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17-Nov-2018 Aggiornato alle 12:50 +0100

Dipendenti Atitech in sciopero: a rischio 150 posti di lavoro

Dipendenti Atitech in sciopero: a rischio 150 posti di lavoro Foto: aeropolis Dipendenti Atitech in sciopero: a rischio 150 posti di lavoro

I lavoratori chiedono un piano di sviluppo industriale, investimenti, l'intervento del Governo quale garante degli accordi del 2009.

Corteo dei lavoratori dell’Atitech questa mattina a Napoli, in pericolo circa 150 posti di lavoro che secondo l’Unione Sindacale di Base Lavoro Privato (UBS) sarebbero da imputare ad una mancata volotà dell’azienda di procedere ad un ampliamento dei servizi offerti.

Tutto parte dal 2008 quando fu definito l’Accordo Quadro Alitalia, definito nell’ambito della nota crisi della compagnia aerea di bandiera. Tale accordo prevedeva che Atitech venisse acquisita da un soggetto industriale composto da Fintecna e Finmeccanica con una quota anche di CAI nel capitale societario. Questo tipo accordo, secondo USB, avrebbe contribuito a mantenere i livelli occupazionali.

Nel 2009 il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Dott. Gianni Letta, alla presenza dei Ministri Scajola, Matteoli e Sacconi, comunicò che l’unica proposta di acquisto di Atitech era pervenuta da parte della Società Manutenzioni Aeronautiche srl, capitanata dal Dott. Lettieri e per evitare il fallimento aziendale si autorizzava il Commissario Straordinario Prof. Augusto Fantozzi a procedere con la cessione a favore di quest’ultima.

Il 13 ottobre 2009, come riporta il dossier dell’Unione Sindacale di Base, a Palazzo Chigi fu siglato un accordo che in sintesi prevedeva:

  • un piano industriale incentrato oltre che sulla commessa CAI, sul perseguimento delle commesse conto terzi, quale segmento prioritario per il consolidamento e lo sviluppo dell’azienda;
  • l’impiego di 500 lavoratori occupati nel 2014 e la relativa gestione non traumatica del restante personale (esodi agevolati e pensionamenti nell’ambito della durata dei 7 anni di ammortizzatori sociali, 4 di cigs e 3 di mobilità concessi oltre che dalle Leggi attuali dal DL 134/2008);
  • la rotazione del personale in cigs, al netto di quanti raggiungono i requisiti pensionistici nell’arco di vigenza degli ammortizzatori sociali; un pesante e significativo contributo dei lavoratori in termini di riduzione salariale, aumento dell’orario contrattuale e un sensibile aumento di produttività attraverso turni di lavoro di sei giorni a settimana;
  • l’impegno da parte di Alitalia Cai ad affidare alla Società Atitech per cinque anni a decorrere dal 2010, poi prorogato al 2020, la manutenzione in via esclusiva di tutti gli aeromobili, inclusi quelli del lungo raggio, anche al termine di specifici programmi formativi ed eventuali interventi infrastrutturali;
  • l’impegno di Finmeccanica di procedere all’assunzione di 60 lavoratori di Atitech in regime degli ammortizzatori sociali concessi, di costituire presso Atitech un centro di manutenzione programmata e certificata dal costruttore con riguardo sia al mercato nazionale che europeo, di ricercare nell’ambito delle proprie Società operative eventuali ulteriori opportunità di lavoro da affidare ad Atitech;
  • l’impegno della Regione Campania, di sostenere la formazione necessaria e la possibilità da parte di Atitech, di avvalersi delle risorse finanziarie sul PAR-FAS 2007-2013; la tutela attraverso strumenti ordinari o in deroga, dei lavoratori dell’indotto interessati dai processi di riorganizzazione produttiva.

Tutto ciò non è avvenuto e l’UBS non ha potuto fare altro che registrare in merito all’accordo un atteggiamento inadempiente delle parti in causa. Si è permesso, infatti, che la manutenzione degli aeromobili a lungo raggio è effettuato da una società estera, mentre doveva essere svolta dall’Atitech.

Nel 2015 con l’acquisizione del ramo di Alenia Capodichino ha portato con se un altro piano industriale che avrebbe dovuto incrementare l’occupazione fino a mille unità e mirare a diventare un polo di manutenzione nazionale per aeromobili a lungo raggio, ma nulla è avvenuto. A due anni di distanza il piano è naufragato.

Questa triste serie di eventi sono le motivazionei che hanno spinto i lavoratori dell’Atitech a scioperare oggi 10 novembre dalla ore 11:30 alla ore 15:30. I lavoratori, infatti, si sono astenuti dal lavoro per:

  • un piano Industriale di sviluppo e relativi investimenti
  • Per l’intervento del Governo quale garante degli accordi sottoscritti a Palazzo Chigi nell’ottobre 2009
  • Per il rientro in azienda dei lavoratori sospesi da anni in cigs a zero ore, il recupero salariale ed il rispetto degli accordi sottoscritti e mai rispettati.
  • Contro l’avvio di procedure di mobilità e flessibilità assurde ed insostenibili.

Solo in questo modo sarà possibile scongiurare gli esuberi e i sacrifici dei lavoratori e portare aumentare i livelli occupazionali di un polo altamente specializzato nella manutenzione sugli aeromobili.

Il dossier dell'USB consegnato alle Istituzioni.

Vincenzo Perfetto

Direttore Editoriale

Sito web: www.puntomagazine.it Email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.