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17-Nov-2017 Aggiornato alle 19:15 +0100

La gemella sbagliata: un gioco perverso

La gemella sbagliata è un thriller psicologico scritto da Ann Morgan.

Helen ed Ellie sono due gemelle, fisicamente indistinguibili, ma dagli atteggiamenti completamente opposti: Helen è forte e autoritaria, Ellie insicura e succube della gemella. Helen comanda, Ellie ubbidisce. Finchè un giorno Helen inventa un nuovo gioco: scambiarsi le parti, per cui Ellie diventa Helen, Helen diventa Ellie.

Il gioco funziona, nessuno sembra accorgersene, nemmeno la madre, apparentemente troppo occupata a presentare alle figlie il suo nuovo compagno.

Sorpresa e sconvolta dai nuovi eventi, Helen perde il controllo della situazione, ed Ellie si rifiuta di riassumere il suo ruolo di gemella succube ed emarginata.

Questo gioco innocente diventa il punto di partenza di una storia lacerante, raccontata dalla nuova Ellie, che matura nel corso degli anni un disprezzo incontenibile per la gemella e per la vita in generale, per l’incomprensione che le aleggia intorno, per lo sforzo di urlare una verità che cozza con orecchie sorde alla sua voce.

Ellie diventa una bambina non compresa ed emarginata, bipolare, priva di regole, affranta da una vita che le fa scontare molte più colpe di quelle che merita, in un susseguirsi di indizi che aprono al lettore uno scenario di drammi che infettano il benessere e la serenità esistenziale di tutti i personaggi della storia.

La forza del romanzo sta nella realizzazione di un’ osservatorio privilegiato su una famiglia calpestata dagli orrori e dagli sfregi della natura umana, in cui il dolore graffia a tal punto l’animo da far dimenticare le più comuni e banali forme di affetto e comprensione, mostrando la parte più sporca e devastata della natura umana. Il romanzo risulta scritto in maniera fluida e accattivante, spingendo il lettore a voler raggiungere con ansia l’ultima pagina del testo, in attesa di una rivelazione che in realtà semplicemente non arriva.

Quello che si presenta inizialmente come un thriller, caricando il lettore di aspettative che verranno tuttavia deluse e disattese, si trasforma in un romanzo unicamente psicologico, facendo così inciampare il lettore in un testo che in realtà di thriller ha ben poco, lasciando molto più spazio al versante psicologico e introspettivo.

Un libro che consiglio per chi ama analizzare e conoscere le sfaccettature(anche le più torbide) dell’animo umano, ma che tuttavia manca di quella scintilla che permette di inserirlo nella lista dei libri che lasciano un segno.