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23-Mar-2019 Aggiornato alle 18:56 +0100

Il Serbatoio di "Monteleone" merita lo stesso rispetto che si deve ai defunti

Il Serbatoio di "Monteleone" merita lo stesso rispetto che si deve ai defunti Foto: pixabay.com Il Serbatoio di "Monteleone" merita lo stesso rispetto che si deve ai defunti

È stato costruito con i fondi delle compensazioni ambientali ricevuti per aver accettato sul territorio impianti ad altissimo impatto ambientale.

È stata inaugurata il 5 dicembre una importante opera per il territorio. Si tratta del serbatoio da 8500 metri cubi di acqua che dovrebbe risolvere i problemi idrici dei cittadini a cavallo di tre comuni: Giugliano (principalmente la fascia costiera), Villaricca e Qualiano.

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Costruito con i fondi delle “compensazioni ambientali” il Serbatoio di località "Monteleone" è definito da Roma come un’importante opera costruita a basso impatto ambientale con un notevole risparmio di fondi che va a risolvere tutta una serie di criticità su un vastissimo territorio.

È stata anche definita dall’Amministrazione di Giugliano la giusta soluzione per la corretta razionalizzazione di una risorsa importante quale è l’acqua e per risolvere l’atavica questione della carenza idrica nella fascia-medio costiera.

Tutto ineccepibilmente vero, si tratta di un'importante opera per il territorio ma che merita, forse, ulteriore rispetto: lo stesso rispetto che si deve ai defunti.

È comprensibile che vi sia enfasi nel vedere consegnata un’opera strategica per il territorio ed è altrettanto comprensibile che, nella foga dettata dall’entusiasmo, allo stesso modo, si tralasci una opportuna riflessione sulla provenienza dei fondi che la hanno permessa.

Il serbatoio di località "Monteleone", infatti, come tutti coloro che sono intervenuti con note stampa, articoli e dichiarazioni sul tema sanno, è stato costruito con i fondi delle compensazioni ambientali.

Due parole che significano per i più parecchio denaro, ma che negli orecchi di molti altri echeggiano come misero risarcimento per le tantissime persone che si sono ammalate su un territorio diventato negli anni una vera e propria pattumiera di ogni genere di rifiuto.

Le compensazioni ambientali, ed è bene che i cittadini lo sappiano e lo portino chiaro nella memoria, non sono altro che i soldi riconosciuti quale contentino per consentire alla politica locale di accettare la costruzione di impianti che hanno portato solo malessere, scontri sociali e politici e, forse, anche malattie mortali in un territorio fatto di colture di pregio per la fertilità della terra.

A titolo esemplificativo ma non esaustivo ne citiamo alcuni: Impianto Cdr prima diventato Stir in seguito, prime piattaforme di stoccaggio del cdr, Taverna del Re, Sette Cainati, discarica di Grotta dell’Olmo e così via.

Sarebbe insopportabile se passasse l’idea che per ottenere una struttura di tale importanza quale l’impianto consegnato il 5 dicembre 2018, sia necessario accettare impianti che rechino forte nocumento alle popolazioni.

Sarebbe bello e rispettoso, allora, se davanti al cancello del serbatoio a futura memoria, fosse posta una targa che ricordi il sacrificio del territorio e di tutti coloro che, per malattie legate all’inquinamento, non ci sono più.

Vincenzo Perfetto

Direttore Editoriale

Sito web: www.puntomagazine.it Email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.