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13-Nov-2018 Aggiornato alle 18:40 +0100

Napoli, non si placano le polemiche sulla presunta affittopoli: Assessore Fucito replica anche a Mara Carfagna

Napoli, non si placano le polemiche sulla presunta affittopoli: Assessore Fucito replica anche a Mara Carfagna Foto: redazione

Carfagna: «[...] la vicenda all'attenzione del Governo abbiamo depositato un'interrogazione parlamentare al Ministro dell'Interno [...]». Fucito: «Ai parlamentari che evocano l'intervento di ministri rivolgo il rispettoso invito a leggere, approfondire ed avere memoria del recente passato».

Non si sopiscono le polemiche sulla presunta affittopoli napoletana. Non sono bastati sia i chiarimenti di De Magistris sia quelli di Fucito a sedare gli animi, come non è bastato il botta e risposta tra lo stesso Assessore al Patrimonio e il Consigliere Lettieri a mettere fine ad una vicenda che vedrebbe pochissime irregolarità. Ieri di nuovo a colpi di note stampa si sono affrontati Mara Carfagna e Alessandro Fucito.

A sfoderare per prima le "armi" Mara Carfagna che senza indugi in una nota stampa spiega: «Quanto sta emergendo intorno alla cosiddetta affittopoli napoletana necessita di chiarimenti. Per fare piena luce e portare la vicenda all'attenzione del Governo abbiamo depositato un'interrogazione parlamentare al Ministro dell'Interno, per sapere quali iniziative voglia mettere in campo così da chiarire come mai a Napoli non sia stata attuata la delibera 1298 del 19 dicembre 2011 in cui viene predisposto di utilizzare al meglio gli immobili comunali chiedendo canoni d'affitto adeguati soprattutto per le case in zone di pregio».

Cosi ha dato fuoco alle polveri la Portavoce di Forza Italia alla Camera dei Deputati, puntualizzando anche che: «Nella stessa delibera i Comuni vengono invitati ad usare come sedi degli uffici locali di loro proprietà, così da ridurre drasticamente le spese. Anche su questo punto è necessario avere qualche risposta per quanto riguarda Napoli. Abbiamo poi voluto interrogare il Ministro sullo stato di attuazione nel capoluogo campano delle dismissioni comunali del patrimonio pubblico non strategico, tenendo conto del piano di rientro che l'amministrazione partenopea aveva presentato per aderire al predissesto».

Mara Carfagna conclude il suo intervento con un affondo ponendo l'accento sulle tasse altissime che i cittadini pagherebbero e per sostenere il patrimonio: «I cittadini napoletani hanno tutto il diritto di sapere come gli immobili comunali sono stati gestiti in passato e soprattutto non possono continuare a pagare tasse altissime se il Comune può invece avere introiti maggiori con i canoni di locazione e risparmiare con gli affitti da pagare».

Fucito, dal canto suo e dall'Amministrazione partenopea, non ci sta a subire queste bordate e replica in una nota sia a Lettieri che alla Carfagna senza mai nominarla.

«Qualora il consigliere Lettieri avesse la reale intenzione di candidarsi Sindaco della città di Napoli, è consigliabile che approfondisca gli atti e le vicende senza far ricorso al “sentito dire” come tristemente avvenuto stamane (ieri ndr) in commissione consiliare trasparenza a proposito dei tempi in cui egli considera siano state concluse le abitazioni nuove per i residenti delle Vele e siano state effettuate assegnazioni (per la cronaca non sono ancora consegnabili e quindi non asssegnate le case) incorrendo in una magra figura; bensì si è riscontrata la forte velocizzazione dei cantieri voluta e sostenuta dall'amministrazione». Questa la risposta fornita a Lettieri in merito a quanto accaduto nella mattinata di ieri in Commissione trasparenza.

«Allo stesso - continua Fucito - modo occorre ribadire al di là di cifre improbabili che nel 2014 (consultabile il consuntivo del bilancio del comune) si è verificata la storica condizione del sostegno del Patrimonio al Comune e non viceversa come avvenuto per decenni. Ciò è stato possibile dal passaggio dal gestore privato (di cui in tanti tra il ceto politico e qualche editore si rappresentano nostalgici) alla gestione attraverso la società pubblica.

Basti ricordare che nel 2010 per il sistema di affidamenti predisposto al vecchio gestore, sono stati liquidati allo stesso ben 50 milioni di euro mentre nel consuntivo 2014 il comune corrisponde agli impegni con circa 25 milioni comprensivi di tutti gli oneri.

Ripetiamo a quanti si accodano a qualche titolo che nel 2000 si è inteso equiparare laddove assegnabili abitazioni del patrimonio disponibile in presenza di gravi casi di disagio economico alle tariffe corrisposte per l'erp. I circa dieci casi scaturenti da procedure realizzate dal 2000 al 2011 sono gli stessi palesati nel 2014 ed oggetto del tormentone mediatico. Inoltre a causa delle modalità di trasferimento della banca dati del Patrimonio la bollettazione avviene alle stesse condizioni del gestore privato ma salvo conguaglio sia per le abitazioni che per i locali commerciali.

Occorre ancora ribadire che il totale dei fitti passivi ammontava ad oltre 8,5 milioni nel 2011 e risulta oggi di 5,6 milioni ed è destinato a diminuire perché è toccato a noi prevedere le risorse per i lavori utili a restituire beni che figurano ancora in carico in un caso dal 1932! ed ora finalmente restituibili ai proprietari.

Nessuno dei casi oggetto di scandalo sebbene abitati da poveri è stato contrattualizzato negli ultimi anni, nessun locale commerciale è stato affidato a ridicoli prezzi e condizioni». Cosi invece ha inteso ripercorrere il recente passato trascorso dalla Gestione del Patrimonio di Napoli, ma non ha risparmiato l'ultima stoccata all'on. Carfagna dicendo: «Ai parlamentari che evocano l'intervento di ministri rivolgo il rispettoso invito a leggere, approfondire ed avere memoria del recente passato».

Sicuramente questa vicenda sarà oggetto dell'interrogazione rivolta ad Alfano, ma come già accaduto in altre occasione tutta questa vicenda sta assumendo tutte le sfumature di una strumentalizzazione politica a fini elettorale. Speriamo veramente di sbagliarci perché francamente non ci sembra il caso e significherebbe che la politica italiana sta attraversando un brutto momento.

Vincenzo Perfetto

Direttore Editoriale

Sito web: www.puntomagazine.it Email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.