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18-Nov-2017 Aggiornato alle 19:54 +0100

L'importanza del libretto di impianto intervista a Luca Bosatelli di PROSIEL

L'importanza del libretto di impianto intervista a Luca Bosatelli di PROSIEL Logo Prosiel

Gent.li Lettrici ed Egr. lettori,

Ricorderete che nel corso dell’EnergyMed tenutosi tra marzo ed aprile u.s., ho tenuto due incontri come UnaeCampania uno nel presentare il libretto d’impianto elettrico, con questionari Prosiel, l’altro convegno con Finder su aggiornamenti normativi; ebbene i convegni che ci hanno visto parte attiva come partecipazione e relazione, sono stati i più seguiti di tutti gli altri convegni, ed abbiamo avuto il maggior numero di presenze in sala sino alla fine.

Ciò ci sprona a fare sempre di più per il mondo dell’installazione. Ora per far meglio comprendere chi è Prosiel e qual’è l’intento del libretto d’impianto, riportiamo integralmente intervista con il Presidente di Prosiel Luca Bosatelli, che a breve sarà pubblicata sulla rivista “Commercio Elettrico” che Prosiel ha fatto pervenire all’Unae Nazionale quale partner dell’Associazione. Di seguito l'intervista.

Intervista a Luca Bosatelli. Il Presidente di PROSIEL spiega cos'è l'associazione e l'importanza del libretto d'impianto

Promuovere la sicurezza e l’innovazione elettrica è la mission di Prosiel. Come s’inserisce l’iniziativa del Libretto d’impianto elettrico nell’attività dell’Associazione?

«L’associazione è nata nel 2000 con l’obbiettivo di promuovere la cultura della sicurezza elettrica, da qui l’acronimo PROSIEL. Nel corso degli ultimi anni abbiamo aggiunto anche il tema dell’innovazione elettrica perché crediamo sia un aspetto fondamentale per diffondere impianti più sicuri e adeguati alle esigenze dell’abitare contemporaneo. Per raggiungere un numero sempre maggiore di cittadini e sensibilizzarli sull’importanza della sicurezza e dell’innovazione impiantistica abbiamo quindi realizzato il Libretto d’Impianto Elettrico, un utile ed indispensabile vademecum che favorisce l’utilizzo consapevole e la manutenzione puntuale degli impianti. Si tratta di uno dei progetti cardine di PROSIEL che si interseca sinergicamente anche con le altre iniziative che stiamo sviluppando, come l’Osservatorio sulla Sicurezza Elettrica».

Qual è oggi la situazione della sicurezza degli impianti elettrici residenziali e del piccolo terziario nel nostro Paese?

«Sono ormai diversi anni che siamo impegnati a diffondere una nuova cultura della sicurezza elettrica, ma l’attenzione al tema e la sensibilità del consumatore sono ancora inadeguate rispetto all’importanza che meriterebbe. Troppo spesso l’impianto elettrico viene dato per scontato: c’è e funziona. Purtroppo sappiamo benissimo che in molti casi non è così e lo dimostrano i dati delle ricerche che abbiamo effettuato nel tempo. Dobbiamo renderci conto che le installazioni più vecchie di 30 anni montano componenti - interruttori, interruttori differenziali e automatici, cavi - che sono stati sottoposti a stress almeno 10 volte superiori alle prove di vita previste dalle relative norme e quindi possono guastarsi in ogni momento. Senza contare che gli interruttori differenziali installati 20 anni fa, non sono in grado di proteggere gli utenti contro la scossa in caso di guasto di apparecchi elettronici. Insomma, ci vuole una nuova consapevolezza da parte dei consumatori».

Per ora l’adozione del Libretto non è obbligatoria. Pensate che per migliorare la sicurezza degli impianti elettrici siano necessari interventi normativi da parte delle Autorità oppure l’obiettivo può essere raggiunto attraverso la sola sensibilizzazione degli utenti?

«Un intervento del legislatore è auspicabile e risulterebbe determinante. Stiamo lavorando affinché questo diventi realtà, nell’interesse soprattutto della sicurezza di tutti i cittadini. Nel frattempo non vogliamo stare a guardare passivi e vogliamo scardinare l’idea che la sicurezza sia solo un costo. Indagini di mercato fatte negli anni ci hanno dimostrato che ci sono in Italia impianti non a norma ed è inaccettabile che impianti realizzati più di trent’anni fa vengano ancora considerati sicuri, senza aver mai fatto una revisione. L’articolo 8 del D.M.37/2008 è molto chiaro sugli obblighi del committente o del proprietario: deve adottare le misure necessarie per conservare le caratteristiche di sicurezza previste della normativa vigente. Ma non viene fatto. Ed è per questo motivo che insistiamo sulla necessità di avere un sistema di controllo. Di certo, non possono esser considerati sufficienti né la certificazione energetica né la rispondenza alla regola dell’arte comprate in offerta sui siti promozionali. La sicurezza è un fattore troppo importante della vita di ognuno di no, dei nostri cari ma anche del nostro stesso patrimonio che, soprattutto nel nostro Paese, è rappresentato in gran parte dalla casa di proprietà».

A che punto è il coinvolgimento delle Autorità in questa iniziativa?

«Ci stiamo lavorando, abbiamo trovato interesse per il tema della sicurezza domestica, ma i tempi tecnici sono lunghi. L’idea è di istituire un Osservatorio sulla Sicurezza Elettrica in ambito residenziale in comune accordo con un Ministero, che al momento preferiamo non citare per serietà professionale. Noi abbiamo già fatto investimenti in tal senso con la digitalizzazione del Libretto d’Impianto Elettrico, che è in fase di sviluppo. La Digital Edition permetterà ad installatori e verificatori degli impianti di compilare il libretto direttamente sul proprio smartphone o tablet e inviare all’utente finale una copia digitale del documento. Contemporaneamente, potranno essere elaborati dei report periodici – ovviamente anonimi – sullo stato degli impianti elettrici. Grazie a questo sistema di dati che esprime la situazione reale degli impianti sarà poi più facile sostenere la necessità di un intervento mirato alla sicurezza con il legislatore».

Come può collaborare il mondo della Distribuzione alla diffusione di questa iniziativa?

«Nella nostra lunga e articolata filiera elettrica i Distributori ricoprono un ruolo fondamentale per la loro capillare presenza: gli oltre 1000 punti di vendita su tutto il territorio nazionale entrano quotidianamente in contatto con i 60.000 installatori italiani. La collaborazione con FME – che è un socio di Prosiel – è quindi un punto cardine del progetto del Libretto d’Impianto. Con loro abbiamo predisposto strumenti di comunicazione per i punti di vendita e soprattutto abbiamo stampato 200.000 copie del libretto da distribuire gratuitamente agli installatori per far conoscere l’iniziativa e perché possano essere i primi protagonisti di questo cambiamento epocale».

Quali ulteriori azioni intendete intraprendere per la massima diffusione dell’utilizzo del Libretto?

«Le azioni principali riguardano proprio il Libretto d’impianto che è stato stampato e distribuito nei punti di vendita ed inviato ad oltre 400 istituti tecnici. La creazione della Digital Edition del libretto, l’istituzione dell’Osservatorio, la pianificazione del tour italiano, la campagna di comunicazione su riviste tecniche, siti web e social network sono tutte iniziative che hanno richiesto a tutti i consiglieri un impegno personale, su base volontaria e gratuita, davvero molto forte. Soprattutto per un’associazione che ha un conto economico molto modesto e che per trasparenza da quest’anno abbiamo deciso di pubblicare sul sito Prosiel.it».

Il Libretto d’Impianto può essere un’occasione per gli installatori per allargare la loro attività?

«Sicuramente. Infatti, anche questo è un altro importante obiettivo dell’associazione. Ogni libretto che verrà consegnato all’utente finale (proprietario o inquilino) sarà un impianto elettrico verificato. Per l’installatore è innanzitutto un’occasione importante per qualificare e dare valore al suo lavoro. Il Libretto contiene anche la lista di cosa deve verificare l’installatore in casa ed è quindi una sorta di attestato che la verifica è stata eseguita con professionalità. Senza contare che grazie a questa iniziativa si può innescare una dinamica di fidelizzazione dei propri clienti. La Digital Edition – che verrà lanciata a settembre – permetterà all’installatore di avere un archivio di tutti i libretti rilasciati e di avere anche lo scadenzario di tutti gli impianti verificati. Grazie al “promemoria scadenze”, che è una parte importante del libretto, l’installatore potrà annotare tutti gli impianti o tutti i dispositivi che richiedono interventi periodici: ad esempio, il rivelatore di gas che si mette nelle cucine ha una durata massima predefinita, così come le batterie dell’antifurto o della sirena hanno una durata consigliata; oppure, più semplicemente, è possibile pianificare la data della successiva verifica dell’impianto. Tutte queste date permetteranno all’installatore di offrire un servizio efficiente, di essere propositivo nei confronti dell’utente finale e di avere una relazione personale e di fiducia che dura negli anni. Del resto, gli installatori sono in qualche modo i “custodi” dell’intimità domestica, dei momenti più belli nella vita delle persone, perché da sempre la casa è il luogo più importante nella vita degli uomini di qualsiasi epoca storica e qualsiasi latitudine».

Pensa che questa iniziativa comune tra produttori e distributori, oltre a migliorare la sicurezza degli impianti, possa essere di stimolo per il mercato elettrico, che ancora stenta ad uscire dalla crisi?

«E’ innegabile che se questa iniziativa avesse successo, avrebbe una positiva ricaduta sull’intero comparto elettrotecnico, ma l’obiettivo finale è solo ed esclusivamente la sicurezza. Prosiel fra l’altro ha come invitato permanente l’Unione Nazionale Consumatori affinché ogni azione o iniziativa venga intrapresa pensando all’impatto sull’utente finale, che sicuramente non ha voglia di vedersi strumentalizzato per pagare altri oneri. Ed è anche per questa ragione che la norma CEI consiglia una verifica periodica ogni 5 anni diversamente da quanto avviene, ad esempio, per caldaie ed automobili che sono soggette a controllo ogni 2 anni».

Le tecnologie innovative, e in particolare la domotica, possono contribuire a migliorare la sicurezza degli impianti elettrici?

«Ovviamente, un impianto domotico o, più in generale, l’automazione dell’impianto può giocare un ruolo fondamentale per la sicurezza elettrica. Un impianto domotico, anche di base, oltre a rendere la casa un luogo più sicuro e più fruibile per chiunque, consente di migliorare il comfort e ridurre il consumo di energia. Il futuro dell'impiantistica civile è legato a doppio filo anche allo sviluppo della Rete, dell’internet of things. Le soluzioni connesse fra di loro consentiranno infatti di controllare la casa, ricevere segnali d’allarme, prevenire i malfunzionamenti o verificare lo stato di tutti gli impianti anche da remoto, su tablet, smartphone o personal computer. Allo stesso tempo, l’innovazione e la sicurezza non dipendono solo dall’adozione di singoli dispositivi o sistemi intelligenti ma dalle logiche stesse di progettazione: un impianto realizzato con circuiti indipendenti, ad esempio, è già di suo più sicuro perché eventuali guasti o malfunzionamenti non si ripercuotono sull’intera abitazione, ma rimangono circoscritti. In conclusione, possiamo affermare che i tempi sono maturi per un cambio epocale di prospettiva dell’intero settore impiantistico. La diffusione capillare dei dispositivi mobile ha inciso profondamente sulle abitudini e sulle aspettative anche degli utenti finali: come testimoniato anche da una recente ricerca del Politecnico di Milano, nel 2015 il 79% dei consumatori italiani ha manifestato l’interesse ad acquistare prodotti per la Smart Home, il 33% in più rispetto all'anno precedente. Questo è un chiaro segnale di consapevolezza e interesse per il nostro settore».

Dott. Giovanni Esposito

Dott. G. Esposito

Membro UNAE - ANFOS Docente accreditato CEI - ISPESL - UNAE

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