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14-Nov-2018 Aggiornato alle 19:38 +0100

Napoli: Fronte Nazionale e Movimento Sociale Popolare contro il campo rom a Poggioreale

  • Scritto da Fronte Nazionale Napoli
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Napoli: Fronte Nazionale e Movimento Sociale Popolare contro il campo rom a Poggioreale foto: nota stampa

Nella mattinata del 18 settembre 2016 i militanti del Fronte Nazionale Napoli è del Moviemento Sociale Popolare hanno effettuato un volantinaggio a Napoli in Via Del Riposo altezza ex campo rom per dire no alla riapertura dello stesso.

Il volantinaggio effettuato ha destato curiosità ed interesse dei cittadini che hanno apprezzato l'iniziativa dei due movimenti a difesa dei cittadini del quartiere di Poggioreale.

Per i due movimenti il sindaco Luigi De Magistris, ha ancora una volta disatteso le sue promesse.

Dopo la mancata assegnazione di alloggi popolari alle famiglie più indigenti del quartiere Scampia e il mancato risanamento dei trasporti pubblici, che diminuiranno di circa 48 unità, avendo l'ANM(Azienda Napoletana Mobilità) riportato un buco di 34 milioni di euro.

Il sindaco 18 mesi fa, a causa di problemi igienico-sanitari, come da lui stesso ammesso, aveva deciso di spostare in altro luogo circa trecento individui di etnia rom.

Ora, dopo 18 mesi, decide di ricollocare gli stessi individui, nella stessa zona.

Tali individui, come è noto, oltre ad appiccare roghi a rifiuti di vario genere, si rendono spesso responsabili di violenze a danno di abitanti del posto.

L’ultimo caso registrato in zona riguarda un tentato stupro a danno di una ragazzina di sedici anni.

Come riferito da numerosi testimoni, tali individui pagano il pizzo ai clan per poter “lavorare”, in cambio quest’ultimi affidano ai nomadi rifiuti da smaltire o merce da rimpiazzare.

Chi paga le conseguenze di questa cattiva gestione dei rom? Naturalmente noi cittadini.

La situazione è stata gestita in modo inadeguato da anni ormai, in primis dallo Stato italiano, ma anche come nel nostro caso specifico, dalle amministrazioni comunali, che spesso delegano la gestione dei campi nomadi a cooperative private.

La situazione potrebbe essere facilmente risolta in questo modo:

  • 1) Chiusura di tutti i campi nomadi;
  • 2) Espulsione di tutti gli individui trovati all’interno del campo;
  • 3) Allestimento di aree di sosta per le roulotte dove sostare dietro pagamento di un pedaggio, per un limite massimo di due mesi;
  • 4) Controllo fisso da parte delle forze dell’ordine di tali aree, con controlli all’entrata di essi e all’interno del campo;
  • 5) Controllo delle “professioni” da essi svolte (generalmente gestione di giostre, allevamento di cavalli, ecc…);
  • 6) Arresto e condanna per madri e parenti che costringono i propri figli minori all’accattonaggio.

Tali proposte sono rivolte al sindaco De Magistris, che momentaneamente, a livello comunale, potrebbe cominciare ad adottarne alcune.

Tuttavia egli finora ha costantemente dimostrato il suo disinteresse e il suo disamore, per quella che dovrebbe essere la sua città e i suoi concittadini.