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21-Nov-2018 Aggiornato alle 9:15 +0100

Bagnoli, Sodano: lo Stato, pur trattandosi di un sito di interesse nazionale, non ha investito un euro nelle bonifiche

Dure critiche del Sindaco di Napoli facente funzione Tommaso Sodano sul decreto Slocca Italia in particolare per la questione di Bagnoli. In una nota stampa diramata ha così commentato: “L'art. 33 del decreto legge cosiddetto Sblocca Italia, in corso di approvazione alla Camera dei Deputati, e su cui il Governo ha posto la fiducia, rischia di essere un modello negativo per la riqualificazione di tutti i siti di interesse nazionale, oltre a trasformarsi in un pericoloso apripista antidemocratico a danno degli enti locali. Oggi si tratta del sin di Bagnoli e del Comune di Napoli, domani potrebbe trattarsi di qualsiasi area da bonificare e di qualsiasi amministrazione locale. Un provvedimento di evidente natura anticostituzionale, che esautora il Comune dalle sue prerogative per affidare l'intero piano urbanistico dell'area ad un soggetto terzo, anche privato, rispetto a cui gli enti locali possono far valere solo un mero parere consultivo. Nella Conferenza dei Servizi, infatti, qualora il Comune facesse valere un parere contrario e non venisse raggiunta una intesa, passati 30 giorni, il progetto verrebbe comunque approvato in deroga dal Consiglio dei Ministri. Altro tema critico è quello delle bonifiche e della copertura finanziaria: il programma di rigenerazione urbana, recita il testo, è da attuarsi con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.

Tradotto significa che lo Stato, pur trattandosi di un sito di interesse nazionale, non ha investito un euro nelle bonifiche. Siamo al paradosso: il Governo esautora il Comune delle sue competenze in materia urbanistica, distorcendo gli equilibri democratici stabiliti dalla Costituzione, e poi scarica invece le sue responsabilità in materia ambientale, di fatto lasciando intendere che la bonifica sia realizzata al prezzo di una speculazione edilizia. Risulta infine un contentino inaccettabile l'emendamento che concede al Comune la possibilità di presentare una sua proposta, poiché questa stessa è comunque vincolata al 'prioritario riguardo alle finalità del redigendo programma di rigenerazione urbana e alla sua sostenibilità economico-finanziaria' ed è subordinata al placet del Governo e del soggetto attuatore. Sullo stesso tema della definizione del sin, poi, appare sospetta la scelta di considerare il perimetro originale, che comprendeva una vastissima area di Bagnoli, invece dell'ultima perimetrazione, la quale individuava come sin la sola area ex industriale. Si tratta di una decisione con cui il Governo di fatto contraddice se stesso e apre ad una speculazione edilizia un'area ancora più vasta di quella oggetto di bonifica, perché si passa da 200 a circa 1000 ettari”.