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20-Aug-2018 Aggiornato alle 17:06 +0200

Quanta plastica ingeriamo (involontariamente) ogni anno?

Ingeriamo circa 100 pezzi di plastica a ogni pasto Scienza. Alcuni ricercatori inglesi della Heriot-Watt University hanno scoperto che noi ingeriamo circa 100 pezzi di plastica a ogni pasto, che arrivano direttamente dalla polvere delle nostre case. Tale scoperta è apparsa anche sulla rivista scientifica Environmental Pollution con lo studio intitolato con la seguente dicitura “Low levels of microplastics (MP) in wild mussels indicate that MP ingestion by humans is minimal compared to exposure via household fibres fallout during a meal”. Tale titolo significa che bassi livelli di microplastiche (MP) nelle cozze selvatiche indicano che l'ingestione di MP da parte…

Anguille a rischio per la presenza di cocaina nei fiumi. Intervista alla dott.ssa Anna Capaldo

Abbiamo sentito la ricercatrice dott.ssa Anna Capaldo della Federico II di Napoli a capo di un team di ricerca che ha lanciato l'allarme in questi giorni Ci può spiegare quali sono i tratti principali della sua ricerca? L’obiettivo principale del nostro gruppo di ricerca è lo studio degli effetti della contaminazione ambientale, in particolare delle acque, sugli organismi acquatici. Abbiamo iniziato studiando gli effetti di contaminanti acquatici come il tiofanato metile (fungicida usato in agricoltura), il nonilfenolo e il cadmio sugli anfibi urodeli, in particolare il tritone italiano, Triturus carnifex. Gli anfibi sono infatti particolarmente suscettibili ai contaminanti acquatici a…

La mela annurca contro la caduta dei capelli

Una scoperta e ricerca dell’Istituto nazionale tumori, Fondazione Pascale, e del Dipartimento di Farmacia dell’Università di Napoli Federico II, ha espresso l’importanza del nostro gioiello rosso “mela annurca” nel rimedio della caduta dei capelli in alcuni soggetti, durante la chemioterapia. I protagonisti di questo importante studio sono il direttore generale del Pascale Attilio Bianchi, il direttore scientifico dell’Irccs Gerardo Botti, il direttore della U.O.C di Oncologia Medica Senologica, Michelino De Laurentiis e il Direttore del Dipartimento di Farmacia dell’Ateneo Federico II,  Ettore Novellino. Anche se tale studio, partito due anni fa, è ancora nella fase di sperimentazione si pensa che…

Una pianta che potrebbe bloccare HIV: l'Hypericum scruglii

I Ricercatori hanno isolato in laboratorio 6 composti che attraversi i loro principi attivi bloccano la replicazione dell'HIV-1. Una recente scoperta da parte di un gruppo di ricercatori del Dipartimento di Scienze della Vita dell’Università di Cagliari, da anni a contatto con la natura e l’ambiente sardo, potrebbe aprire nuove strade nella lotta contro l’AIDS. Lo studio di questi ricercatori, coordinati dal virologo Francesco Esposito e dalla botanica Cinzia Sanna, si è concentrato sulla scoperta della capacità della pianta “Hypericum scruglii”, una pianta endemica che cresce ovunque in Sardegna soprattutto in alcune aree centro-orientali, di essere un metabolita appartenente alla…

Arriva Oxygene, lo pneumatico che fa la fotosintesi

L'innovazione giunge da Goodyear Emea e presentato in occasione del Salone Internazionale dell'Automobile di Ginevra 2018. Ben presto pure gli pneumatici delle nostre automobili potrebbero essere produttori di Ossigeno attraverso la fotosintesi clorofilliana, grazie alla presenza di muschio vivo, generando energia e rilasciando ossigeno nell’aria. Questa innovazione della Goodyear Emea presentata in occasione del Salone Internazionale dell’Automobile di Ginevra 2018 rappresenta una soluzione visionaria per una mobilità urbana più pulita e sostenibile. Tale pneumatico denominato Oxygene, stampato in 3D con polverino di gomma originato da pneumatici riciclati, presenta una struttura aperta che consentirebbe un’ottima aderenza sul bagnato permettendo di assorbire…

La miscela di metano e anidride carbonica per scoprire i pianeti vicini

Pillole di Scienza. La miscela di metano e anidride carbonica potrebbe essere la prima spia da ricercare per scoprire la vita nei pianeti esterni al nostro Sistema Solare grazie a uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Science Advances in questi giorni. L’idea di questi ricercatori americani dell’Università di Washington, sotto la guida di Joshua Krissansen-Totton, è quella di cercare metano e anidride carbonica nell’atmosfera dei mondi che abbiano anche acqua liquida sulla superficie. Inoltre anche se si trovasse poco o zero monossido di carbonio, questa combinazione di ossigeno e carbonio sarebbe un segno convincente della vita in quanto questo composto…

Un batterio potrebbe liberarci dall'arsenico nelle acque

Il metabolismo del Bacillus Licheniformis riesce ad attrarre arsenico meglio di un prodotto di sintesi. Un team scientifico del Dipartimento di Scienze della Terra e dell’Università di Chicago ha scoperto che un batterio Bacillus licheniformis sarebbe capace di eliminare l’arsenico attraverso un prodotto del proprio metabolismo che si presenta sotto forma di calcite agendo in maniera più efficace dei suoi prodotti di sintesi. Questo gruppo di ricercatori, coordinato da Pilario Costagliola, docente del Dipartimento di Scienze della Terra, ha lavorato sulla base delle precedenti ricerche che avevano evidenziato una relazione tra arsenico e calcite senza aver nessun chiarimento delle dinamiche…

La fusione di due geni provoca il più letale dei tumori al cervello

La scoperta di due scienziati italiani della Columbia University di New York. Una nuova scoperta per fronteggiare il cancro porta il prestigio di due scienziati italiani della Columbia University di New York, Antonio Iavarone e Anna Lasorella, che per molti anni hanno studiato sulla fusione genica Fgfr3-Tacc3, probabilmente la più frequente fusione genica descritta finora nel cancro. La fusione dei due geni è il punto di forza dei tumori al cervello e che con una complessa cascata di eventi porta all’aumento dell’attività mitocondriale. Infatti, i due geni Fgfr3-Tacc3 attivano una proteina chiamata Pin4, che dopo la sua attivazione raggiunge altri…

Dal Giappone un particolare vetro che si ripara da solo

Ancora tanta ricerca da svolgere e tanti eperimenti da fare per avere il vetro dello smartphone che si ripara da solo. Un gruppo di ricercatori giapponesi dell’Università di Tokyo, guidato dal Professore Tazuko Aida con il supporto dello studente Yu Yanagisawa, ha sviluppato un’innovazione che potrebbe far aumentare la durata di molti oggetti in vetro come gli smartphone soggetti molto spesso a rotture. Questa scoperta è iniziata per caso quando lo studente Yu Yanagisawa, che stava preparando un polimero colante per fare una colla, ha notato che il vetro rotto può essere riparato comprimendo le estremità danneggiate con la semplice…

Nuove tecnologie nell'editing genetico per le riparazioni del DNA e RNA

Pillole di Scienza. I moderni mezzi per l’editing genetico si sono arricchiti di nuovi strumenti della tecnica CRISPR (Clustered Regularly Interspaced Short Palindromic Repeats), ideati da due team scientifici indipendenti del Broad Institute del MIT e dell’Università di Harvard a Cambridge, che consentono di sostituire le singole lettere della doppia elica del DNA e del suo mRNA messaggero con enormi potenzialità. Da qualche tempo si era considerata la tecnica CRISPR per tagliare e incollare il materiale genetico che oggi diventa più precisa con due nuove tecniche che non tagliano la doppia elica del DNA, ma utilizzano specifici enzimi per la…
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