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20-Oct-2018 Aggiornato alle 11:44 +0200

Omicidio Di Napoli, quattro arresti nel clan Lo Russo

Omicidio Di Napoli, quattro arresti nel clan Lo Russo Foto: Archvio Omicidio Di Napoli, quattro arresti nel clan Lo Russo

A far luce su movente, mandanti ed esecutori dell'omicidio avvenuto a Napoli Miano le rivelazioni dei collaboratori di Giustizia Lo Russo e Torre.

La Squadra Mobile di Napoli ha eseguito, oggi, un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Napoli, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, a carico di 4 soggetti, esponenti del clan camorristico dei “Lo Russo”, operante nei quartieri di Miano, Piscinola e Chiaiano, ritenuti responsabili, a vario titolo di omicidio, detenzione e porto illegale di arma comune da sparo, aggravati dall’art. 7 legge 203/91, associazione per delinquere di stampo camorristico e associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti.

Le indagini, coordinate dalla locale Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, hanno consentito di acquisire gravi indizi di colpevolezza a carico di Antonio Buono napoletano, all'epoca dei fatti 25enne e Ciro Perfetto napoletano, allora 19enne, che si sono resi responsabili dell’omicidio di Vincenzo Di Napoli, allora 25enne, avvenuto a Miano il 9 dicembre del 2015.

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A dipanare l'intricata matassa anche le dichiarazioni del capoclan 51enne Carlo Lo Russo, oggi collaboratore di giustizia e soprattutto del suo uomo di fiducia il 30enne Mariano Torre che, di recente, ha deciso di collaborare con la giustizia. Le dichiarazioni dei due, riscontrate dalle indagini svolte dagli agenti della Squadra Mobile, hanno consentito di far piena luce sul movente del delitto, sui mandanti e sugli esecutori materiali.

La decisione di uccidere Vincenzo Di Napoli, ssecondo gli investigatori, fu presa da Ciro Perfetto il quale temeva che la vittima, che aveva partecipato all’omicidio di Genny Cesarano, potesse “tradirli”.

Tra i destinatari del provvedimento restrittivo, eseguito dalla squadra mobile, figurano anche il 32enne napoletano, che aveva il compito di accompagnare Carlo Lo Russo nei suoi spostameni, di custodire le armi del clan, di fornire supporto ai membri del gruppo di fuoco nella esecuzione degli omicidi e di confezionare la sostanza stupefacente da vendere nelle piazze di spaccio rientranti sotto il controllo del clan e una 32enne napoletana che era punto di riferimento per i componenti del gruppo di fuoco ai quali forniva supporto logistico e materiale prima e dopo la commissione degli omicidi.

Redazione

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