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17-Jan-2019 Aggiornato alle 16:16 +0100

Sport. Parola a Franco Esposito, preparatore atletico del Giugliano con un passato in Serie A

  • Scritto da Nota stampa, FC Giugliano Calcio
  • Pubblicato in Sport
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Sport. Parola a Franco Esposito, preparatore atletico del Giugliano con un passato in Serie A Foto: sito ufficiale FC Giugliano 1928 Sport. Parola a Franco Esposito, preparatore atletico del Giugliano con un passato in Serie A

L'intervista a Franco Esposito, preparatore atletico dell FC Giugliano 1928, tanta esperienza a servizio di una squadra che vuole crescere. 

Esperienze in ogni categoria del nostro calcio, fino alla Serie A per diverso tempo. Questo è l’excursus di Franco Esposito, preparatore atletico del Giugliano, che fa il punto della situazione nella stagione tigrotta: ”Atleticamente adesso stiamo iniziando una fase di richiamo che ci permette di tirare avanti fino alla fine ed essere pronti per la finale di Coppa e tutte le altre partite importanti di quella settimana”.

Sei arrivato a ritiro già iniziato, come hai trovato la squadra ed a che punto è?

Qualche infortunato di troppo all’inizio della stagione che abbiamo recuperato. Ognuno ha la sua metodologia di lavoro ovviamente. Io voglio una preparazione lineare, quindi voglio che i calciatori siano stabili ad una condizione atletica di medio alto livello. Penso sia inutile puntare a due gare a 100 e le altre a zero. Devi tenere la condizione per 10-12 partite di fila e noi abbiamo tenuto botta sul doppio fronte”.

 I calciatori stanno seguendo bene i tuoi metodi?

L’età media della squadra è alta e quindi il lavoro è stato diverso ma si sono comportati tutti benissimo, sono dei professionisti”.

L’importanza della preparazione atletica nel calcio moderno?

Per me il calcio moderno è fatto da tante parti, tra queste c’è l’aspetto fisico. Se si incastra tutto perfettamente, trovi una squadra pronta. Io faccio l’esempio della Formula1 e il preparatore è il collaudatore e devi permettere all’allenatore, il pilota, di guidarla nel miglior modo possibile. Se non va bene, dopo un paio di giri si ferma. Il livello deve essere medio alto e costante”.

Come ti stai trovando a Giugliano?

L’aspetto societario è importante, il Giugliano ci sta vicino in tutto. A livello di organizzazione non siamo ad un livello superiore, ma ad un paio di livelli superiori. Mi trovo bene col resto dello staff, il mister Antonio De Stefano  tiene molto alla parte atletica. I ritmi sono alti e se non stai bene, quando devi recuperare fai fatica. Qui siamo agevolati anche dal livello della squadra, quindi abbini l’aspetto fisico a quello tecnico. Più partite ci hanno permesso, vista la gamba, di primeggiare. Essere secondi non è deludente come risultato, essere in finale, essere secondi, siamo in lotta per il campionato e ci siamo. Il campo dirà la verità”.

 Tu sei stato tanto in categorie superiori, tra cui la Serie A, che differenza hai visto maggiormente scendendo di categoria?

A prescindere dal livello tecnico dei giocatori, la categoria la facciamo noi. Oggi siamo in Eccellenza ma vista la squadra e la società, non vivi l’Eccellenza, vivi di categorie superiori. Gli altri aspetti sono marginali che differenziano: più soldi che girano, stadi più importanti ma il Giugliano non equivale all’Eccellenza. Il Giugliano equivale ad una squadra di D e di C per quanto riguarda la professionalità. La differenza tra A ed Eccellenza può essere nella professionalità delle figure, per esempio da calciatori a staff, ma nel Giugliano questa professionalità non pecca assolutamente”.