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7-Dec-2019 Aggiornato alle 16:16 +0100

Rocchetta e Croce, finiti in manette i responsabili di tre incendi boschivi di natura dolosa

  • Scritto da Nota Stampa Procura della Repubblica
  • Pubblicato in Focus
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Rocchetta e Croce, finiti in manette i responsabili di tre incendi boschivi di natura dolosa foto Protezione Civile

Sono gravemente indiziati di aver appiccato tre incendi dolsi: due nell'estate 2018 e uno l'11 giugno 2019

Questa mattina, militari appartenenti alla Stazione Carabinieri Forestale di Calvi Risorta, unitamente a quelli dei Reparti Forestali di Formicola e di San Gregorio Matese, hanno dato esecuzione all'ordinanza di misura cautelare (obbligo di presentazione tutti i giorni alla polizia giudiziaria) emessa, su richiesta di questa Procura della Repubblica, dal GIP presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, nei confronti di:

- A.D.B., (cl.'94);

- C.D.S., (ci. '99),

gravemente indiziati di avere, in concorso tra loro, appiccato tre distinti incendi boschivi di natura dolosa, sul versante est del rilievo montuoso denominato "Monte Maggiore", tutti verificatisi nel comune di Rocchetta e Croce (CE), con l'aggravante per aver danneggiato un bene protetto e cagionato un danno grave, esteso e persistente all'ambiente. Il primo dei tre incendi boschivi, risalente al 16 luglio 2018, è stato innescato alla località "Fionlolaturo", nota anche come "Rena Bianca" ed ha interessato una superficie di circa 500 mq ricoperta da un soprassuolo di specie quercine e di conifere ricadente in zona sottoposta al vincolo idrogeologico, vincolo paesaggistico ed al vincolo legato all'appartenenza alla rete Natura 2000 quale area SIC.

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Il secondo evento, risalente al 13 agosto 2018, è stato appiccato alla località "Monte V etrine" ed ha interessato una superficie di circa 4000 mq di un bosco ceduo di essenze quercine ricadente in zona sottoposta al vincolo idrogeologico, vincolo paesaggistico ed al vincolo legato all'appartenenza alla rete Natura 2000 quale area SIC. L'ultimo incendio boschivo, il più recente, è stato invece appiccato l'11 giugno 2019, alla località "Fontana Loreta" in adiacenza alla SP 194, interessando circa 5000 mq di un bosco ceduo di essenze quercine ricadente in zona sottoposta al vincolo idrogeologico, vincolo paesaggistico ed al vincolo legato all'appartenenza alla rete Natura 2000 quale area SIC. Le attività investigative, svolte dai militari della Stazione Carabinieri Forestale di Calvi Risorta, coordinate da questa Procura, avevano già avuto inizio l'anno scorso quando si era notata la presenza sospetta di un ragazzo e di una ragazza che si aggiravano, nei luoghi interessati dall'incendio boschivo verificatosi in comune di Rocchetta e Croce (CE) il giorno 16/07/2018, a bordo di una Fiat Grande Punto.

Infatti, con l'aiuto di una telecamera di videosorveglianza presente nella zona interessata dall'incendio, si notavano tre passaggi lenti con la predetta autovettura con a bordo la coppia di ragazzi. Risultava, inoltre, fondamentale l'apporto di un testimone che era presente in zona e che carpiva una frase che si scambiavano i due ragazzi, la quale risultava sintomatica dell'azione delittuosa appena posta in essere, ovvero il ragazzo chiedeva conferma alla ragazza se l'incendio si fosse appiccato.

Gli elementi indiziari raccolti dalla polizia giudiziaria ìnducevano questa Procura a disporre il monitoraggio degli spostamenti della predetta Fiat Grande Punto guidata da A.D.B.. Tale attività tecnica permetteva di abbinare la concomitante presenza della predetta autovettura in occasione dell'innesco dei successivi altri due incendi boschivi (il 13/08/2018 ed il 11/06/2019) in comune di Rocchetta e Croce, nonché veniva accertata la presenza contemporanea di entrambi i ragazzi a bordo della Fiat Grande Punto attraverso la visione di una telecamera di sorveglianza presente nella zona oltre che direttamente dalla poliziagiudiziaria.

Gli investigatori hanno ipotizzato che gli indagati abbiano agito con lo specifico intento di avvantaggiare l'indagato A.D.B. nella pratica della caccia al cinghiale, ovvero per concentrare gli animali selvatici in un determinato areale al fine di rendere molto più agevole l'abbattimento e/o la cattura a mezzo di trappole "lacci" poiché gli ungulati non frequentano le aree che sono state percorse dalle fiamme.