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14-Dec-2017 Aggiornato alle 19:35 +0100

San Marcellino, Attentato incendiario ad una macelleria islamica: tre persone denunciate

  • Scritto da Nota stampa Comando Prov. GdF Caserta
  • Pubblicato in Focus
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San Marcellino, incendiano una macelleria islamica: tre marocchini denunciati Foto: Guardia di Finanza San Marcellino, incendiano una macelleria islamica: tre marocchini denunciati

Fondamentali le indagini degli uomini della Guardia di Finanza, basate anche sui filmati della videosorveglianza.

Questa mattina, al termine di una complessa attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica di Napoli Nord, militari del Gruppo della Guardia di Finanza di Aversa hanno eseguito tre ordinanze di custodia cautelare carcere emesse dal Gip di Napoli Nord nei confronti di tre persone di nazionalità marocchina appartenenti al medesimo nucleo familiare - di anni 45, 51 e 23 tutti residenti a Frignano - accusate di aver incendiato, con fini estorsivi, l'esercizio commerciale di un loro diretto concorrente.

L'emissione delle citate misure restrittive costituisce il risultato di un'attività investigativa, che ha consentito di ricostruire le motivazioni e le modalità esecutive dell'attentato incendiario, di chiara natura dolosa, posto in essere, a inizio febbraio scorso, a danno di una macelleria islamica da poco insediatasi nel Comune di San Marcellino (CE), dove la comunità islamica è molto numerosa.

Gli approfondimenti svolti da parte dei finanzieri del Gruppo di Aversa, coordinati dalla Procura di napoli Nord, consentivano di escludere ipotesi investigative legate al racket della criminalità organizzata o a motivi di intolleranza razziale, facendo invece emergere elementi che orientavano le indagini verso dinamiche territoriali di concorrenza commerciale nell'ambito della comunità marocchina di San Marcellino.

All'esito delle indagini svolte anche attraverso la visione dei filmati delle telecamere presenti nella zona dell'attentato, nonché l'ascolto di numerose intercettazioni telefoniche ed ambientali, venivano ricostruite le responsabilità, nella pianificazione dell'attentato, del titolare di una macelleria islamica limitrofa a quella colpita, congiuntamente alla moglie di questi e al figlio della coppia, quale materiale esecutore dell'atto incendiario.