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14-Dec-2017 Aggiornato alle 19:35 +0100

Napoli, il 3° convegno regionale di speleologia: dal passato alle nuove tecnologie

Napoli, il 3° convegno regionale di speleologia: dal passato alle nuove tecnologie Domenico Vigliotti

Gli speleologi campani si sono dati appuntamento a Napoli per fotografare l'attività di una comunità molto attiva sotto il profilo scientifico.

NAPOLI – Ha preso il via quest'oggi il terzo convegno regionale di speleologia. Ricercatori della Federazione speleologica campana e di altre regioni e del CAI (Club alpino italiano) hanno presentato, nella suggestiva cornice di Castel dell'Ovo, una fotografia dei lavori scientifici e della documentazione più recente di alcune delle cavità naturali e artificiali dell'area campana e delle regioni limitrofe.

Il congresso, che terminerà domenica, prevede un programma molto nutrito con sessioni scientifiche di presentazione dei lavori ed escursioni sul campo. Tra gli studi presentati spicca per attualità il lavoro svolto dal professor Lugi Ferranti, docente di Tettonica dell'Università Federico II.

Il professore ha ricavato dallo studio delle stalattiti e stalagmiti, impiegate come una sorta di pendolo naturale capace di registrare le scosse sismiche, informazioni sulla storia sismica, la presenza di eventuali faglie e una stima dell'energia che hanno dovuto sviluppare i terremoti nel passato per determinare la rottura di alcune delle stalattiti o stalagmiti.

Il vasto mondo della speleologia tuttavia non si limita a cavità naturali ma anche a quelle artificiali, come testimoniato dagli interessanti studi condotti nella zona di Punta Le Cento Camerelle di Bacoli, in provincia di Napoli, dalla dottoressa Ivana Guidone, archeologa e curatrice del catalogo delle cavità artificiali della Federazione speleologica campana.

La Guidone col suo lavoro ha rilevato, documentato e accatastato due cavità, costituite da cisterne di epoca romana situate a mezza costa di un alto frontone roccioso, proprio al disotto dei resti della villa di un certo Ortensio Ortalo, console romano del 69 a.c.

Queste cisterne, fino ad oggi non documentate scientificamente, vanno ad integrarsi, probabilmente, con altri resti subacquei di questa villa. Il convegno ha offerto ai partecipanti anche l'opportunità di vedere da vicino, per la prima volta in Italia, quello che possiamo definire senza esitazione un gioiello di tecnologia prodotto dalla Leica: lo scanner laser tridimensionale BLK 360, un oggetto in grado di acquisire 360mila punti per secondo e fornire una ricostruzione fedele di una cavità.

Le dimensioni contenute di soli 16 cm in altezza e 10 in larghezza e il peso di circa 1kg ne fanno uno strumento particolarmente maneggevole da utilizzare nei rilevamenti speleologici in cavità o in zone impervie e ostili.

scanner 3D

E inerente proprio a questi nuovi strumenti è il lavoro presentato dal dottor Umberto del Vecchio, geologo del gruppo speleologico del CAI di Napoli, che ha confrontato i risultati ottenibili con un rilevamento "tradizionale" e con questi nuovi strumenti che sono sempre più efficienti e meno costosi.

Un notevole sforzo organizzativo, dunque, quello svolto dalla Federazione speleologica campana per dar vita a questo appuntamento scientifico che mancava da anni in ambito regionale ma che ha evidenziato tutto il fermento e la notevole produzione scientifico tecnica connessa al mondo della speleologia in Campania.

Domenico Vigliotti

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