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17-Nov-2017 Aggiornato alle 19:02 +0100

Inside out: il palcoscenico della mente

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Inside out è un film di animazione del 2015 prodotto dalla Pixar Animation Studios.

Inserendolo in questo genere cinematografico, si potrebbe erroneamente pensare che si tratti di una pellicola adatta prevalentemente ad un pubblico infantile.

In realtà, a parer mio, per poter cogliere il senso più profondo del film è indispensabile una buona dose di maturità e sensibilità.

Riley è una ragazzina di 11 anni la cui vita viene messa duramente alla prova da un improvviso trasferimento in una nuova città: cosa accadrà ora?

Quali pensieri si affollano nella testa di Riley?

Lo spettatore gode di un osservatorio privilegiato, ossia la mente della protagonista: qui c’è un intero palcoscenico di personaggi, pensieri e ricordi che formano la personalità della bambina, rendendola così unica.

Il quartiere generale di emozioni e azioni è presieduto da Gioia, che insieme a Tristezza, Paura, Rabbia e Disgusto, formeranno la personalità di Riley facendola gioire, intristire, arrabbiare, disgustare e preoccupare. Indiscutibile la bellezza dei disegni, inferiore solo alla lucentezza dei colori, dove le tonalità cromatiche più scure assumono una luce sorprendente.

Un film d’animazione leggero, che in realtà imprigiona significati che permettono di aprire spazi di riflessione su concetti inusuali come l’importanza della Tristezza, indispensabile nella crescita e nella formazione della personalità, nonostante la sua cattiva fama. Nel quartiere generale della mente le voci di dentro divengono protagoniste indiscusse, donando al film una sensibilità e un’originalità non comune, attraverso un viaggio tra il conscio e l’inconscio, il pensiero astratto, i sogni e gli angoli più reconditi della mente.