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24-Sep-2018 Aggiornato alle 18:01 +0200

In condizioni di schiavitù, così viveva un disabile di San Giorgio del Sannio

  • Scritto da Nota stampa, Comando Prov.
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In condizioni di schiavitù, così viveva un disabile di San Giorgio del Sannio Foto: Carabinieri In condizioni di schiavitù, così viveva un disabile di San Giorgio del Sannio

Era costamentente minacciato di percosse e costretto a vivere in un piccolo deposito di lamiere.

SAN GIORGIO DEL SANNIO - Nella mattinata odierna, all'esito di un'indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Benevento, i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Benevento hanno dato esecuzione a un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Giudice presso le indagini preliminari del Tribunale di Benevento, su richiesta dei magistrati della Procura scrivente, nei confronti di due persone conviventi di San Giorgio del Sannio, gravemente indiziate dei delitti di sequestro di persona, maltrattamenti nei confronti di convivente e circonvenzione di persone incapaci; è stato inoltre disposto dal Giudice delle indagini preliminari il sequestro preventivo del conto corrente cointestato agli indagati sul quale sono accreditati i ratei pensionistici spettanti al giovane.

Le attività d'indagine, avviate nel mese di ottobre 2017, hanno consentito di acclarare gravissimi indizi dei reati ipotizzati, commessi ai danni di una persona affetta da "ritardo mentale con gravi disturbi della condotta", convivente con gli indagati dal 2015, al quale i predetti sottraevano le somme a questi spettanti a titolo di pensione d'invalidità.

In particolare, le investigazioni hanno consentito di accertare che gli indagati costringevano il giovane a svolgere l'attività non autorizzata di parcheggiatore in San Giorgio del Sannio, per poi sottrargli il ricavato. La povera vittima era tenuta in uno stato di assoluta soggezione, anche attraverso continue minacce di percosse e lesioni; si appurava, altresì, che i due indagati avevano relegato il giovane in un piccolo deposito in lamiera adibito a ricovero attrezzi, posto all'esterno del cortile della loro abitazione, senza finestre e servizi igienici, dotato di un lucchetto esterno che, in alcune occasioni e per le ore notturne, gli indagati serravano, privando, di fatto, della libertà personale il malcapitato.

Sempre nel corso delle attività, i carabinieri hanno rinvenuto, durante un controllo nella capanna di lamiera (successivamente sottoposta a sequestro per illeciti di carattere urbanistico), la persona offesa adagiata su di una branda con il solo conforto di una sottile trapunta, pur in costanza di disagevoli situazioni metereologiche. Emergeva inoltre dalle investigazioni che il trentasettenne subiva e reagiva con l'innocenza di un bambino, per le sue condizioni psichiche, ai continui rimproveri e vessazioni nonchè agli sfruttamenti posti in essere dagli indagati.

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Costretto a fare il parcheggiatore anche nelle giornate piovose senza alcun riparo, sotto il controllo a distanza dei due aguzzini, la vittima era del tutto incapace di sottrarsi alla situazione di "quasi schiavitù". In alcuni frangenti i due indagati addirittura minacciavano la persona offesa di spezzarle le gambe e di percuoterla con un bastone, qualora non avesse obbedito ai loro turpi ordini.

Per i motivi sopra descritti all'esito delle indagini la vittima è stata affidata temporaneamente ad un locale centro di assistenza.