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14-Nov-2018 Aggiornato alle 19:38 +0100

Riceviamo e Pubblichiamo. Napoli: scoperta la lapide per via Aurelio Fierro

  • Scritto da Comitato Valori collinari
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Riceviamo e Pubblichiamo. Napoli: scoperta la lapide per via Aurelio Fierro Particolare della lapide - foto: Comitato Valori collinari
Unica nota stonata il muro in cattive condizioni manutentive

Grande commozione, in occasione della cerimonia per l’intitolazione al musicista Aurelio Fierro del tratto di strada, già vico Santa Maria La Nova, posto nei pressi del ristorante “ ‘A Canzuncella “, che lo stesso Fierro, con un progetto innovativo per quei tempi, aprì con la moglie Marisa nel lontano 1986. Moltissimi gli artisti e gli estimatori del maestro presenti, che si sono stretti intorno alla moglie, ai figli e ai familiari, venuti anche dal paese natio, Montella. Tanti i ricordi di una lunga carriera costellata di numerosi successi, da Guaglione a Lazzarella, passando per Scapricciatiello, tra quelli più conosciuti e che ne decretarono la notorietà anche in ambito internazionale.

"Mi ha fatto particolarmente piacere che sia la moglie Marisa sia il figlio Fabrizio, attuale presidente della Fondazione Aurelio Fierro Onlus, abbiano pubblicamente ricordato l’impegno da me profuso, quale promotore, in occasione del decennale della morte, l’11 marzo dell’anno scorso, perché all’artista scomparso venisse dedicata una strada o una piazza del capoluogo partenopeo – ricorda Capodanno -. A seguito di quella iniziativa pubblica, ripresa da diverse testate giornalistiche, dopo essere stato contattato da Fabrizio Fierro e in accordo con la famiglia, predisposi la richiesta di intitolazione indirizzata al sindaco di Napoli, richiesta che, subito inoltrata, a distanza di poco più di un anno, si è conclusa con la bella e commovente manifestazione odierna".

"L’unica nota stonata – puntualizza Capodanno – è che la lapide marmorea con l’intitolazione è stata posta su un muro in cattive condizioni manutentive, nei pressi di una pluviale. Muro, in quel tratto, rigonfio e parzialmente privo d’intonaco. Sarebbe bastato il lavoro di un operaio, per una mezza giornata al massimo, per ripristinare l’intonaco e dare una mano di pittura, prima di apporvi la lapide, anche per non propalare la purtroppo rituale immagine di una Napoli, fatta di muri stonacati e fatiscenti".