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21-Nov-2018 Aggiornato alle 16:29 +0100

Napoli, Ass. Fucito: noi combattiamo la camorra ogni giorno

  • Scritto da Nota Stampa
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“In riferimento al video pubblicato on line, realizzato da Antonio Crispino sul sito del Corriere della Sera, dal titolo “Napoli, le case occupate dalla camorra. Cacciarli? Sarebbe una manovra di guerra”, non si può non stigmatizzare l'utilizzo di un giornalismo d'inchiesta che, fermo restando il rispetto della funzione essenziale della libera informazione, si avvale di registrazioni effettuate di nascosto e senza la necessaria autorizzazione dei soggetti filmati non rispettando, in tal modo, la dignità delle persone” afferma l'Assessore Fucito.

“Si utilizzano spezzoni di conversazioni, riportando opinioni come se fossero incontrovertibili, allo scopo di realizzare “scoop” mediatici, amplificati dalla diffusione in rete, in barba a tutti i principi in materia di raccolta di dati personali, previsti dal codice deontologico dei giornalisti, oggi trasfusi nel Testo Unico dei doveri del giornalista che prevede che il giornalista deve rendere note le finalità per cui raccoglie filmati e/o informazioni, salvo che ciò renda impossibile l'esercizio della funzione informativa. Nel servizio in questione viene fatto intendere che vi siano professionalità interne all'Amministrazione, anche qualificate, che raccontano una sorta di resa al fenomeno delle occupazioni abusive di case popolari da parte delle organizzazioni camorristiche, fenomeno che, da quanto si lascia intendere nel video, non si vorrebbe realmente debellare da parte dell'Amministrazione Comunale. Tale lettura, ricostruita ad arte, semplificata e semplicistica, cela una realtà molto più complessa ed articolata che coinvolge molti attori istituzionali e finisce per disinformare, piuttosto che informare correttamente i lettori (o, nel caso di specie, gli utenti della rete web). Se si vogliono raccogliere dati sulle attività messe in campo per debellare le occupazioni senza titolo, soprattutto quelle commiste con i circuiti di malavita organizzata, ovvero acquisire notizie sulla gestione del patrimonio comunale, è sufficiente chiederli agli organi che giorno per giorno amministrano la città, piuttosto che costruire falsi scoop tramite appositi artifici che non giovano al diritto di informare dei giornalisti ed a quello di essere informati dei cittadini”.