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Giugliano, da San Giuseppiello alla Resit: la rinascita della Campania Felix

Giugliano, da San Giuseppiello alla Resit, la rinascita della Campania Felix Foto: Simone Cascella - Giovani Reporter "Don Salvatore Vitale" Giugliano, da San Giuseppiello alla Resit, la rinascita della Campania Felix

Viaggio nella discarica dei veleni più famosa d’Italia.

I rifiuti vanno giù per 27 metri” - spiega il Commissario alla Bonifica Mario de Biase - “non potevamo bonificarla, i costi sarebbero stati esorbitanti quanto una finanziaria” - continua il Commissario - “i biogas prodotti dai rifiuti sarebbero equivalsi ai tubi di scarico di quattromila autovetture con il motore sempre acceso!”.

La fonte di questa intervista è l’articolo dell’agronomo Antonio di Gennaro, intitolato “RESIT da discarica a parco pubblico”.

Ma ritorniamo agli anni 80’ e 90’, quando l’avvocato Cipriano Chianese apre la discarica industriale SERIT, colmando gli scavi operati per ricavare materiale edile: inizialmente era tutto legale, o meglio, nessuna autorità della Regione o dello Stato ha mai controllato quanti rifiuti industriali accettasse l’avvocato.

Chianese non era stupido e sapeva che prima o poi lo avrebbero scoperto, quindi decise di fare finta di aprire un’altra discarica, cambiandone semplicemente il nome, da SERIT a RESIT.

Alla Regione Campania in piena crisi per l’emergenza rifiuti, non interessava controllare la regolarità della discarica. Oggi l’imprenditore casertano, conosciuto come il "Re delle ecomafie", sta scontando 18 anni di condanna per disastro ambientale.

Vicino alla RESIT vi era e vi è un terreno agricolo, il cui proprietario era il fratello di Gaetano Vassallo: anche lì hanno sversato rifiuti illegalmente, questa volta non sotterrandoli, ma sversando a mo’ di irrigazione i fanghi industriali delle industrie toscane, dietro un enorme profitto.

Lo racconta lo stesso Gaetano Vassallo, anche lui imprenditore dei rifiuti legato al clan dei Casalesi, diventato poi collaboratore di giustizia, nel libro curato da Daniela De Crescenzo “Così vi ho avvelenato”.

Ai Vassallo la Magistratura ha da poco consegnato loro il conto: un milione di euro, quanto è costato il progetto di ricerca coordinato dal professor Massimo Fagnano con il progetto ECOREMED.

Il gruppo di lavoro guidato dal docente universitario della Facoltà di Agraria dell’Università di Napoli Federico II, ha impiantato un pioppeto per bonificare il territorio agricolo di San Giuseppiello.

Il cadmio, tra gli altri, è il metallo pesante più resistente, quello biodisponibile che presenta maggiori rischi di entrare nella catena alimentare e per eliminarlo dal terreno sono state messe a dimora altre piante, capaci di assorbirlo.

Spiccano quali simbolo di ritrovata legalità per la ex discarica, l’opera dello street artist napoletano Jorit, specializzato nel recupero delle periferie urbane degradate: ha dipinto due murales emozionanti, uno di Giancarlo Siani, il giovane giornalista free lance napoletano ucciso dalla camorra nel 1985, e un altro dove è raffigurato Peppino Impastato, il giovane attivista antimafia siciliano, ucciso nel 1978.

I colori arcobaleno ed i sorrisi dei due eroi dell’impegno civile accolgono e salutano i visitatori.

Giovani Reporter
Don Salvatore Vitale
classe 2ª sezione L

Giovani Reporter "Don Vitale"

Il progetto si pone come continuazione di un percorso di Giornalismo ambientale che ha visto gli alunni partecipi nello studio e raccolta di documentazione affidabile per restituire valore scientifico alle notizie riguardanti la cosiddetta Terra dei Fuochi (inquinamento, falde acquifere, salubrità dei prodotti agricoli, tutela e vigilanza del territorio).

L’input è il territorio di Licola, Varcaturo e Lago Patria, nelle sue criticità, da evidenziare in vista di ipotesi risolutive e mai di sterile denuncia da scoop, e nelle sue potenzialità da valorizzare.

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