Log in
15-Nov-2018 Aggiornato alle 18:25 +0100

Riceviamo e Pubblichiamo. Referendum 17 aprile, Salvatore Napolano: le ragioni dell'astensionismo

Riceviamo e Pubblichiamo. Referendum 17 aprile, Salvatore Napolano: le ragioni dell'astensionismo Foto: repertorio

Astenersi si può? Il tipo di referendum in questione prevede un quorum, perché? Semplicemente perché è l’unica chiamata alle urna che prevede tre opzioni: si, no e astensione. Non è lo stesso per il ‘referendum costituzionale’ e per gli altri tipi di elezione. Quindi è legittimo!

Per cosa votiamo? Alcune Regioni Italiane (9) partendo da un conflitto di attribuzioni di competenze (permessi, roialty, ecc…) hanno chiesto un referendum su 6 quesiti, 5 sono stati accolti, tra cui quello che considero più importante: vietare per legge qualunque nuova trivellazione a meno di 12 miglia dalla costa, quindi per legge non si possono autorizzare nuove trivelle. Rimane l’ultimo quesito sul rinnovo delle concessioni alla trivelle già in opera (o momentaneamente in standby per ragioni di mercato).

Cosa siamo chiamati a decidere? Sentendo Zai & Emiliano (tra i promotori) e l’altra allegra coalizione (da Forza Nuova a SEL passando per Forza Italia e Fratelli d’Italia, più associazioni ambientaliste che rispetto e stimo) per il Sì, sintetizzerei così: “Abbiamo già il nostro petrolio, è il turismo (affermazione giusta) non abbiamo alcun bisogno di trivellare il nostro mare (altra affermazione giusta)”, peccato che il nostro mare già non può essere più trivellato per legge (Il comma 17 del decreto legislativo 152 del 3 aprile 2006 stabilisce che sono vietate le nuove «attività di ricerca, di prospezione nonché di coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi» entro le 12 miglia marine delle acque nazionali italiane).

Quindi noi siamo chiamati a decidere se il poco petrolio e il poco gas che estraiamo e che utilizziamo, alla scadenza delle concessioni (fra decenni), lo compreremo all’estero (Russia e/o Paesi Arabi), o continueremo ad estrarlo in casa fino ad esaurimento dei giacimenti. Si tratta di decidere se corriamo maggiori rischi ambientali per trasportare gas e petrolio dall’estero, o ci terremo le trivelle fino ad esaurimento. Si tratta di decidere se le trivelle le smontiamo (sempre fra qualche decennio) prima di esaurire i giacimenti con rischi ambientali altissimi, o aspettiamo l’esaurimento dei filoni e abbassiamo i rischi. Si tratta di decidere se le royalties (basse) che prendiamo le utilizziamo per la sostenibilità (proposta Prodi) o ne facciamo a meno.

Permettete che un cittadino si incazza e manda a quel paese i promotori e quanti si spendono per far raggiungere il quorum. Una lezione va data soprattutto a chi, oltre ai soldi pubblici per il referendum (circa 300 milioni), stanno sprecando energie e soldi per un referendum che è solo un pretesto per altri fini.

Cosa c’entrano l’ambiente e le rinnovabili? Si dice che bisogna battere le lobbies del petrolio (arabe, americane e quant’altro), che non bisogna più dipendere dai fossili , ecc…. Le lobbies sicuramente esistono e giocano le loro carte, comprese quelle delle rinnovabili. Sì anche sulle rinnovabili esistono lobbies. Premesso che io sono favorevole a un sistema di sviluppo che vada sempre più verso energie puliti e rinnovabili, ma una domanda me la pongo: come mai si parla solo di produzione di energia rinnovabili in sostituzione delle energie fossili, e se ne parla solo chiedendo incentivi pubblici (fare gli imprenditori con il denaro pubblico è facile)? Come mai gli stessi assertori delle energie pulite non aprono mai campagne di pari intensità sulla sostenibilità? Sostenibilità significa anche ricerca e innovazione sul risparmio energetico e quindi cominciare a darsi un modello di sviluppo completamente diverso. Incentivare tutto ciò che fa calare la domanda di energia. Tre esempi veloci.

Sostenibilità in tutti gli uffici pubblici (una delle tante azioni potrebbe essere la sostituzione dei punti luci con luci a led, ma è solo il minimo);

Delle green IT chi ne parla? L’Italia con il CNR è all’avanguardia, ma servono soldi per la ricerca e  per la produzione del bit a basso consumo energetico. Per fare un esempio di cosa significa, i server di Facebook hanno bisogno di una potenza di circa 10 megawatt, pari alla potenza richiesta da   una

cittadina. Altro esempio: un piccolo server in funzione in un’azienda ha una emissione di CO2 pari a un SUV con il motore acceso

La sostenibilità in termini di mobilità, quindi più trasporti pubblici e meno auto. Le polveri create  dal consumo degli pneumatici sono altamente  nocive alla salute, chi ne parla?

Non mi sembra che il tema posto al centro dalla campagna referendaria sia appunto la sostenibilità, non c’entra niente con il referendum, ma anche le rinnovabili non c’entrano niente, comunque se ne parla strumentalmente. Sostituire l’energia prodotta con i fossili, con energie rinnovabili, giustissimo! Penso sia necessariamente il futuro, ma senza la sostenibilità e il calo di domanda energetica è un futuro già superato.

L’Italia in pochi anni è arrivata al 40% di rinnovabili, potremmo essere più avanti, ma voglio ricordare che quando il CNR lanciò l’idea delle rinnovabili, i tedeschi ci presero in giro, ma poi capirono che avevamo ragione e si buttarono a capofitto, l’Italia per colpe politiche, partì in ritardo, ma siamo in piena fase di recupero. E’ opportuno citare anche, per gli esterofili, che la prima azienda al mondo di  rinnovabili è Italiana (ENEL Green Power) e che anche quando realizza impianti all’estero utilizza personale qualificato, progettazioni e know how Italiano, e va anche ricordato che l’ENI è anch’essa un’azienda Italiana che  occupa un posto di tutto rilievo nel mondo.

Un referendum pretestuoso a cui hanno dato un carattere politico. Da destra a sinistra, passando per 5 stelle, dicono che è un referendum contro Renzi. Ancora una volta, e me la prendo con la sinistra che si dimostra sempre più retrò e conservatrice, si regala una vittoria al capo che si vuole abbattere. In mancanza di quorum si legittima il ‘capo lobbista’ a dire vi ho ‘asfaltati’. In caso di vittoria dei sì a quorum raggiunto, chi capitalizza la vittoria? Credo, in ordine, i 5 stelle, seguiti dalla destra che finalmente ritrova ossigeno, e in sparuta lontananza tra polemiche e divisioni, la sinistra.

Quindi in difesa dell’ambiente, contro chi pensa di prendere in giro gli Italiani su un quesito che non ha a che vedere con i temi sbandierati, affinché l’istituto referendario resti una cosa seria, la soluzione è farne fallire un uso strumentale, esercitando il legittimo diritto a disertare le urna.