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12-Nov-2018 Aggiornato alle 19:13 +0100

Afragola, imponevano il pizzo per il clan Moccia: arrestati 2 emissari

Afragola, imponevano il pizzo per il clan Moccia: arrestati 2 emissari Foto: Carabinieri

I due destinatari del provvedimento di custodia cautelare avevano chiesto in più riprese, per conto del clan Moccia, il pizzo per i cantieri edili ad Afragola

Afragola. Questa mattina è stata eseguita un ordinanza di custodia cautelare dai Carabinieri del Gruppo di Castello di Cisterna a carico di due uomini: Carmine Bello, 40enne  e Tessitore Santo 22enne, per il delitto di estorsione aggravata dal metodo mafioso e finalizzata ad agevolare il clan Moccia che opera sul territorio di Afragola.  Ad emettere l’ordinanza l’ufficio del Gip presso il Tribunale di Napoli, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia. A divulgare la notizia una nota della Procura della Repubblica di Napoli.

I due sono ritenuti elementi di spicco anche del gruppo criminale "Nobile" satellite del clan "Moccia" e gli arresti rientrano in una cornice investigativa più ampia, in cui è stato fondamentale il coraggio delle vittime di rivolgersi agli investigatori. In questo contesto operativo si inseriscono infatti altri fermi e arresti per estorsione a imprenditori eseguiti a carico di elementi del gruppo camorristico dei “Nobile”.

Il 26 ottobre venne sottoposto a fermo per estorsione aggravata il capo del gruppo, Antonio Nobile, che aveva minacciato i responsabili di una ditta edile per piegarla al pagamento del “pizzo”. Pochi giorni dopo, il 29 ottobre, venne raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere proprio Santo Tessitore per estorsione ai danni di un imprenditore di afragola al quale per mesi impose il pagamento di 500 euro a cadenza mensile, “consumazioni” gratis e contanti da giocare ai videopocker installati nel suo esercizio.

Il 7 marzo 2017 furono invece arrestati Raffaele Nobile (figlio di Antonio) e Michele Leodato, raggiunti da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per minaccia aggravata poiché avevano intimidito una delle vittime delle estorsioni per costringerla a rendere false dichiarazioni al Pubblico Ministero.

Tale provvedimento rientra nelle indagini, affidate ai Militari del Gruppo di Castello di Cisterna, che hanno consentito di delineare i ruoli coperti dai due indagati nella funzione di esattori delle estorsioni sul territorio controllato dai clan.

Lo stesso Carmine Bello, nel 2013, si era presentato presso un cantiere edile di Afragola ed aveva imposto al titolare dell’azienda che stava lavorando il pagamento della somma di 500 euro, come si legge nella nota “per mettersi a posto con i compagni di Afragola”. Il pagamento avvenne qualche giorno dopo la richiesta.

Stessa prassi nel 2014 quando Bello e Tessitore si erano recati presso un altro cantiere gestito sempre dallo stesso imprenditore, con la medesima formula, hanno richiesto la somma di 500 euro. 

Redazione

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