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21-Nov-2018 Aggiornato alle 16:29 +0100

Peppe Carosella e Margherita Di Sarno in "Piccoli Crimini Coniugali"

L’intervista all'attrice protagonista che veste i panni di Lisa

Peppe Carosella, regista e attore dello spettacolo "Piccoli Crimini Coniugali", di Erich Emmanuel Schmitt, interpreta il ruolo di Gilles che, dopo un grave incidente, torna a casa privo di memoria. La moglie Lisa, interpretata dall’attrice Mar-gherita Di Sarno, prova a restituirgli i ricordi e i tasselli più importanti della loro vita insieme, celandogli però i punti critici e distorcendo, dove può, la verità. Con questa premessa inizia un intrigante giallo coniugale, colmo di colpi di scena e di punti di vista nuovi e inaspettati.
Margherita Di Sarno, attrice conosciuta per i suoi personaggi comici, come la solare Susy, nel film "Vacanz...ieri oggi e domani" (Regia di Lucio Ciotola e Fabio Massa), ci racconta qualcosa in più sullo spettacolo e sul suo ruolo da protagonista.


Ciao Margherita, "Piccoli Crimini Coniugali" è finalmente andato in scena. Puoi parlarci del tuo personaggio, Lisa, del suo carattere, delle sue paure, della sua forza e delle sue debolezze?
«Lisa è una donna e, come tutte le donne, le sue debolezze nascono dalla sua forza. La forza nel credere che l’unione tra un uomo e una donna vada aldilà di ciò che è palese, di ciò che è visibile. Tutto quello che fa restare unite due persone sono: i silenzi, l’alchimia, l’intesa emotiva e psicologica, ma spesso questo non viene compreso… Lisa lo comprende, Lisa va aldilà… come ogni donna!».

Ora puoi parlarci di Margherita, in rapporto al suo personaggio, raccontandoci i punti di connessione e le differenze?
«In realtà non credo ci siano differenze tra me e Lisa, ho sentito profondamente quello che avvertiva lei, il suo malessere, i suoi pensieri… l’unica differenza è nel modo di agire. Io non colpisco, arrivata al limite… abbandono!»

La reazione del pubblico a "Piccoli Crimini Coniugali" è stata diversificata. Si è più volte detto che i ventenni la definivano crudele, i quarantenni realistica, i sessantenni tenera. Tu a quali di queste definizioni ti senti più vicina?
«Sicuramente mi avvicino ai quarantenni… io definisco questo testo assolutamente realistico. L’autore ha colto ogni più piccolo pensiero, sia dell’uomo che della donna, li ha semplicemente messi su carta… con tanto realismo!»

"Piccoli Crimini Coniugali" si concentra sulla complessità dei rapporti umani, coniugali e non; mentre "Tre donne", un altro degli spettacoli di cui sei stata co-protagonista, si concentra sul difficile ruolo delle donne, sulle sfide e le difficoltà che queste si trovano ad affrontare. Sono entrambi temi particolarmente sentiti nella società d’oggi, in cui si parla spesso del ruolo della famiglia, dei diritti della donna, della necessità di risanare i complessi rapporti tra uomo e donna. Pensi che il teatro, così come le altre forme d’arte, possano rappresentare uno strumento sociale attraverso cui affrontare queste e le altre problematiche dei nostri tempi?
«Credo che il teatro sia la trasposizione esatta di quello che sentiamo dentro ma che non riusciamo a dire. In scena si affronta quello che spesso nella vita non si riesce ad affrontare in maniera diretta!»

Dal 14 al 16 novembre in scena al Teatro Il Primo di Napoli, il 29 novembre a Piscinola, con il Forum delle Culture, quando e dove si terranno le tappe successive di "Piccoli Crimini Coniugali"?
«Dopo lo spettacolo del 6 e 7 Dicembre al Teatro Il Piccolo di Soveria Mannelli, saremo a Roma, al Teatro Mille Lire, a Febbraio».