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18-Jun-2019 Aggiornato alle 18:08 +0200

Qualiano, caso "Maria": le precisazioni della Dott.ssa Palma e del Sindaco Dr. De Leonardis

Qualiano, caso "Maria": le precisazioni della Dott.ssa Palma e del Sindaco Dr. De Leonardis Foto: archivio Qualiano, caso "Maria": le precisazioni della Dott.ssa Palma e del Sindaco Dr. De Leonardis

La vicenda della signora Maria ha suscitato in città un forte dibattito generando anche commenti spiacevoli.

A seguito dell’articolo pubblicato il giorno 7 febbraio scorso dove è stata raccontata la storia di una cittadina qualianese in condizioni di vita precarie, è giunta all’indirizzo di posta elettronica della redazione una missiva da parte del Sindaco Dr. De Leonardis e della Dott.ssa Palma, recanti alcune precisazioni in merito alla vicenda della sig.ra Maria, riportate integralmente di seguito:

«Gentile direttore,

a seguito del suo articolo del 7 febbraio 2019, dove racconta la storia di “Maria”, mi corre l’obbligo di fornirle alcune precisazioni, anche a nome del Sindaco.

Nel mese di agosto, la signora in questione si è presentata al comune di Qualiano per lamentare le sue condizioni di salute e per chiedere un posto dove stare visto che a breve avrebbe dovuto lasciare la casa dove risiedeva con una amica.

Prima di arrivare al comune, la donna riferiva di essere stata accolta da un parroco di Qualiano che le aveva offerto un lavoro per provvedere economicamente alla sua persona che però, lei, aveva rifiutato. Per questo, poi, aveva deciso di interrompere i rapporti con la Parrocchia.

Al comune la donna fu ricevuta da me, allora assessore, e dal sindaco: dopo aver ascoltato la sua situazione fu accompagnata ai servizi sociali del Comune che posero in essere tutti gli atti necessari per aiutare la donna. Nel contempo, il sindaco riuscì a procurarle una sistemazione presso il convento Santa Teresa del Bambino Gesù di Qualiano. Lì avrebbe dovuto restare per circa 15 giorni. Trascorsi i quali, alla donna fu concesso di restare nel convento fino a nuova sistemazione.

Durante l’alloggio in convento, i servizi sociali del comune sono andati avanti con l’iter procedurale per fornire aiuto alla donna. Contemporaneamente riuscirono a rintracciare il figlio della donna che fu ricevuto al comune con la moglie. A loro fu spiegata la situazione della mamma ma i due si rifiutarono di fornirle aiuto per motivi che non è il caso di rivelare.

Fu, inoltre, rintracciata la sorella che vive nelle Marche. La donna si era resa disponibile ad accogliere ed accudirla. Personalmente ci rendemmo disponibili anche a pagare le spese di viaggio ma “Maria” rifiutò di accasarsi dalla sorella.

Dopo i circa 50 giorni trascorsi al convento, la donna di sua spontanea volontà lasciò la sua sistemazione lamentando comportamenti delle suore, nei suoi confronti sbagliati.

Da allora - nonostante i servizi sociali continuino a lavorare per lei e per i tanti utenti che richiedono aiuto – la signora Maria non si è fatta più viva, fino a martedì 5 febbraio quando – con la sua auto – si è presentata al comune a chiedere informazioni per la richiesta di reddito di cittadinanza, senza fare più accenno al suo alloggio.

Nonostante non fosse negli obblighi del comune fornire assistenza per tale sussidio, alla donna fu fatta fare richiesta e fu messa in contatto con un CAF che avrebbe dovuto seguirla nel percorso per il contributo statale.

Disponibile per ogni altro chiarimento…..

Margherita Palma
Raffaele De Leonardis»

Riscontro la precisazione del Sindaco Dr. De Leonardis e della Dott.ssa Palma, ma mi occorre precisare che – pur avendola riletta più volte – non trovo alcuna discrepanza o diversità rispetto alla storia raccontatami dalla signora Maria (nomee di fantasia) se non le ovvie e naturali visioni di parte fra chi vive un dramma e chi deve aiutare in una realtà di fatto difficile.

Se la missiva era finalizzata a precisare che è stato fatto tutto ciò che può un Comune nella nostra situazione, debbo necessariamente precisare che, in tutta onestà, non lo avevo dubitato nemmeno per un istante. Mi viene comunicato che la signora non si è fatta più viva ma, francamente credo che ognuno di noi possa immaginare che una persona vorrebbe sprofondare dopo un così amaro rifiuto.

Posso comprenderlo umanamente e non credo che la signora non si sia fatta più vedere perché amasse questa sua “nuova vita”, ma perché forse si senta piegata e spezzata.

La domanda che voglio, a questo punto, porgere senza alcuno spirito di polemica è unica: stiamo qua per aiutare o giudicare? Credo sinceramente che tutti e tre conosciamo la risposta che non ci farà assolutamente vergognare di noi stessi.

Vincenzo Perfetto

Direttore Editoriale

Sito web: www.puntomagazine.it Email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.