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21-Jul-2018 Aggiornato alle 13:07 +0200
Redazione

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Vairano Patenora, beccato pusher 23enne

Il giovane, cittadino del Gambia e richiedente asilo ospite di una struttura di Vairano Patenora, è stato posto ai domiciliari. 

Nel corso della notte, in Vairano Patenora (Ce), nel corso di un servizio finalizzato al contrasto del fenomeno dello spaccio di sostanze stupefacenti, i Carabinieri della Stazione di Vairano Scalo (Ce) hanno tratto in arresto, per detenzione ai fini di spaccio, J.E., classe '95 del originario del Gambia. L’uomo è risultato essere un cittadino richiedente asilo politico ed ospite della struttura di accoglienza denominata “La Villetta”, ubicata via Donizzetti.

A seguito di perquisizione locale e personale, l'uomo è stato trovato in possesso di 2 bustine di marijuana del peso complessivo di gr. 6,80 e di 12 stecche di hashish del peso di gr. 35,60, occultate in una coperta posta all’interno dell’armadio pertinente al suo posto letto.

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I militari dell'Arma, sempre nell'ambito della perquisizione hanno trovato e sequestrato 72 bustine di cellophane trasparente usate per il confezionamento e 20 euro ritenuto provento della attività illecita.

Poco prima di procedere alla perquisizione nei confronti del 23enne i Carabinieri hanno fermato e segnalato al Prefetto un 21enne del posto, in prossimità della struttura, in possesso di 3,30 grammi di hashish e 2,80 grammi di marijuana appena acquistata dal cittadino del Gambia.

L'arrestato è stato immediatamente posto agli arresti domiciliari. A diffondere la notizia il Comando Provinciale Carabinieri Caserta

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Rubano uno scooter a Portici, un rapinatore punta una pistola ad un agente

Al termine di un rocambolesco inseguimento i due rapinatori sono stati arrestati e l'arma era a salve priva del tappo rosso.

Gli agenti della Polizia di Stato del Commissariato Portici Ercolano hanno arrestato M. D. di 25 anni e D.N. di 23 anni, responsabili in concorso del reato di rapina aggravata.

Tutto è iniziato ieri pomeriggio ad Ercolano in via Benedetto Cozzolino quando gli agenti, a bordo di una volante, hanno notato uno scooter Honda SH300 con la targa coperta da un pezzo di cartone e con due giovani a bordo. I due avevano appena affiancato uno sccoter Honda SH150 e minacciando il proprietario con una pistola lo hanno portato via.

L'intervento di uno degli agenti della volante è stato tempestivo che ha inseguito a piedi lo scooter rapinato che, nel frattempo era rallentato dall'intenso traffico veicolare. Durante l'inseguimento il 25enne ha puntato più volte l’arma contro l’agente e la manovra gli ha fatto perdere il controllo dello scooter facendolo rovinare a terra e in quella occasione ha perso l'arma. La fuga, proseguita a piedi fino a via Siani di Portici, è stata inutile perché il poliziotto è riuscito finalmente a bloccarlo.

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Nel frattempo, un'altro gruppo di agenti ha inseguito il 23enne il quale, tentando un disperato tentativo di fuga e andato a sbattere con lo scooter contro la volante, cadendo nell'impatto. I poliziotti hanno vinto la sua resistenza e lo hanno bloccato.

Recuperata e sequestrata pistola, risultata essere un modello a salve priva del tappo rosso e sequestrato anche lo scooter dei rapinatori, mentre lo scooter rubato che è stato restituito al legittimo proprietario.

Il 25enne e il 23enne sono stati condotti a presso il penitenziario di Poggioreale. A diffondere la notizia la Questura di Napoli

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Avevano 5,8 kg di hashish: arrestate due persone a Giugliano

A far scattare l'operazione il ritrovamento di un panetto da 100 grammi nello scooter di uno dei due.

I Carabinieri dell’Aliquota Operativa della Compagnia di Giugliano hanno arrestato per detenzione di stupefacente a fini di spaccio 2 soggetti ritenuti vicini alla criminalità di marano: G.C., un 63enne di Calvizzano ed E. R., un 49enne di Giugliano in Campania.

I militari, durante un servizio di osservazione, hanno notato il 63enne allontanarsi in sella a uno scooter in modo furtivo dall’abitazione di del 49enne. I Carabinieri sono intervenuti fermandolo e la perquisizione del veicolo ha permesso di trovare, nel vano portaoggetti del mezzo, un panetto di hashish del peso di un etto.

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Immediatamente è scatta una perquisizione all'interno dell'appartamento del 49enne giuglianese e i militari dell'Arma hanno trovato, all'interno di una busta, altro Hashish: 61 panetti dal peso complessivo di 5,8 chili.

A finire sotto sequesto sia lo scooter senza copertura assicurativa sia la droga rinvenuta. Mentre gli arrestati sono stati tradotti presso il penitenziario di Poggioreale. A dare notizia dell'operazione il Comando Provinciale Carabinieri Napoli

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Controlli della Guardia di Finanza: 66 dipendenti in nero e aziende sconosciute al fisco

Questo è quanto stato accertato dalle Fiamme Gialle dai controlli su Napoli e Provincia. Scattate sanzioni e denunce.

Si intensificano i controlli della Guardia di Finanza nell’ambito del contrasto all’economia illegale e sommersa furante la stagione estiva. I Finanzieri del Comando Provinciale di Napoli, infatti, hanno controllato numerosi esercizi commerciali del Centro Storico di Napoli, di Arzano, di Casoria, di Portici e delle Isole di Ischia e Capri. Tali controlli hanno consentito alle Fiamme Gialle di scovare numerose irregolarità e di identificare 66 lavoratori totalmente “in nero”, sconosciuti agli enti previdenziali.

Emblematico è stato il caso di un opificio ubicato nel Rione Sanità dove, all’atto dell’accesso, i finanzieri hanno accertato l’esistenza di una vera e propria fabbrica di camicie, operante a pieno ritmo, completamente sconosciuta al fisco che impiegava 18 dipendenti non regolarmente assunti.

Allarmante è risultato, invece, quanto è stato accertato nel comune di Arzano: una ditta di autolavaggio, oltre ad impiegare esclusivamente manodopera in nero, operava priva delle prescritte autorizzazioni ambientali. In questo caso l’intera struttura è stata sequestrata ed il titolare è stato denunciato a piede libero.

Nel Centro Storico di Napoli, invece, i finanzieri hanno sequestrato tre pelletterie nelle quali lavoravano 26 dipendenti rigorosamente “in nero” ed erano sprovviste della necessaria documentazione comprovante lo smaltimento dei rifiuti derivanti dalla lavorazione.

Per 6 esercizi commerciali scatterà la richiesta di adozione del provvedimento di sospensione all’ispettorato territoriale del lavoro, dato che la manodopera irregolare è risultata superiore in percentuale alla soglia prevista dalla normativa per applicare il provvedimento cautelativo.

Per ciascun dipendente, inoltre, non regolarmente assunto, sarà irrogata la cosiddetta “maxisanzione” prevista dalla vigente normativa.

L’attività di servizio testimonia il costante impegno esercitato dalla guardia di finanza di napoli a tutela dell’economia legale e dei lavoratori, nonché, alla salvaguardia dei diritti fondamentali ed inalienabili dei cittadini.

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Rapinano uno scooter a Bagnoli e per fuggire speronano la Polizia

Il 34enne è stato arrestato nell'immediatezza dopo una violenta colluttazione, mentre il 23enne dopo una inutile fuga.

Gli agenti della Polizia di Stato - sezione antirapina Squadra Mobile di Napoli hanno arrestato D.E.A. di 34 anni, e C.R. di 28 anni, entrambi napoletani responsabili in concorso tra loro di rapina aggravata, resistenza a Pubblico Ufficiale e danneggiamento di mezzo dello Stato.

Stanotte a Piazza Bagnoli i poliziotti, impegnati in un servizio di contrasto alle alle rapine, hanno notato due uomini, uno a bordo di uno scooter bianco e l’altro di un’auto, che avevano bloccato un giovane che viggiava su a bordo di un Honda SH costringendolo a seguirli nella vicina via Enea

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Giunti sul posto indicato il 34 enne e il 28 sono scesi da loro rispettivi mezzi e si sono avvicianati al giovane a bordo dell'SH che, nel frattempo era stato costretto ad accostarsi al marciapiede. Immediatamente gli si sono avventati contro e lo hanno preso a calci e pugni. Il 34enne che era alla guida di una BMW ha obbligato la vittima a salire sull'auto, mentre il complice 28enne di prendeva lo scooter rapinato.

Gli agenti sono intervenuti immediatamente ma i due rapinatori sono scappati innescando un inseguimento terminato in via Di Niso, strada cieca. A quel punto il conducente della BMW, per garantire la fuga almeno al complice, ha inserito la retromarcia tentando di investire i poliziotti che erano pronti per prenderli. Solo per la alla prontezza di riflessi degli agenti l’auto ha investito solo lo scooter sul quale viaggiavano. I due poliziotti a quel punto hanno bloccato non senza problemi il 34enne, che aveva ingaggiato una violenta colluttazione.

L’altra pattuglia dell’antirapina, impegnata nell’inseguimento, è riuscita a raggiungere e a bloccare C.R. che, aveva tentato di abbandonare lo scooter appena rapinato per scappare a piedi.

Lo scooter rapinato è stato restituito alla vittima. I due rapinatori sono stati condotti presso la Casa Circondariale di Poggioreale. Ad dare notizia dei fatti una nota della Questura di Napoli

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Dopo l'attacco sui lavori IACP a Qualiano da De Leonardis nessun commento

Primo colpo sui lavori alle palazzine IACP, ma il Sindaco De Leonardis decide di non commentare la dichiarazione di De Luca.

De Luca non aspetta il primo Consiglio comunale per aprire la sua attività di opposizione e questa mattina ha diffuso una nota stampa che mostrava la ripresa dei lavori presso le palazzine IACP di via Giuseppe Di Vittorio.

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De Luca, infatti, nella sua nota lancia un duro attacco all’attuale Maggioranza individuandola, evidentemente, come la parte che ha denunciato. Lo si evince dal passaggio che riportiamo di seguito: “[…] Ancora una volta, l’attuale Maggioranza ha fatto un buco nell’acqua, provando con una denuncia a fermare i lavori. La denuncia fatta nel corso della campagna elettorale, non ha portato a rilevare anomalie ed oggi i lavori riprendono, mentre potevano essere già conclusi [...].

Nessun commento da parte del Primo cittadino di Qualiano De Leonardis raggiunto telefonicamente mentre era impegnato in un collegio sindacale.

Danneggiavano turbine eoliche in alta Irpinia: arrestate 5 persone

Lo scopo era richiedere il pizzo per evitare ulteriori danneggiamenti alle strutture.

Questa mattina in Scampitella (Av), Orta Nova (Fg) e Pescara, militari della Compagnia Carabinieri di Sant'Angelo dei Lombardi, coadiuvati da quelli di Foggia e Pescara, hanno dato esecuzione ad un'ordinanza di applicazione della misura cautelare deila custodia in carcere nei confronti di 5 persone in ordine ai reati di "concorso in tentata estorsione aggravata, danneggiamento seguito da incendio e danneggiamento".

L'attività investigativa, iniziata nel maggio 2017, ha consentito di accertare l'esistenza di un gruppo crimiale che, dopo aver provocato gravi danni alle turbine eoliche, veicolava successivamente richieste estorsive ai vertici dei gestori delle relative società operanti in Alta Irpinia, minacciando ulteriori attentati.

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Tali azioni criminali, compiute dai destinatari del provvedimento, sebbene limitate a un ristretto arco temporale, avevano determinato un elevato allarme sia tra la popolazione che tra le autorità locali, destando notevole preoccupazione anche a livello nazionale, con l'interessamento di organismi di rilievo istituzionale.

Le indagini, sviluppate dai Carabinieri della Compagnia di Sant'Angelo dei Lombardi e condotte con metodi classici di appostamento, osservazione, monitoraggio con telecamere e mezzi tecnici nonché con intercettazioni telefoniche ed ambientali, hanno consentito di tracciare un filo tra alcuni eventi delittuosi, e hanno permesso di ricondurre agli indagati la commissione di due episodi di danneggiamento, per diverse centinaia di migliaia di euro, avvenuti presso impianti appartenenti alla medesima società ed, in particolare il 30 maggio 2017 in Bisaccia (Av), dove è stato danneggiato un trasformatore mediante utilizzo di catena in ferro (con conseguente sospensione del funzionamento dell'impianto eolico) e il 23 agosto 2017 in Lacedonia (Av), dove è avvenuto il danneggiamento di una pala eolica a causa di un incendio.

Non versavano al Comune di Maddaloni parte dei proventi della riscossione

Nei confronti due persone, consulente aziendale ed Amministratore Unico di due società, raggiunti la misura cautelare degli arresti domiciliari.

In data odierna nella provincia di Caserta, personale della Stazione Carabinieri di Maddaloni e del N.O.R. del Comando Compagnia Carabinieri di Maddaloni, ha dato esecuzione ad un'ordinanza di misura cautelare applicativa degli arresti domiciliari, emessa dal GIP del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di due indagati: D.A.F., consulente aziendale della società Centro Sicurezza Italia srl e capo del personale della società Centro Servizi Italia srl  e C.A., Amministratore Unico della società Centro Sicurezza Italia srl e della societa Centro Servizi Italia srl ritenuti responsabili in concorso dei reati di truffa aggravata artt. 81 cpv, 640 co 2 n. 1 c.p., appropriazione indebita artt. 81 cpv, 646 c.p. e peculato artt. 81 cpv, 314 c.p.

Il provvedimento restrittivo scaturisce dall'impianto accusatorio acquisito nel corso dell'attività investigativa espletate, in particolare, attraverso I'escussione di diverse persone informate sui fatti, l'acquisizione e sequestro di diversa documentazione, consistente principalmente in bollettini di pagamento dei canoni idrici (TARSU) e delle ricevute dei parcheggi riguardanti le aree di sosta a pagamento, presenti lungo le strade urbane del comune di Maddaloni, affidati per la riscossione dall'Ente Comunale, alla società di servizi C.S.I. S.r.l., con sede in Maddaloni, corso 1° Ottobre n° 39.

L'attività d'indagine molto complessa e articolata, si è incentrata su riscontri oggettivi conseguenti all'analisi minuziosa di quanto in sequestro e delle ordinanze comunali venendo cosi accertato il mancato versamento nelle casse comunali delle somme corrisposte dai cittadini maddalonesi alla societa di servizi, incaricata alla riscossione dei tributi.

In particolare, a numerosi cittadini maddalonesi venivano recapitate più volte diverse bollette riguardanti il pagamento degli stessi consumi di fornitura di acqua potabile, in quanto l'Ente Comunale non trovava riscontro nei pagamenti, sebbene versati dai cittadini all'ente incaricato alla Riscossione (CSI).

Nello specifico, tale società, incaricata di un pubblico servizio, incassava direttamente e deteneva i pagamenti relativi alla Tarsu e/o ai canoni per il servizio idrico, effettuando "commistioni" con i propri fondi nonché compensazioni non autorizzate, mentre relativamente alla gestione dei servizi di sosta indicava lo stesso numero di titolo della sosta, in modo da far venire meno la necessità di richiedere la vidimazione al Comune di nuovi titoli e, di conseguenza, non corrispondendo l'aggio all'Ente.

In tal modo, i due indagati si assicuravano i profitti illeciti scaturenti dall'esercizio di tali attività. L'attività delinquenziale comportava un enorme danno erariale alle casse Comunali, per un importo di diverse centinaia di migliaia di Euro, relative al periodo dal mese di maggio 2011 al mese di febbraio 2017.

Tale fenomeno, purtroppo, non è circoscritto al solo Comune di Maddaloni ma è presente anche in altri territori del casertano e del napoletano. Per tale ragione, il Gip ha emesso un decreto di sequestro preventivo della somma di euro 129.091,00 in riferimento all'attività di riscossione per TARSU e canoni del ruolo idrico di Maddaloni.

A dare notizia dell'operazione un Comunicato della Procura 

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Rubava energia elettrica da 5 anni: arrestato un 45 a Qualiano

Si era collegato direttamente alla montante rubando energia, secondo le stime dei tecnici dell'Enel per 43mila euro.

I Carabinieri della Stazione di Qualiano guidati dal Mar. Bilancio hanno arrestato in flagranza di reato per di energia elettrica un 45enne di Succivo già noto alle forze dell'Ordine.

L'uomo, amministratore di un ristorante sulla Circumvallazione Esterna, aveva realizzato un allaccio elettrico abusivo diretto alla montante di proprietà della società erogatrice, facendo in modo da alimentare il locale in maniera fraudolenta.

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I tecnici dell'Enel fatti intervenire sul posto stimano che il furto di energia possa andare avanti dal luglio 2013, con la conseguente mancata contabilizzazione di consumi per 43.000 euro.

L'arrestato è in attesa di essere giudicato attraverso il rito direttissimo. 

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Aggredì un dipendente e un cliente di un bar del centro storico di Napoli

L'uomo è stato raggiunto da una ordinanza di custodia cautelare in carcere.

NAPOLI - Gli uomini del Commissariato di Polizia Decumani, nella mattinata del 12 luglio scorso, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. del Tribunale di Napoli su richiesta della Procura della Repubblica di Napoli nei confronti di un 48enne napoletano.

L'uomo, il 16 maggio scorso, si recò in un locale del centro storico e dopo aver preteso da un dipendente che gli fossero serviti alcuni bicchieri di liquore e in quella occasione cercò di sottragli - dietro minacce e violenza fisica - 20 euro.

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Dalla richiesta scattò una colluttazione e un cliente abituale del locale, mentre cercava di portare alla calma l'aggressore, subì anch'egli minacce per essersi rifiutato di consegnarli il suo costoso orologio un Rolex Daytona. 

Sia il dipendente del locale che il cliente che era andato in aiuto di quest'ultimo furono aggrediti con calci e pugni tanto da essere costretti a ricorrere alle cure mediche.

A diffondere la notizia dell'Arresto un Comunicato della Questura di Napoli.

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