vostro medico di fiducia che, con semplici domande e una visita accurata, potrà confermare i vostri sospetti e sulla base di eventuali esami escludere patologie maggiori, quali le Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali (MICI) e le patologie su base neoplastica. Se la diagnosi di IBS viene confermata non c'è di cui preoccuparsi, tale malattia infatti non aumenta la probabilità di ammalarsi di cancro o di MICI rispetto alla popolazione sana, bisogna imparare a convivere con un disturbo che può essere facilmente tollerabile ovvero invalidante, minando in misura variabile la qualità di vita di chi ne è affetto. Purtroppo non ci sono cure definitive per il trattamento della IBS, il paziente può però avvalersi di vari farmaci in grado di migliorare la sintomatologia come gli antispastici utili nel contrastare le contrazioni intestinali dolorose, gli anti diarroici ed i lassativi, farmaci questi ultimi da usare con cautela e sotto prescrizione medica in quanto possono talvolta peggiorare il quadro clinico, pribiotici e fermenti lattici che migliorano la flora intestinale, antibiotici ad azione specifica intestinale in caso di sovrainfezione e, nei casi in cui sia presente una forte componente psicologica-somatica, farmaci che agiscono sul sistema nervoso centrale. Molto utile è anche seguire un corretto piano alimentare che miri ad eliminare tutti quei cibi che favoriscono l'insorgere della sintomatologia, favorendo invece quelli che aiutano l'organismo a stare meglio. Infine il paziente dovrà instaurare un rapporto profondo con il proprio medico di fiducia che l'aiuterà a capire i segnali del suo corpo e rassicurandolo lo convincerà che i suoi disturbi per quanto fastidiosi non costituiscono un problema per la sua vita futura e che con pochi sforzi e un po' di impegno è possibile superare il problema (ndr).

Dott.ssa Maria Pennacchio

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