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17-Nov-2018 Aggiornato alle 12:50 +0100

Catturato a in un ristorante a Pietrelcina (Bn) il reggente del clan dei Mazzarella: era in fuga da luglio

Catturato a in un ristorante a Pietrelcina (Bn) il reggente del clan dei Mazzarella: era in fuga da luglio Foto Carabinieri

L'uomo era in fuga da luglio e sfuggiva a una condanna per 416 bis

Assicurato alla giustizia il latitante Salvatore Barile 32enne nipote degli storici capi clan dei “Mazzarella”, il gruppo camorristico che controlla gli affari illeciti nella zona di Forcella e nel quartiere Poggioreale a Napoli. Era in fuga da luglio per sfuggire a un ordine di carcerazione emesso dalla Procura Generale di Napoli.

L'uomo aveva pensato che organizzando una gita pellegrinaggio a Pietrelcina e utilizzando la famiglia di un suo affiliato e inserendo nel gruppo di 5 persone sua figli, potesse essere un buon escamotage per vedere la piccola senza correre il rischio di essere catturato.

I preparativi per il viaggio, tuttavia, non sono sfuggiti ai militari della “Catturandi” del Nucleo Investigativo di Napoli che, avvisando della opportunità il Pm Henry John Woodcock della DDA, hanno seguito fin dall’alba e visto visto partire da Napoli la famiglia dell’affiliato e la figlia del Barile.

Giunti sul posto, i cinque, hanno fatto il classico giro che in genere viene seguito dalle persone durante i pellegrinaggi religiosi. Poi, entrati in un ristorante hanno occupato un taolo e fatto apparecchiare per sei persone ed ordinato per tutti.

Pochi minuti dopo, mentre il personale del ristorante stava per servire le prime portate, è venuto fuori da una folla di pellegrini anche il latitante che, infilatosi nel locale, ha cercato di guadagnare il tavolo dove erano seduti il gruppetto con sua figlia.

Giusto in quel momento sono intervenuti gli uomi della Catturandi che hanno proceduto ad ammanettare Barile.

A diffondere la notizia un comunicato della sala stampa del Comando Provinciale Carabinieri di Napoli

Vincenzo Perfetto

Direttore Editoriale

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