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14-Nov-2018 Aggiornato alle 19:38 +0100

Monte di Procida, cacciato brutalmente di casa perché gay vive in un sottoscala

  • Scritto da Nota stampa Arcigay Antinoo Napoli
  • Pubblicato in News
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Monte di Procida, cacciato brutalmente di casa perché gay vive in un sottoscala Foto: Comunicato Monte di Procida, cacciato brutalmente di casa perché gay vive in un sottoscala

L'uomo vive da settimane in un sottoscala di Monte di Procida, lavandosi in una fontana e usando un bidone come WC, senza elettricità e acqua.

Arcigay Napoli – dopo aver accuratamente verificato una serie di segnalazioni pervenute negli ultimi giorni – denuncia con dolore e indignazione le inumane condizioni di vita in cui da alcune settimane si trova a vivere Sergio, un uomo di Monte di Procida, che dopo anni di violenza omofoba è stato infine cacciato brutalmente di casa dal fratello perché gay.

Già costretto a confrontarsi quotidianamente con un’invalidità al 100% (conseguenza di un incidente sul luogo di lavoro), l’uomo vive dal 2 ottobre in un sottoscala lurido, utilizzando un bidone come wc e lavandosi nottetempo in una fontana vicina al sottoscala.

Sergio – essendo in condizioni d’assoluta indigenza – ha inoltre notevoli problemi relativi all’alimentazione, problemi a cui talora fa fronte ricorrendo alla generosità di qualche assistente sociale e di qualche amico.

Il Comitato Arcigay Antinoo di Napoli, ritenendo inaccettabile e disumano lo stato di degrado in cui l’uomo suo malgrado versa – abbandonato sia dalla famiglia che dalla comunità di Monte di Procida –  chiede che sia trovata una soluzione quanto più celere possibile per consentirgli di poter vivere nella maniera più dignitosa possibile

“Ho incontrato il Sindaco e i Servizi Sociali di Monte di Procida – dichiara Antonello Sannino, presidente di Arcigay Napoli che ha raggiunto Sergio all’ospedale di Boscotrecase dove è ricoverato per una emorragia dovuta ai ripetuti morsi di topi – che mi hanno assicurato un rapido intervento. Queste situazioni di degrado che appartengono più al Medioevo che al 2018 sono inaccettabili. Ci auguriamo che l’Amministrazione intevenga fattivamente e che la comunità di Monte di Procida si indigni ridando dignità alla vita di Sergio. La tempestività e l’efficienza con cui le istituzioni e la società tutta daranno risposte concrete alla tragedia di Sergio saranno cartina di tornasole della civiltà e dell’umanità di una comunità che non piò restare indifferente davanti a questa sconvolgente storia di violenza e omofobia”