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18-Apr-2019 Aggiornato alle 17:24 +0200

Qualiano, "Parole in Blu: un Autismo consapevole"

Qualiano, "Parole in Blu: un Autismo consapevole" Foto: redazione Qualiano, "Parole in Blu: un Autismo consapevole"

Affrontati temi importantissimi dall'importanza della diagnosi all'azione terapeutica, passando per l'associazionismo e l'auto aiuto.

Autismo, integrazione sensoriale, la realtà del territorio, approcci terapeutici, normative, scuola ed integrazione. Queste sono state le parole chiave del Convegno “Parole in Blu: Un autismo consapevole”, organizzato dall’ANGSA e dalla Pro Loco Qualiano, con il patrocinio morale del Comune di Qualiano, celebrato il 21 marzo in Sala Consiliare.

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 Ad introdurre saluti di rito da parte del Comando dei Carabinieri di Qualiano, dell’Amministrazione Comunale portati a nome dell’Assessore De Rosa e del Presidente della Pro Loco Qualiano Davide Morgera, è stata la Dott.ssa Palma, moderatrice della Convegno. 

La parola poi è stata ceduta agli esperti che si sono confrontati sul tema dell’autismo non come una sterile illustrazione di dati ed incidenze, ma affrontato con un aspetto consapevole, cosciente, lo stesso tema del convegno.

Le relazioni sono state di notevole spessore e di alto profilo professionale: hanno fornito con parole semplici concetti che hanno sicuramente aperto mentalmente i presenti ad una maggiore comprensione della particolarissima condizione di vita dell’autismo.

 Il primo tema trattato è stato “Autismo e Integrazione sensoriale, l’intervento consapevole”. A relazionarlo il Dr. Domenico Bove, Neuropsichiatra infantile che, attraverso alcuni esempi semplici di comportamenti comuni alle persone autistiche, ha fatto comprendere ai presenti quanto sia importante la sfera sensoriale per gli interventi riabilitativi da operare sulle persone che soffrono la sindrome dell’autismo dalla quale non è possibile guarire.

La persona autistica, ha spiegato il dott. Bove, ha un problema nello scambio delle informazioni a livello neuronale e questo genera una percezione dell’ambiente esterno alterata. Importantissimo quindi l’osservazione del bambino autistico nel suo ambiente e lontano dai Setting terapeutici.

Presente anche in sala il Parroco della Chiesa SS. Immacolata di Qualiano, Don Francesco Martino che ha portato i saluti della comunità e l’esperienza della parrocchia con persone che vivono con tale sindrome.

Importantissimo anche il secondo tema, “La Pediatria di Famiglia e i disordini dello spettro autistico: i dati, i bisogni e la realtà del territorio” relazionato dalla Dott.ssa Patrizia Gallo, Pediatra – Responsabile del Centro studi Scientifico Federazione Italiana Medici Pediatri Napoli.

La dottoressa Gallo, ha voluto mostrare nella sua relazione quali sono i fattori di rischio, individuando tra le cause anche quelle dei polluttanti, altro termine per definire gli inquinanti. La dottoressa ha posto un particolare accento anche sulle percentuali di incidenza dell’autismo che sta sfiorando valori preoccupanti, basti pensare che vi è un aumento del 600%. Fattori importanti che influiscono sull’incidenza, secondo la dottoressa, sono anche l’età, predisposizioni genetiche e il peso durante la gravidanza e numerosi altri fattori epigenetici.

Un’intervento invece incentrato proprio sulla riabilitazione è stato quello del Dott. Paolo Maietta, psicologo, psicoterapeuta e supervisore cognitivo comportamentale, che ha relazionato sulla “Presentazione del PAIRI - Centro di Ricerca della Patologie dello Spettro Autistico e del metodo TMA Metodo Maietta – Terapia Multisistemica in Acqua”.

Il dott. Maietta, ideatore e supervisore del metodo TMA Metodo Maietta, ha spiegato che sono importantissime per il bambino autistico le tecniche comportamentali in acqua, non attraverso una pura e semplice terapia in acqua, ma attraverso un percorso che deve necessariamente mirare a comprendere lo stato mentale con cui queste persone si approcciano alla terapia. Solo in questo modo si può aiutare il bambino ad avere coscienza e percezione di se e degli altri e ad instaurare una relazione con l’altro. Laddove c’è relazione c’è anche uno scambio di sensazioni di tipo emotive.

Importantissima invece è stata l’esperienza raccontata dalla Dott.ssa Claudia Nicchiniello, Presidente ANGSA Campania, che ha relazionato su “Normativa nazionale e regionale di riferimento, deliberazioni ASL e ricorsi dei genitori”, nell’ambito della quale ha mostrato l’importanza di azioni, anche legali, per ottenere quanto è nel diritto, costruite all’interno di una associazione in questo caso l’ANGSA.

La dott.ssa Nicchiniello, infatti, è madre di una persona autistica ha dovuto intraprendere azioni da sola con la sua famiglia fino a veder i diritti di suo figlio rispettati. Con l’ANGSA è stata promotrice di una Legge regionale giunta fino alla 5° commissione Sanità, sostenuta da Topo ma quando l'iter era in dirittura di arrivo la legge è stata bocciata dal Ministro Lorenzin.

Affrontato, subito dopo, di nuovo la sfera riabilitativa attraverso la relazione “Approccio terapeutico nei bambini con disturbo dello spettro autistico” relazionato dalla Dott.ssa Santa Cacciapuoti, logopedista, assistente analista del comportamento. Nell’ambito della relazione sono stati affrontati i differenti livelli di approccio, propedeutici tra loro, affinché il bambino autistico inizi a parlare.

Fondamentale, secondo la dott.ssa Cacciapuoti, è la diagnosi che, negli ultimi tempi, avviene tra i 18 e i 24 mesi e, una volta ottenuta, procedere poi per chiavi di accesso che permettono di stabilire una relazione con il bambino. Ottimi risultati in termini di comunicazione sono ottenuti attraverso il metodo ABA, acronimo di Applied Behaviour Analysis (Analisi del Comportamento Applicato).

L'approccio scolastico, invece, è stato affrontato dalla prof.ssa Alessandra Migliaccio, docente del plesso Santa Chiara/di Giacomo, che ha relazionato sulla “Formazione dei docenti e metodologia di approccio agli alunni con disturbo dello spettro autistico”, ponendo l’accento su l’importanza di avere docenti che sappiano approcciarsi allo studente autistico al fine di ottenere un buon apprendimento. Si tratta di una delle sfide più importanti che fa la scuola rispetto all’inclusione degli alunni con disabilità ed alla formazione inclusiva del personale.

Interessante l’intervento della Dott.ssa Ivana Guzzo, vice presidente ANGSA Campania, componente del Comitato tecnico scientifico del MIUR che ha relazionato su “Il neo ististuito Comitato Tecnico Scientifico per l'Autismo del MIUR”.

La dott.ssa Guzzo ha riportato la situazione normativa e le battaglie che ANGSA sta combattendo anche al Ministero dell'Istruzione dell'Università e della Ricerca perché si rispettino le Leggi e le linee guida nazionali in Regione Campania, al fine di non aver più differenze tra le Asl della stessa Regione difatti a Benevento, Avellino e Caserta sono stati raggiunti importanti risultati in merito alla somministrazione delle terapie con metodo ABA, mentre ciò non si verifica a Napoli e Salerno.

Da qui l’importanza di associarsi ad ANGSA per unire le forze per vedere rispettati i propri diritti. L’intento è quello di evitare ad una famiglia che ha una persona autistica nel suo seno di andare ad elemosinare quei diritti che sono sanciti dall’ordinamento italiano.

Al termine delle relazioni vi è stato lo spazio anche per un dibattito con il pubblico, molto interessato al problema, dal quale è venuto fuori tutta l'amarezza in merito alla disparità di trattamento terapeutico tra la provincia di Napoli e quella di Salerno rispetto ad Avellino, Benevento e Caserta, soprattutto per la somministrazione della terapia basata sul Metoto ABA che, a detta degli esperti, è quello che dà i maggiori risultati.

Vincenzo Perfetto

Direttore Editoriale

Sito web: www.puntomagazine.it Email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.