Log in
6-Dec-2019 Aggiornato alle 12:03 +0100

Qualiano, in sala consiliare la manifestazione "La violenza e le donne": numerosi gli spunti di intervento

In concomitanza alla drammatica morte di Giuseppina Di Fraia, investita e bruciata dal proprio marito e alla fiaccolata che si terrà questo pomeriggio a Pianura in memoria di tutte le donne campane e italiane uccise nell'ultimo anno, il PD di Qualiano si è dimostrato capace di discutere di tematiche ambientali ed economiche e sopratutto sociali, tenendo un convegno sulla violenza utilizzata contro le donne, ieri sera presso la Sala Consiliare del Comune di Qualiano.

A “La violenza e le donne” hanno preso parte autorevoli esponenti femminili del Partito Democratico, quali Angela Cortese, consigliera regionale del partito e Michela Rostan e Giovanna Palma entrambe candidate alla Camera dei Deputati per il PD, cui si sono aggiunte le donne promotrici dell'iniziativa, donne qualianesi della sezione del partito a livello locale, quali Valentina Biancaccio, Ida Cacciapuoti e Ilaria Romano, la quale, è bene sottolineare, è stata la prima candidata a sindaco donna a Qualiano nonché la più giovane in Italia, che adesso ricopre la carica di consigliera dell'opposizione. Presenti in sala anche Teresa Vitale, presidentessa dell'associazione di donne Spazio Aspasia, Ludovico De Luca, candidato a sindaco, Raffaele De Leornadis, segretario del PD di Qualiano, Salvatore Napolano veterano del partito.

Ha coordinato la giornalista nonché mamma e insegnante precaria Iolanda Stella Corradino. Il PD ha, dunque, cavalcato l'onda del”One Billion Rising”, il flash mob planetario contro la violenza  sulle donne cui il 14 febbraio scorso hanno partecipato più di un miliardo di donne in tutto il mondo per gridare “break the chain” - “rompi la catena”.una catena metaforica, quella degli abusi fisici, sessuali, economici, sociali e psichici.

Durante il convegno si è discusso largamente del termine “femminicidio”, da pochissimo entrato a far parte della lingua italiana e che Valentina Biancaccio ha così definito: “femminicidio non è solo tragica uccisione di una donna perché in quanto tale, ma è sopruso sulla stessa dal punto di vista economico, politico e sociale”. Sebbene il termine “femminicidio” sia giovanissimo, paradossalmente questo scaturisce da dinamiche culturali e sociali perdute in un tempo “maschio” e maschilista che ha sempre relegato la donna ad un ruolo subalterno nella società.

Il “femminicidio è sopratutto reale, e infatti Angela Cortese afferma: “ogni anno si contano circa 120 donne uccise in Italia” e continua: “e la Campania è la regione più violenta. Ciò che atterrisce è che la maggior parte degli omicidi al femminile avviene entro le mura domestiche, per mano di ex mariti, mariti, compagni gelosi e figli sbagliati. Per cui c'è bisogno che venga condotta una grande rivoluzione culturale a partire dalla scuola, e soprattutto da noi stesse, cioè da come noi donne ci poniamo nei confronti degli uomini”.

Conclude, poi, comunicando al foltissimo pubblico presente in sala due date: 1981, anno in cui furono abrogate le odiose disposizioni sul delitto d'onore, e 1996 anno in cui, invece, l'omicidio di una donna fu annoverato tra i  “reati contro la persona”, e non più fra quelli “contro la moralità e il buon costume”. Una vittoria sì, ma di quelle amare. E dai toni tragici, dal sangue versato e dalle ingiustizie subite, è stato posto l'accento sul ruolo della donna all'interno della politica: Ida Cacciapuoti e Ilaria Romano sono donne giovanissime entrate sulla scena politica qualianese testimoni di violenze psicologiche e verbali da parte di quei cittadini uomini (e donne) del paese, increduli di fronte alla loro scelta. “Emancipazione femminile significa liberarsi dai prototipi, da questa mediocrità e da questo provincialismo mentale”, conclude la consigliera qualianese.

Conclude Teresa Vitale presidentessa del centro ascolto Aspasia nonché assessora giuglianese che rivendica fortemente il ruolo della donna in politica, annunciando: “il centro Aspasia è nato a Giugliano solo perchè nel consiglio comunale di Giugliano c'era una donna, e quella donna ero io.

Il centro d'ascolto non sarebbe potuto esser concepito da un uomo, perchè l'uomo non conosce le esigenze delle donne, e viceversa. Per questo credo sia necessario portare in Parlamento una giusta percentuale di donne, affinchè anche le esigenze sociali, economiche e politiche al femminile possano essere prese in considerazione”.

Esempi di donne al Parlamento ieri sera sono state Michela Rostan e Giovanna Palma, candidate alla Camera alle politiche, che, tra l'altro, si sono dimostrate entrambe capaci di travalicare programmi politici meramente sessisti.

Emilia Sgariglia

Studentessa in Scienze Politiche - Relazioni internazionali e diplomatiche, presso l'Orientale di Napoli.
Giornalista, o quasi.

Email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.