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17-Jan-2019 Aggiornato alle 15:55 +0100

Violenza di genere. Qualiano, servizi sociali inesistenti

Ecco quanto inviatoci dal Presidente dell'Associazione Antiviolenza "Terra Viva" Salvatore De Maio e la risposta del Direttore

Caro Direttore,

qualche giorno fa si leggeva sui portali di informazione online dell’ennesima selvaggia violenza perpetrata ai danni di una giovane donna da parte del convivente ed il tutto in presenza dei suoi tre figli minori di cui uno neonato.

Questi sono i casi estremi per i quali l’Ente comunale dovrebbe intervenire tramite i fondi comuni di ambito e fondi regionali, relativi al capitolato di contrasto alla povertà i quali vengono inseriti regolarmente in bilancio. Dobbiamo registrare che anche questa volta abbiamo assistito alla “atipicità” sociale dell’ente Comunale di Qualiano, in quanto il centro Anti Violenza “Terra Viva” di Qualiano, dopo aver preso in carico la signora e averle fornito assistenza legale, psicologica e sociale, l’ha indirizzata presso l’Ufficio Politiche Sociali del Comune di Qualiano.

La vittima, dopo una accorata richiesta di aiuto economico per acquistare il latte per il proprio figlio neonato perché quello materno non sufficiente per il trauma emotivo dovuto alle violenze patite, si è dovuta sentire dire dalla responsabile delle Politiche Sociali del Comune che l'Ente non avendo soldi e non poteva aiutarla.

L’Associazione si è fatta carico di assistere la vittima di violenza per i primi bisogni personali e del piccolo, facendo una colletta tra i componenti e professionisti del centro di via Santa Maria a Cubito 131, ma oggi chiediamo uno sforzo alla collettività qualianese genuina, pulita e amante della legalità vera e non di facciata propagandistica, per poter sopperire al bisogno della nostra assistita la quale ha bisogno di beni di prima necessità per i propri figli e ogni genere di aiuto. Dobbiamo inoltre registrare che quanto accade oggi non è una novità dato che, pur essendo dedicati fondi a tali emergenze, quando capita una fattispecie simile le risposte sono sempre le stesse.

Questo è atipico, per tanto ci chiediamo se i fondi per il contrasto alla povertà non vengono utilizzati in un caso del genere, per cosa sono utilizzati?

Il presidente
Salvatore De Maio

Caro Presidente De Maio,

dopo la sua lettera il “Punto!” non può restare indifferente, apprendo con profondo disgusto che, come al solito per i casi di estrema necessità che non sortiscono rimostranze sotto il Palazzo del Comune, spesso si risponde con frasi come quella da lei riportata nella lettera che ci ha inviato.

La tristezza maggiore e forse anche la rabbia, me la consenta caro De Maio, sopraggiunge quando anche le pietre sanno che arrivano costantemente fondi per questo genere di attività assistenziali, ma che allo stesso tempo si registra con cadenza regolare che il Comune non ha soldi. Perché non ci sono i soldi? Non esiste forse una voce di Bilancio proprio per questi casi e i fondi giungono dai Comuni dell'Ambito e dalla Regione?

La risposta la conosco, ma vorrei fortemente che i cittadini la gridassero ai loro rappresentanti che, in anni di diverse Amministrazioni susseguitesi, non sono stati in grado di fornire le giuste risposte ai cittadini, trincerandosi sempre dietro il “il non ci sono i soldi”. Vede, caro De Maio, per pagare la transazione del canile vi erano però i denari, forse perché sono entrati dall'aliquota al due per mille della TaSI?

A volerla dire tutta questa frase sta diventando un adagio da riportare alle generazioni future come è stato fatto con la nostra. Quando si nega poi aiuto ad una donna che ha subito violenza dal proprio compagno allora, senza ombra di dubbio, si può affermare che le Politiche Sociali della città stanno a zero cosi come le chiacchiere che vengono proferite quali giustificazioni.

L'Amministrazione deve capire una volta per tutte che il popolo l'ha eletta per risolvere i problemi non per essere essa stessa un problema. Continuo a domandarmi, gentile Presidente, come intenda risolvere questa colossale “grezza” - per dirla alla nostrana – o come la chiama lei “atipicità” l'Assessore Odierno, titolare della delega al ramo.

Sono, altresì, convinto che qualora l'Assessore Odierno non riesca a trovare una sacrosanta soluzione, da galantuomo quale è, provvederà a dimettersi salvaguardando la sua dignità e la sua onorabilità. Auspico anche che l'Organismo Indipendente di Valutazione voglia fare chiarezza su quanto accaduto. Sono sicuro che la Qualiano genuina ed amante della vera legalità si farà avanti in vece del Comune, ma di certo gli interventi di quest'ultima non sollevano l'Ente, evidentemente assente in questo caso, dalle proprie responsabilità.

Mi è gradita inoltre l'occasione, gentile De Maio, mostrarle tutta la solidarietà per la chiusura dello sportello al Comune una questione che, mi creda, sta a cuore anche al “Punto!”, tanto che la redazione ha deciso di occuparsene per i prossimi numeri, giusto per capire in base a quali motivazioni anche giuridiche il Comune di Qualiano ha inteso chiudere uno sportello antiviolenza, antiracket e antiusura.

Cordialmente

Redazione

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