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20-Oct-2018 Aggiornato alle 18:05 +0200

Maurizio De Giovanni il 20 maggio al Nazareth presenta la raccolta di racconti “Una mano sul volto” per dire no alla violenza sulle donne

Un progetto voluto dall’Associazione Matrimonialisti che ha coinvolto altri quindici scrittori e tre scuole di Napoli

Una raccolta di racconti per parlare di violenza sulle donne, mettendo in risalto l’esistenza di una patologia, vera, reale e quotidiana nel rapporto tra uomini e donne, certo una chiave di interpretazione del nostro tempo. Oltre a Maurizio De Giovanni, sono quindici gli scrittori che si sono cimentati nella raccolta Una mano sul volto (ad est dell’Equatore), alla quale hanno preso parte anche gli alunni dei licei Sannazaro, Pontano, dé Liguori, che sarà presentata proprio da Maurizio De Giovanni il prossimo 20 maggio, a partire dalle 9.30 all’Istituto Nazareth di Napoli, al Vomero. L’appuntamento è inserito nel ciclo “Storie di Sud”, dopo quelli con Pino Aprile, Nuccio Ordine, Gianni Lettieri. Una serie di incontri attraverso cui il Nazareth vuole proporsi come collettore di idee e polo produttivo di cultura aprendo i propri spazi al quartiere e alla città. Maurizio De Giovanni sarà affiancato dalla sorella Valentina De Giovanni, dell’Associazione Matrimonialisti Italiani distretto di Napoli che ha voluto il progetto editoriale, in collaborazione con il Soroptimist. Si intitola “Non ho fatto niente” il racconto di Maurizio De Giovanni inserito nella raccolta. Eccone un brano. “All’inizio mi guardava ancora come prima. No, non proprio come prima; certo la faccia era la stessa, e anche gli occhi. Ma io, io lo sapevo che era preoccupata. Lo sapevo che pensava al fatto che, senza guadagnare un tubo, senza avere quel po’ di prestigio che ti dà il lavoro, un uomo non serve a niente. Ora lei era pure autosufficiente, magari io ero diventato un peso”. Anche Sara Bilotti, Antonella Del Giudice, Dino Falconio, Raffaella R. Ferré, Simona Frasca, Mauro Giancaspro, Walter Montagna, Carmen Pellegrino, Marco Perillo, Stefano Piedimonte, Patrizia Rinaldi, Chiara Tortorelli, Serena Venditto, Letizia Vicidomini, Monica Zunica hanno voluto dare il loro contributo alla raccolta di racconti. “Ci confrontiamo – spiega Valentina De Giovanni nella prefazione al libro - costantemente con disfunzioni di un sistema che, se facciamo riferimento alle terribili statistiche, è tristemente fallito. Servizi sociali, forze dell’ordine, sanità, avvocati e magistrati condu­cono la propria lotta al disagio ed alla violenza, ma ciò che spesso si avverte nella pratica è una sorta di isolamento. Manca quel coordi­namento che potrebbe fare la differenza, così come accaduto in altri paesi”.