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21-Nov-2018 Aggiornato alle 12:38 +0100

Napoli, sequestrati due depositi di 6000mq con 5000 kg di merce

  • Scritto da Comunicato Stampa
  • Pubblicato in News
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Questo è l’esito delle indagini di Polizia Giudiziaria sulla sicurezza del lavoro che ha riguardato le attività commerciali gestite da cittadini di etnia cinese sul territorio di Poggioreale.

L’operazione disposta dal Colonnello Ciro Esposito Dirigente dell’Area Operativa e Funzionale della Polizia Municipale di Napoli ha previsto una serie di controlli coordinati dal Capitano Alfredo Marraffino responsabile della U.O. Poggioreale, con la collaborazione del Funzionario U.P.G. dell’ASL Napoli 1 dr. De Matthaeis Mario ed del Funzionario UPG Arch. Ciro Scognamiglio del Comando Provinciale Vigili del Fuoco di Napoli in via Molise ed in via Carlo di Tocco.

E’ stato accertato che in due depositi, adibiti alla commercializzazione di articoli vari di importazione, vi era mancanza assoluta dei dispositivi di sicurezza ed assenza totale delle autorizzazioni previste per l’esercizio di tali attività.

In uno dei capannoni, durante il controllo, sono stati scoperti ulteriori depositi adibiti ad appartamentini corredati di letti e cucine situati nella parte alta degli stessi senza alcuna via di fuga in caso di incendio.

Per l’inesistenza di dispositivi antincendio, per l’assenza di vie di fuga e per l’elevato pericolo d’incendio in relazione al materiale ammassato costituito da cartoni, plastica ed altra merce altamente infiammabile, si riteneva opportuno porre l’area sotto sequestro ai sensi del D.P.R. 151/2011 ed ai sensi del D. Lgs 81/08 per l’omessa adozione di misure di prevenzione incendi e la tutela dei lavoratori.

L’area sottoposta a sequestro è risultata essere di circa 6000 mq. con circa 5000 kg. di merce depositata all’interno per un valore presunto di circa 5-6  milioni di euro.

Per quel che riguarda i depositi adibiti ad appartamento, il titolare veniva diffidato ad occupare dette aree. Inoltre,  a seguito di ulteriori controlli di natura edilizia, tali manufatti venivano posti sotto sequestro in quanto opere edificate abusivamente consistenti in abbattimenti di muri perimetrali  preesistenti e costruzione ex novo senza alcuna autorizzazione.

Sono in corso accertamenti sui contratti di locazione e sulle posizioni lavorative delle persone rinvenute all’interno dei depositi.