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17-Nov-2017 Aggiornato alle 19:15 +0100

Napoli e Leopardi un binomio indissolubile

Leopardi amò Napoli e ancor oggi la città, con la sua anima poetica, gli manifesta il suo amore lì dove soggiornò più a lungo. 

Tutti sanno che Giacomo Leopardi visse gli ultimi anni della sua vita a Napoli, dove morì.

Solo alcuni però conoscono un particolare: il luogo in cui più lunga fu la sua permanenza partenopea fu Palazzo Cammarota, alle spalle del Corso Vittorio Emanuele, nel quartiere di Montecalvario.

Di certo non sono in molti a sapere che da quattro anni, nel mese di giugno, alcuni poeti contemporanei (ed altri artisti) si ritrovano a Napoli per rendere omaggio al poeta dell’Infinito, nell’ambito della manifestazione Veduta Leopardi.

L’iniziativa è opera dell’infaticabile organizzazione e direzione artistica del poeta Costanzo Ioni, insieme con l’Associazione Futura, ed ha il Patrocinio del Comune di Napoli. Il luogo dove i poeti si riuniscono è suggestivo, anche se in stato di colpevole abbandono anche considerando l’alto valore storico-letterario che ha: si tratta delle Scale san Pasquale fra Corso Vittorio Emanuele e Via Croci Santa Lucia al Monte, prospicienti Palazzo Cammarota.

veduta leopardi

Lì ieri sera, in occasione della ricorrenza della nascita del grande poeta, un caleidoscopio di artisti ha dato vita ad un omaggio sentito e composto, denso di citazioni, ma allo stesso tempo profondamente attualizzato.

Tra la curiosità dei passanti, dei turisti e degli abitanti del posto hanno trovato voce in ordine sparso le donne del Rione Terra (Angela Schiavone), le suadenti note iberico-brasiliane (Nega Lucas), gli abitanti delle case popolari (Lina Sanniti), i versi in swahili (Roberto Gaudioso) e le storie di tanti uomini al margine come quelli che popolano le favelas giamaicane (Carla de Falco). Ed ancora, note dalla musica classica napoletana, interpretazione dei più celebri Canti leopardiani (Gianni Caputo) e versi liberi, ottave, monologhi teatrali. Insomma, una Napoli viva e vitale che celebra, ricorda e, in qualche modo, a dispetto di tutto resiste.

Una Napoli che non si limita ad incontrare il mondo, ma lo accoglie e se ne appropria con la potenza della letteratura, della poesia e del canto.

Domenico Vigliotti

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