Log in
24-Nov-2017 Aggiornato alle 15:59 +0100

Solo "7 minuti" la lotta di 300 operaie rappresentate da 11 donne

Solo "7 minuti" la lotta di 300 operaie rappresentate da 11 donne Locandina del Film

Un film che fa riflettere e che risveglia gli animi affrontando un tema forse dimenticato o vissuto in maniera rassegnata.

Tratto dall’omonimo testo teatrale di Stefano Massini, "7 minuti" è un film di Michele Placido del 2016, rifacentesi ad un fatto realmente accaduto in una fabbrica dell’Oltralpe. Un gruppo di undici donne, dieci operaie e un’impiegata: nelle loro mani il destino di trecento operaie. 

La piccola fabbrica in cui queste donne lavorano viene venduta ad una multinazionale francese, per cui il piccolo comitato di rappresentanza della forza lavoro attende con ansia la fine delle contrattazioni di vendita.
Lo spettatore assiste a queste lunghe ore di attesa, con la compagnia di undici donne estremamente diverse: madri, figlie, mogli.

Per ognuna di esse il lavoro è indispensabile, la possibilità di perderlo appare come un’ombra agghiacciante a cui non poter porre rimedio, descrivendo così uno spietato spaccato della realtà riguardante il mondo del lavoro, e più precisamente, quello della fabbrica.

Terminata la riunione, le undici donne ascolteranno le richieste della multinazionale francese: la proposta sembra non suscitare particolare scompiglio, la nuova direzione chiede alle operaie di rinunciare solo a 7 minuti di pausa ogni giorno.

Accogliendo con entusiasmo la notizia, le operaie sono pronte a votare per il sì, a rinunciare a questi pochi minuti di libertà. Ma sarà la loro portavoce a farle riflettere, ad analizzare la richiesta non sull’immediato, ma sul lungo termine: 7 minuti al giorno per trecento operaie, sono novecento ore al mese di lavoro gratuito e non remunerato.

Dissidi, urla, insulti: assistiamo ad una spaccato femminile a tratti sanguinoso nelle parole e nei termini, donne genuine, ognuna con il proprio dialetto e la propria storia, in un succedersi di monologhi che trascinano lo spettatore nella loro disperazione.
Un film che fa riflettere, che risveglia gli animi, facendosi apprezzare sia per la struttura narrativa, sia per l’aspetto interpretativo, cruento e drammatico al tempo stesso.