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18-Nov-2018 Aggiornato alle 21:36 +0100

Napoli, vertice BCE nella Reggia di Capodimonte: scontri con i manifestanti

A Napoli nella Reggia di Capodimonte la sede della BCE, Mario Draghi parla di economia e di tassi di interesse, fuori si manifesta contro la Banca Centrale Europea e la moneta unica.

In un momento critico per l'euro tra proteste di piazza che culminano a Napoli, Mario Draghi lascia invariati i tassi al minimo storico e chiede riforme strutturali agli stati membre perché, a quanto sembra, lo slancio (se mai ve ne stato uno per i cittadini) della ripresa economica va affievolendosi. Dal Governatore la BCE la notizia che quest'ultima acquisterà prestiti cartolarizzati e covered bond nel quarto trimestre 2014 e proseguiranno per due anni.

Il questo scenario la ripresa economica è frenata dalla disoccupazione che non accenna a diminuire, quindi di nuovo le esortazioni ai governi per trovare soluzioni nel più breve tempo possibile. In Francia il ministro dell'economia ha dichiarato che per il prossimo anno i parametri non saranno rispettati, cosa che ha fatto andare su tutte le furie il Governo di Berlino, da qui la posizione di Renzi al fianco della Francia.

Nel frattempo  da questa mattina la fermata della metropolitana dei Colli Aminei vomita migliaia di persone che si riuniscono in corte per raggiungere la sede del Vertice BCE a Capodimonte. Di li a qualche ora i Grandi d'Europa decideranno del futuro di tutti e quanti soldi si dovranno sborsare per venir fuori da una crisi economica provocata dai banchieri politici.

Dal corteo di manifestanti si stacca un gruppo con una scala, con il chiaro intento di scavalcare il muro di cinta sono stati fermati attraverso l'uso dell'idrante di un mezzo blindato e giù via manganellate e lacrimogeni. Ma la pioggia aiuta a sedare il tutto. Nessun violento tutti a volto scoperto. Uniti in un unico grande gruppo studenti, operai, precari, il gruppo che protesta per la terra dei fuochi, tutti insieme a chiedere un diverso paradigma perché quello sin'ora attuato palesemente non funziona.

Se nel resto d'Italia la crisi morde tutti a Napoli un giovane su due non lavora: la crisi quindi non è solo economica, bensì sociale. Ormai il popolo non crede più che le genialate politiche possano risolvere i problemi e soprattutto è stanco di vedere che i sacrifici sono sempre a senso unico.

A parte il tentativo di scavalcare il muro non vi sono stati episodi di rilievo, ma i negozi chiusi e le sedi delle banche chiuse rimandano a manifestazioni dove vi sono state tragedie e scontri violenti.

 

Redazione

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