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23-Apr-2018 Aggiornato alle 18:13 +0200

#Cacciaaldischetto con Legambiente Giugliano "ARIANOVA"

#Cacciaaldischetto con Legambiente Giugliano "ARIANOVA" Foto: Giovani Reporter #Cacciaaldischetto con Legambiente Giugliano "ARIANOVA"

I giovani ambientalisti della Don Salvatore Vitale in spiaggia con Legambiente per raccogliere i dischetti di Capaccio

Domenica 8 Aprile 2018, giovani ambientalisti della scuola media Don Salvatore Vitale Succursale, hanno collaborato con gli attivisti del Circolo LEGAMBIENTE GIUGLIANO, presieduto dalla dottoressa Vincenza Daniele, per pulire la spiaggia libera alla foce di Lago Patria dai famosi "dischetti di plastica".

La Guardia Costiera ha individuato la provenienza: la vasca di un impianto di depurazione alla foce del fiume Sele ha ceduto, facendo riversare in mare una miriade di micro filtri, i famosi dischetti appunto, trascinati dalla corrente marina fino in Toscana e spiaggiati lungo le coste tirreniche. La presidente spiega bene la problematica in questa intervista

Quanti danni hanno creato questi dischetti?
«Visto che questi dischetti sono di plastica, i danni sono legati al tempo di decomposizione di questo materiale. Pensate che una scatola di cartone scompare dall’ambiente in un mese, per una bottiglia di plastica non bastano quindici anni mentre per le posate di plastica devono trascorrere più di cento anni. Quindi possiamo ipotizzare che essi impiegheranno più di un secolo per scomparire dal nostro mare. Bisogna anche dire che i costi di bonifica del mare dalla plastica sono elevatissimi, più di quelli della bonifica del mare dal petrolio, ecco perché gli ambientalisti si sono mobilitati per la raccolta di questi dischetti quando le mareggiate li hanno spiaggiati. Quanto ai pesci, è molto frequente che essi possano scambiare la plastica che trovano in mare per plancton, il loro cibo naturale e, oltre ad avvelenarsi, le microplastiche che si accumulano nel loro corpo finiscono poi sulle nostre tavole».

Quando verranno raccolti, in che modo saranno smaltiti?
«Una volta raccolti, li porteremo alle isole ecologiche e da lì saranno poi destinati al riciclo delle plastiche».

Da cosa è nata l'idea di aprire questa associazione?
«Dall’idea di salvare l’ambiente dall’inquinamento. La nostra associazione in Italia è nata più di 35 anni fa e pratica un ambientalismo scientifico vale a dire promuove indagini, come quella di oggi che viene chiamata Beach Litter, che consistono nella raccolta di dati sull’inquinamento con lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica facendo riflettere sui cattivi comportamenti dell’uomo e sulle abitudini di consumo dannose per l’ambiente. Da queste indagini è emerso ad esempio che sulle spiagge finiscono quantitativi enormi di cotton fioc e denunciando questo fenomeno, non solo si è potuto parlare del loro discutibile quanto dannoso utilizzo, ma le industrie si sono adoperate per fabbricare cotton fioc biodegradabili per coloro che proprio non ne possono fare a meno».

I responsabili di questo brutto episodio, oltre a pagare una multa, non potrebbero essere condannati dal tribunale al recupero dei dischi da tutti i litoreli inquinati?
«Sicuramente sarebbe il giusto rimedio al danno provocato ma certamente i giudici sapranno applicare le sanzioni previste dopo aver accertato le responsabilità. A tale riguardo voglio ricordare che grazie anche a 20 anni di battaglie di Legambiente è stata approvata recentemente una legge, legge sugli ecoreati, che ha introdotto il reato di inquinamento ambientale nel codice penale».

I giovani ambientalisti, guidati dagli attivisti Tagore ed Enzo, divisi in gruppi, armati di guanti, berretti e pettorine di LEGAMBIENTE, si sono impegnati con serietà nelle attività di beachlitter e caccia al dischetto.

L'attività di beachlitter consiste nel vedere e scrivere quantità e tipologia di rifiuti su circa 100 metri di spiaggia libera; la caccia al dischetto, invece, consiste nel raccogliere i dischetti di plastica usciti dal depuratore di Capaccio. Sono stati raccolti, in circa 1 ora di perlustrazione, più di 400 dischetti: una cifra considerevole. Le spiagge, tuttavia, non vengono inquinate solo da questi dischetti ma anche dai turisti cosiddetti “mordi e fuggi” ed alcuni sono veramente incivili perché lasciano i rifiuti sulla sabbia non curandosi di gettarli in un cestino quando lasciano la spiaggia e, così facendo, arrecano danni all'ambiente perché la maggior parte dei rifiuti abbandonati non è biodegradabile.

Fortunatamente, però, non tutti sono incivili e il mare ha qualcuno da poter ringraziare.

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Giovani Reporter Don Salvatore Vitale

Montaggio servizio TG: Sofia Basile classe 1ª Sezione L
Intervista: Ilaria Laezza classe 1ª Sezione L

Giovani Reporter "Don Vitale"

Il progetto si pone come continuazione di un percorso di Giornalismo ambientale che ha visto gli alunni partecipi nello studio e raccolta di documentazione affidabile per restituire valore scientifico alle notizie riguardanti la cosiddetta Terra dei Fuochi (inquinamento, falde acquifere, salubrità dei prodotti agricoli, tutela e vigilanza del territorio).

L’input è il territorio di Licola, Varcaturo e Lago Patria, nelle sue criticità, da evidenziare in vista di ipotesi risolutive e mai di sterile denuncia da scoop, e nelle sue potenzialità da valorizzare.

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