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16-Dec-2017 Aggiornato alle 21:41 +0100

L’arte della gioia: un inno al piacere

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L’arte della gioia, di Goliarda Sapienza, è un romanzo che narra di una vita irriverente, amorale e priva di inibizioni.

Modesta, la protagonista, nasce nel 1900 in una casa povera, primo tassello di un percorso di vita che la vedrà diventare un’intellettuale aristocratica e benestante.

Con uno sfondo storico pregno di avvenimenti significativi, Modesta ricerca la sua identità femminile, ne esplora le molteplici sfumature, sottomettendo se stessa ad un’unica filosofia: l’arte della gioia.

Difatti, ogni singola azione svolta da Modesta è votata al soddisfacimento del proprio e dell’altrui piacere, uno stimolo  che da sempre la anima, guidando ogni suo gesto e rendendo a suo parere leciti comportamenti meschini e immorali.

Modesta è forse un’eroina, una proiezione ideale e immaginaria dell’autrice, che crea un personaggio capace di distinguersi per il suo coraggio, la sua forza e la sua tenacia, ma è anche un personaggio che stimola emozioni controverse nel lettore, il quale difficilmente riuscirà a condividere le scelte così irriverenti attuate da questa donna. Se ne potrà apprezzare la filosofia di vita, ma non di certo i mezzi tramite cui la protagonista persegue i suoi scopi.

Il libro della scrittrice Sapienza è sicuramente un testo che non passa inosservato, un romanzo in cui passione, sesso, assassini, tradimenti, lotte politiche e idealistiche duellano nella vita della protagonista, in un crescendo di trasgressività, provocazione e anticonformismo.

Nonostante la trama narrativa risulti corposa e avvincente, le modalità stilistiche scelte dall’autrice penalizzano notevolmente il libro. La ripetitività e le numerose digressioni narrative, spesso stucchevoli e gratuitamente prolisse, pesano sulla lettura del romanzo, che metterà in seria difficoltà il lettore, il quale dovrà confrontarsi con un testo non facilmente comprensibile e leggibile.

L’arte della gioia è un inno, forse un po’ grossolano, all’estremo, al sovversivo, alla libertà e alla determinazione. Sta quindi al giudizio soggettivo del lettore decidere di valutarne e apprezzarne le qualità contenutistiche, mettendo da parte, se possibile, le evidenti lacune stilistiche e narrative.