Log in
21-Jul-2018 Aggiornato alle 13:07 +0200

Erano pronti per andare all'estero i 600 Kg di bionde sequestrate nell'aversano

  • Scritto da Nota stampa Comando Prov. GdF Caserta
  • Pubblicato in Focus
  • 0 commenti
Erano pronti per andare all'estero i 600 Kg di bionde sequestrate nell'aversano Foto: Guardia di Finanza Erano pronti per andare all'estero i 600 Kg di bionde sequestrate nell'aversano

Bloccato un carico illecito di 3000 stecche di sigarette di marca Regina che nel Regno Unito avrebbero fruttato cospicui guadagni.

Era destinato all’estero il carico di sigarette individuato nella tarda serata di ieri da due pattuglie dei Baschi Verdi del Gruppo di Aversa. All’atto dell’accesso presso un polo logistico dell’agro aversano, le fiamme gialle procedevano al controllo esterno di alcuni colli stoccati nel piazzale di una società di spedizioni, insospettendosi per la presenza di 5 pallets contenenti indumenti usati, imballati con un film di cellophane, in attesa di essere spediti verso l’Inghilterra: una vendita invero inusuale attesa l’incidenza degli elevati costi di trasporto per una merce di così scarso valore commerciale.

Il sospetto è stato poi alimentato dal successivo controllo dei documenti di trasporto esibiti che, oltre a recare gli estremi di un persona fisica di Manchester, indicava quale oggetto della transazione dei “giubbini di prima scelta”.

Leggi ancheSEQUESTRATI CIRCA 1.000 CAPI DI ABBIGLIAMENTO CONTRAFFATTI A CASTEL VOLTURNO

Da qui, la necessità di approfondire gli accertamenti sui colli che, peraltro, in alcuni punti risultavano di forma irregolare e spigolosi al tatto. Le successive operazioni di verifica hanno così consentito di rinvenire all’interno degli indumenti che costituivano la sola parte esterna del carico oltre 3.000 stecche di sigarette di marca “Regina” per un totale di circa 600 chilogrammi.

Un carico illecito che nel Regno Unito avrebbe consentito all’organizzazione criminale di ricavare cospicui guadagni, ben maggiori rispetto alla vendita locale, attesi i prezzi decisamente più alti praticati nel mercato legale delle sigarette in quel Paese. Si tratta anche in questo caso delle cc.dd. “cheap white”, ossia sigarette regolarmente registrate nei rispettivi paesi di produzione, ma che non sono - e non potrebbero - essere commercializzate in Italia o all’interno dell’Unione Europea, in quanto non conformi ai parametri minimi di sicurezza previsti dalla normativa comunitaria, ma che sul mercato illecito trovano grande domanda per il prezzo più economico.