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16-Nov-2018 Aggiornato alle 18:17 +0100

Napoli Piazza Trieste e Trento, bloccato l'autore della sparatoria del 13 maggio

  • Scritto da Nota stampa Questura di Napoli
  • Pubblicato in Focus
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Napoli Piazza Trieste e Trento, bloccato l'autore della sparatoria del 13 maggio Foto: Questura di Napoli Napoli Piazza Trieste e Trento, bloccato l'autore della sparatoria del 13 maggio

Per il tentato omicidio del 13 maggio a piazza Trieste e Trento a Napoli identificato un minorenne.

Nella giornata odierna la Squadra Mobile di Napoli, coordinata dalla Procura per i minorenni di Napoli, ha eseguito un’ordinanza del Gip di applicazione di custodia cautelare in Istituto Penitenziario Minorile nei confronti di E.M., minorenne ritenuto responsabile di tentato omicidio, commesso lo scorso 13 maggio, in danno di Iaselli Giuseppe, porto e detenzione illegale di armi, delitti tutti aggravati dalle condizioni di cui all’articolo 416 bis 1 comma 1 c.p.

Le indagini, supportate da intercettazioni telefoniche e ambientali e dalle immagini di alcuni sistemi di videosorveglianza di negozi ubicati sul luogo dell’evento, hanno consentito di individuare con certezza uno degli autori del tentato omicidio di Iaselli.

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Dalla visione delle telecamere si notano sopraggiungere in Piazza Trieste e Trento, a bordo di uno scooter proveniente dalla vicina Prefettura, due giovani senza casco, i quali, giunti in prossimità della vittima prescelta, si fermano e, in particolare, mentre il conducente resta in attesa con il motore acceso e lo scooter rivolto verso la via di fuga, il passeggero, armato di una pistola per ciascuna mano, solleva entrambe le braccia e fa fuoco, esplodendo, contemporaneamente, più colpi da entrambe le pistole impugnate, all’altezza del torace di Iaselli Giuseppe, il quale trovava rifugio in una Fiat 500, di colore scuro, ivi parcheggiata.

Accanto alla predetta vettura e in tutta la zona, nonostante l’ora tarda, vi erano numerosissimi altri giovani, costretti, loro malgrado, ad assistere all’esecuzione particolarmente efferata del delitto, con evidente pericolo anche per la loro incolumità. 

Secondo la ricostruzione degli investigatori, il movente potrebbe essere riconducibile ad un contrasto tra organizzazioni criminali, operanti nel quartiere ”Pallonetto a S.Lucia” e zone limitrofe, per la gestione della commercializzazione della sostanza stupefacente.

Sono in corso approfondimenti investigativi per la definizione della posizione del complice del minorenne destinatario della misura in IPM.