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18-Aug-2019 Aggiornato alle 18:11 +0200

Intervista a Marilena Ventriglia, Mister della Soccer Little Warriors Qualiano

In un'intervista il Mister Ventriglia ci racconta la sua esperienza alla Soccer Little Warrios Qualiano

Abbiamo avuto il piacere di fare due chiacchiere con Marilena Ventriglia Mister qualificata alla UEFA B e direttore tecnico della SOCCER LITTLE WARRIORS Qualiano.

Ventriglia, com'è per un mister donna lavorare in una scuola calcio maschile?

"La mia è ormai un'esperienza decennale in cui ho dovuto farmi spazio lavorando con un'accuratezza maniacale, perché l'ambiente calcistico nella nostra Nazione è purtroppo ancora in parte sessista nonostante si cominci a dare spazio alle donne, nella mentalità c'è ancora un po' di lavoro da fare. Ma quando si dimostra una qualificata professionalità sui campi anche i più scettici non possono fare a meno di riconoscere le capacità al di là del sesso. Com'è lavorare in una scuola calcio "maschile"? È gioia... come tutto ciò che si fa con passione."

Qual è stata la scintilla che le ha fatto accettare la proposta dei Warriors di Qualiano?

"Diciamo che ho ascoltato con piacere il progetto perché già conoscevo Pietro Marzano e la sua innata capacità organizzativa nel settore. Con Michele Porcelli, ho lavorato braccio a braccio in passato c'è stata sempre una collaborazione onesta e chiara, cose imprescindibili nei miei rapporti lavorativi. La scelta è nata dalla voglia di sposare un progetto in linea con la mia idea di settore giovanile dove la priorità è sempre stata vivere il calcio giovanile come una disciplina in cui inculcare in modo ludico i principi di un calcio stile cantera, dove non conta il tutto e subito ma la formazione a lungo termine di calciatori pensanti. Il mio riferimento è sempre stato Horst Wain, a mio vedere - e non solo - il padre dei formatori nel calcio giovanile. La Soccer Warriors si è sposata a pieno con questa idea e quindi eccomi qui a disposizione di uno staff umile e di larghe vedute".

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Che tipo di società e di ambiente hai trovato?

"Diciamo che ho trovato una società con tutte le carte in regola per una crescita graduale e duratura nel tempo dove i protagonisti - come sempre dovrebbe essere - restano i ragazzini rispettosi delle individualità e compiaciuti di essere una squadra, perché l’essere squadra a questi livelli va insegnato e trasmesso. La Soccer Warriors da importanza a tutto ciò, mettendo tutti a proprio agio."

Che tipo di allenatore è lei e che tipo di approccio usa con i bambini?

"Il mio approccio è bilanciato, ci sono momenti per scherzare e altri in cui pretendo impegno e serietà. All’occorrenza sono sempre disponibile all'ascolto e al confronto, i giovani prendono d'esempio gli atteggiamenti degli adulti quindi cerco di essere giusta e onesta e uso anche chiedere scusa quand’è necessario; non siamo perfetti ma possiamo rimediare, questo è il messaggio che cerco di far passare. Per quanto riguarda la metodologia anche qui bilancio il metodo induttivo e quello deduttivo. Che allenatore sono? Non sono mai lo stesso "formatore" della seduta di allenamento precedente. I giovani ti arricchiscono di volta in volta."

Prima di salutarci, un motivo per scegliere la vostra scuola calcio?

"Uno solo? Ok... La cura dei particolari, in fondo sono quelli a fare la differenza in tutte le cose."

Pasquale Vergara

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