Log in
16-Nov-2018 Aggiornato alle 18:17 +0100

Napoli. Diversa-Mente Abiti, vestiti di sola nudita: "Il Manifesto"

Napoli. Diversa-Mente Abiti, vestiti di sola nudita: "Il Manifesto" Il presidente di Sigmasofia ONLUS

DIVERSA-MENTE ABITI vestiti di sola nudità “il manifesto” ci consente di esprimere che un essere umano viene concepito, nasce e vive, per funzionalità psicosomatiche innate. Infatti, appena dopo la nascita, è pronto a:

  • pensare
  • concettualizzare
  • immaginare
  • sognare
  • volere
  • sentire
  • consapevolizzare
  • e così via.

Su tale automatismo innato, le diverse esperienze di vita individuali inscriveranno il proprio acquisito: quell’essere umano agirà, comprenderà, vivrà (…), esattamente come i suoi contenuti innati e acquisiti gli consentiranno di fare. Essendo quello che è e riconoscendolo, egli/ella resterà semplicemente ciò che è, anche in caso di confronto con altri: operazione dell’Io-psyché che, di fatto, non potrà modificare ciò che, in quel momento storico, un essere umano riconosce e può essere.

Ciò accade anche quando, proprio in conseguenza di quel confronto, l’Io integra un nuovo insegnamento: di fatto, risulta essere ciò che semplicemente riconosce di essere e da questa consapevolezza procede nell’opera di apprendimento continuo dalle esperienze di vita che si si autorizzerà a vivere.

Le funzionalità psico-somatiche differenti, esprimibili ed espresse, di fatto, non sono un vantaggio o uno svantaggio se non per l’Io-psychè che in quel modo le interpreta.

Agendo, vivendo, quello che uno è e può tecnicamente fare, consente di procedere verso nuovi vissuti istintivo-emozionali e intellettuali, verso nuove conoscenze.

In questo senso e con questi significati, non è mai esistito il presunto svantaggio che taluni esseri umani presumono abbia un altro a cui, proiettivamente, attribuiscono l’aggettivo di disabile. In particolare, il disabile (così proiettivamente definito) non ha presunte capacità residue, su cui si dovrebbe rivolgere l’attenzione: le capacità, le facoltà che un essere umano esprime non sono mai residue, sono, semplicemente, quelle che possono esprimersi, in un determinato momento storico, il che vale, assolutamente, per ognuno.

Dis-abile è semplicemente la negazione di abile: perché proiettare la negazione dell’abilità, qualunque essa sia, che un Io veicola ed esprime?

Negarla significa non riconoscere quello che è, per cui, chi lo fa evidenzia l’incapacità di riconoscimento dell’altro.

Non significa mancare di una determinata capacità fisica o mentale, bensì, semplicemente, esprimere quello che la funzionalità complessiva può esprimere.

Il significato della parola normalità potrebbe essere: il riconoscimento vissuto di una propria abilità (consapevolezza, individuazione…), diversa da quella di ogni altro.

Non ha senso e significato dirci disabili se: non sappiamo leggere le note musicali su uno spartito (altri sanno farlo); non sappiamo deambulare bene rispetto ad altri che lo fanno meglio. E così via.

Ci si organizzi, ognuno dalla propria avanguardia di funzionalità, per potenziarla ed ampliarla (…). Di conseguenza, possiamo affermare che siamo tutti diversa-mente abili: tutti abitiamo una mente diversa. Nei fatti: la storia acquisita di ognuno è inequivocabilmente diversa da quella di ogni altro, (per parenti, contesto socio-culturale, filosofia, spiritualità, scienza, studi, modi di vivere le esperienze, amici, compagni …). Siamo tutti diversa-mente abiti: per evidenziare che ogni essere umano è capace, ha facoltà di essere abile in ciò che la propria auto-individuazione, auto-consapevolezza gli consente di fare.

Ci riconosciamo come normalmente dotati, (normodotati) di diverse abilità che l’essere, l’ontos di ognuno, semplicemente può esprimere. Il riconoscimento vissuto di essere normodotati di diverse abilità potrà consentire a molti esseri umani di porre in remissione il comportamento proiettivo, in base al quale:

  • se uno, in carrozzina, va in un negozio, a fare acquisti per sé, il venditore, generalmente, non si rivolge a lui direttamente, bensì chiede all’accompagnatore che cosa desidera;
  • si saluta un essere umano, interpretato proiettivamente come disabile, ponendogli la mano sulla testa, accarezzandolo e guardandogli irresistibilmente le parti interpretate come non funzionanti, prima di guardarlo negli occhi, contrariamente alle modalità convenzionalmente utilizzate;
  • ci si stupisce se un disabile ha una patente di guida (…).

Potrei proseguire con l’elenco di comportamenti iper-proiettivi, da porre in remissione. Non mi interessa comprendere la buona fede, ma sottolineo con forza la necessità che chiunque voglia occuparsi di tale tematiche dovrà necessariamente procedere con un adeguato lavoro di formazione vissuta a se stesso, in modo da migliorare la propria consapevolezza e renderla non proiettiva. DIVERSA-MENTE ABITI vestiti di sola nudità, per divulgare questo messaggio: che è necessario abitare in una mente-diversa da quella di solito utilizzata, se si vuole veramente comprendere ciò che, proiettivamente e anacronisticamente, denominiamo, disabilità. Diversa-mente abiti: perchè avvenga la remissione definitiva di tutti i termini, riferentesi alla presunta disabilità e si trasformi nell’assunzione di riferirsi a quegli esseri umani, utilizzando il loro nome e cognome (seguito da ciò che si vuole comunicare).

Per questi motivi, non siamo d’accordo con la convenzione Onu, ratificata dall’Italia con la legge ordinaria numero 7 del 3 marzo 2009, quando parla di persone con disabilità.

Ogni essere umano può produrre un’alterazione somatica, psichica intellettiva sensoriale o altro ma non per questo motivo ci inventiamo il termine disabile per individuarlo. In presenza di una patologia chiunque si può auto-determinare o meno nel tentare di porla in remissione. Vediamo che cosa significa essere diversa-mente abiti:

  • siamo diversamente abiti, perché creiamo la nostra azione, la nostra esperienza di vita, utilizzando ciò che siamo e riconosciamo di essere: e ci individua ciò che creiamo;
  • siamo diversamente abiti, perché ognuno di noi, liberamente, sceglie e agisce il modo di realizzare la propria creazione, anche quella finalizzata a trovare soluzioni pratiche adatte a migliorare la consapevolezza sui significati dell’esistenza.

Se vuoi vivere che cosa esattamente significhi essere diversa-mente abiti lo puoi fare chiedendo informazioni sulla Scuola di ∑igma-Art, lo strumento operativo che utilizziamo per abitare in una diversa-mente per essere diversa-mente abiti.

Il presidente dell'Associazione
Sigmasofia onlus
Nello Mangiameli

I contatti dell'Associazione:

ASSOCIAZIONE SIGMASOFIA onlus
Sede nazionale Via di Caporipa, snc 01015
(Località Caporipa) Sutri VT
www.sigmasophy.com Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Palestra della coscienza Sigma-Art (Napoli)
via Salvator Rosa, 21 Qualiano (NA)