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10-Dec-2018 Aggiornato alle 19:03 +0100

Roghi attigui ai Campi Rom, Nicola Palma: "Chi li appicca? Gli abitanti dei campi"

Roghi attigui ai Campi Rom, Nicola Palma: "Chi li appicca? Gli abitanti dei campi" Foto: Archivio Roghi attigui ai Campi Rom, Nicola Palma: "Chi li appicca? Gli abitanti dei campi"

Il Consigliere M5S: "lo stile di vita del popolo Rom resterà sempre lo stesso finché li terremo stipati in campi dove non sarà mai possibile l'integrazione".

Una questione che non accenna a cambiare quella di Ponte Riccio dove il puzzo dei roghi tossici in prossimità dei campi Rom diviene una triste routine. Non bastano quindi gli interventi del Comune di Giugliano, diffusi attraverso comunicati, ad arginare un triste fenomeno.

 Abbiamo intervistato il Consigliere Comunale Nicola Palma (M5S) su tale vicenda che è ben lontana dalla risoluzione, nonostante i vari interventi del Comune miranti a colpire attività illecite che smaltiscono per forza di cose illegalmente i loro rifiuti e gli sforzi per la raccolta dei rifiuti abbandonati per strada.

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 Palma, persistono i roghi in prossimità dei Campi Rom qual è lo stato attuale?

«C’è un bel dire attorno alla questione degli incendi attigui ai Campi Rom; che vengano appiccati mi pare sia una cosa scontata, ciò che mi lascia perplesso è l’ostinazione a trattare l’argomento come se si trattasse di qualcosa di misterioso».

 In che senso “qualcosa di misterioso”… Faccia chiarezza allora: Chi appicca i roghi?

 «Chi li appicca? Semplice, gli abitanti dei campi. Ora, possiamo - se volete - fare i misteriosi anche sui perché. Personalmente preferisco fare un’analisi lucida e concreta».

 Prego Palma ci mancherebbe altro, proceda nella sua analisi…

«Primo, la popolazione Rom non ha assolutamente la mentalità della differenziazione dei rifiuti: parliamo di popoli che piuttosto tendono all’accumulo selvaggio, per vari fini, dei rifiuti stessi. Secondo, i rifiuti da questi stessi accumulati non vengono prelevati né smaltiti da nessun ente preposto, giacché ad un certo punto diventano vere e proprie barricate. Il solo modo per liberarsene è incendiarli».

Mi scusi ma quali sarebbero i problemi che impediscono una risoluzione del problema?

«I problemi che stanno alla base sono molteplici; per esempio, le barricate d’immondizia spesso contengono rifiuti pesanti, che vengono raccolti in giro, di notte, e poi trasportati nei campi, per recuperarne parti metalliche il più delle volte, da rivendere. Il tutto senza che nessuno se ne accorga mai. Idem dicasi per i derivati di scarto delle fabbriche circostanti; spesso sostanze che poi, incendiate, diventano tossiche all’inalazione. Certo è che qui stiamo parlando di circa 600 persone censite, più forse un 200 inesistenti agli atti, che creano però un problema vero e proprio di emergenza per una città di 123.000 abitanti, senza contare i danni dei coni di ricaduta».

Noi sappiamo che in passato i comuni sono intervenuti crede che gli interventi non siano abbastanza?

«È ovvio che molta parte nella questione ce l’abbiano gli enti che per negligenza o esosità dei costi, vengano meno al dovere di prelevare i rifiuti: rispettivamente il comune di Qualiano e quello di Giugliano e Città Metropolitana. È oltremodo vero che lo stile di vita del popolo Rom resterà sempre lo stesso, non smetteremo mai di ribadirlo, finché li terremo stipati in campi dove non sarà mai possibile nessuna forma di reale integrazione, per non parlare poi dell’impossibilità di operare un reale e costante controllo».

Mi scusi ma il comune di Giugliano sta ponendo in campo una serie di attività di contrasto e controllo che altri comuni non fanno...

«Quando il Sindaco dice che tutte le zone a rischio sono ormai sotto il vigile occhio delle autorità, sorrido amaramente perché mi viene in mente l’emergenza ponte Riccio e limitrofi. La verità è che è molto più facile girarci attorno che rischiare reazioni infelici».

Vincenzo Perfetto

Direttore Editoriale

Sito web: www.puntomagazine.it Email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.