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17-Nov-2017 Aggiornato alle 19:15 +0100
Vincenzo Perfetto

Vincenzo Perfetto

Direttore Editoriale

URL del sito web: http://www.puntomagazine.it

Più vicina la chiusura dell'Ufficio del Giudice di Pace di Marano

Convenzione parzialmente ripettata e atttriti tra le amministrazione tra le cause della richiesta di chiusura dell'Ufficio.

Nessuna risoluzione tangibile per l’ufficio del Giudice di Pace di Marano e ne è stata chiesta la chiusura, questa la triste sintesi che riporta il protocollo n°3516/2017 del 2 novembre 2017.

Si tratta di una richiesta dai toni amari quella inviata dall’Ufficio di Presidenza del Tribunale di Napoli Nord a Roma presso il Ministro di Grazie e Giustizia, al Capo di Gabinetto e al Capo dipartimento dell’organizzazione Giudiziaria, del Personale e dei Servizi; a Napoli presso Presidente della Corte d’Appello e al Procuratore Generale presso la Corte di Appello; al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Napoli Nord, al Presidente delegato per gli affari della magistratura Onoraria e ai Magistrati delegati per gli affari civili e penali del Giudice di Pace di Marano presso la loro sede; ai Sindaci dei Comuni di Calvizzano, Giugliano in Campania, Marano di Napoli, Melito di Napoli, Mugnano di Napoli, Qualiano e Villaricca. Il protocollo reca ad oggetto: “Richiesta chiusura ufficio Giudice di Pace”.

Già dall’incipit del testo del documento si comprende che le difficoltà avute in precedenza per il funzionamento dell’ufficio sono andate man mano peggiorando a causa “dell’acuirsi dei contrasti politici ed amministrativi tra le amministrazioni comunali interessate”. Già questo passaggio la dice lunga su eventuali responsabilità della probabile chiusura di un presidio di legalità sul territorio quale è l’Ufficio del Giudice di Pace.

Non è bastato il polverone mediatico sollevato in ottobre per scongiurare la chiusura dell’ufficio; constatiamo, infatti, dalla richiesta del Presidente del Tribunale di Napoli Nord, che “le uniche novità, al netto degli impegni promessi dal Comune di Giugliano e dalla Regione Campania, attengono il pensionamento dell’unico cancelliere destinato al settore penale e all’inopinata sostituzione dell’unico assistente presente con altra unità del tutto priva di esperienza nella gestione dei servizi amministrativi essendo impiegato presso il Comune di Qualiano con funzioni di custode del cimitero”.

Ovviamente ad un ufficio dove si svolgono servizi legali e amministrativi, anche chi non è particolarmente avvezzo alla gestione del personale, sa benissimo che è necessario fornire risorse umane qualificate per il tipo di impiego, altrimenti risulta chiaro, come scrive il Presidente del Tribunale di Napoli Nord  nel protocollo, che la gestione va “totalmente fuori controllo”.

Non sono tuttavia questi i soli problemi che hanno scaturito la richiesta di chiusura degli uffici del Giudice di Pace di Marano. L’Ufficio, infatti, a causa della sostituzione continua dei dipendenti comunali, si trova in difficoltà organizzativa e tutto ciò, come riportato nel nella richiesta, va ad aggiungersi ai “Comuni che, in ogni utile occasione, preannunciano la volontà di fuoriuscire dalla convenzione”. Non solo se consideriamo poi l’obsolescenza dei supporti informatici che provocherebbero il blocco di alcune procedure è chiaro che il servizio offerto non può in alcun modo funzionare al meglio come spiegato anche nel protocollo.

A motivare ulteriormente la richiesta di chiusura anche gli infruttuosi richiami ai Comuni consorziati per il rispetto degli impegni presi al fine di permettere il giusto funzionamento del Ufficio del Giudice di Pace.

Francamente appare incredibile che i Comuni firmino una Convenzione per un importante presidio di legalità sul territorio per disattendere, in seguito, quanto sottoscritto tanto da costringere il Presidente del Tribunale di Napoli Nord a chiedere che l’ufficio venga chiuso.

Dinnanzi però a quanto riporta il Presidente del Tribunale di Napoli Nord nel protocollo, sembra più che giusta la risoluzione richiesta dato che, a quanto pare, non si riesce a fornire un servizio ottimale ai cittadini.

Ad impedire l'inevitabile solo un reale interessamento delle amministrazioni locali che, applicando a pieno la Convezione, riescano a far funzionare nella massima efficienza l'Ufficio e scongiurare la chiusura.

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Caos Tari: nel Comune di Quarto calcolata correttamente

Il Comune di Quarto rassicura i cittadini su eventuali errori al fine di evitare i ricorsi. 

QUARTO - Molti sono i comuni che hanno commesso errori sulla Tari in questi anni, ma altrettanti comuni sono intervenuti per rassicurare i cittadini spiegando che non vi era alcun errore nel proprio comune. Uno di questi è il comune di Quarto che, attraverso una nota stampa pervenuta in redazione ha precisato che la Tari, imposta che finanzia il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, a Quarto è applicata in maniera corretta.

La questione è stata sollevata anche dai media, ma solo dopo una interrogazione Parlamentare del M5S  è stata ottenuta un risposta che vede un errore nell'applicazione della quota variabile.

Quarto quindi, come tanti altri comuni non ha alcun problema sul calcolo della Tari. Nella nota, infatti, oltre a rassicurare i cittadini si invita a non presentare infruttuosi ricorsi o domande di rimborso.

 

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Aggredirono brutalmente un poliziotto libero dal servizio: arrestati

L'uomo era libero dal servizio e si trovava con la famiglia in auto sul lungomare Caracciolo nei pressi degli Chalet.

NAPOLI - Dalle prime ore di questa mattina, la Squadra Mobile di Napoli sta eseguendo una ordinanza di custodia cautelare in carcere ed agli arresti domiciliari nei confronti degli autori di una violentissima aggressione avvenuta lo scorso mese di giugno, ai danni di un appartenente alla Polizia di Stato.

Quest’ultimo, libero dal servizio, si trovava con la propria auto in compagnia della moglie e dei due figli minori, allorquando, all’altezza degli chalet del lungomare Caracciolo, fu violentemente aggredito e rapinato dell’orologio che portava al polso, in seguito a una lite per motivi di viabilità.

Nel corso del brutale pestaggio, anche la moglie del dipendente, intervenuta in difesa del marito, fu colpita da alcuni degli aggressori che, contestualmente, si scagliarono contro l’autovettura della vittima, all’interno della quale assistevano alla scena i due giovani figli.

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Dipendenti Atitech in sciopero: a rischio 150 posti di lavoro

I lavoratori chiedono un piano di sviluppo industriale, investimenti, l'intervento del Governo quale garante degli accordi del 2009.

Corteo dei lavoratori dell’Atitech questa mattina a Napoli, in pericolo circa 150 posti di lavoro che secondo l’Unione Sindacale di Base Lavoro Privato (UBS) sarebbero da imputare ad una mancata volotà dell’azienda di procedere ad un ampliamento dei servizi offerti.

Tutto parte dal 2008 quando fu definito l’Accordo Quadro Alitalia, definito nell’ambito della nota crisi della compagnia aerea di bandiera. Tale accordo prevedeva che Atitech venisse acquisita da un soggetto industriale composto da Fintecna e Finmeccanica con una quota anche di CAI nel capitale societario. Questo tipo accordo, secondo USB, avrebbe contribuito a mantenere i livelli occupazionali.

Nel 2009 il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Dott. Gianni Letta, alla presenza dei Ministri Scajola, Matteoli e Sacconi, comunicò che l’unica proposta di acquisto di Atitech era pervenuta da parte della Società Manutenzioni Aeronautiche srl, capitanata dal Dott. Lettieri e per evitare il fallimento aziendale si autorizzava il Commissario Straordinario Prof. Augusto Fantozzi a procedere con la cessione a favore di quest’ultima.

Il 13 ottobre 2009, come riporta il dossier dell’Unione Sindacale di Base, a Palazzo Chigi fu siglato un accordo che in sintesi prevedeva:

  • un piano industriale incentrato oltre che sulla commessa CAI, sul perseguimento delle commesse conto terzi, quale segmento prioritario per il consolidamento e lo sviluppo dell’azienda;
  • l’impiego di 500 lavoratori occupati nel 2014 e la relativa gestione non traumatica del restante personale (esodi agevolati e pensionamenti nell’ambito della durata dei 7 anni di ammortizzatori sociali, 4 di cigs e 3 di mobilità concessi oltre che dalle Leggi attuali dal DL 134/2008);
  • la rotazione del personale in cigs, al netto di quanti raggiungono i requisiti pensionistici nell’arco di vigenza degli ammortizzatori sociali; un pesante e significativo contributo dei lavoratori in termini di riduzione salariale, aumento dell’orario contrattuale e un sensibile aumento di produttività attraverso turni di lavoro di sei giorni a settimana;
  • l’impegno da parte di Alitalia Cai ad affidare alla Società Atitech per cinque anni a decorrere dal 2010, poi prorogato al 2020, la manutenzione in via esclusiva di tutti gli aeromobili, inclusi quelli del lungo raggio, anche al termine di specifici programmi formativi ed eventuali interventi infrastrutturali;
  • l’impegno di Finmeccanica di procedere all’assunzione di 60 lavoratori di Atitech in regime degli ammortizzatori sociali concessi, di costituire presso Atitech un centro di manutenzione programmata e certificata dal costruttore con riguardo sia al mercato nazionale che europeo, di ricercare nell’ambito delle proprie Società operative eventuali ulteriori opportunità di lavoro da affidare ad Atitech;
  • l’impegno della Regione Campania, di sostenere la formazione necessaria e la possibilità da parte di Atitech, di avvalersi delle risorse finanziarie sul PAR-FAS 2007-2013; la tutela attraverso strumenti ordinari o in deroga, dei lavoratori dell’indotto interessati dai processi di riorganizzazione produttiva.

Tutto ciò non è avvenuto e l’UBS non ha potuto fare altro che registrare in merito all’accordo un atteggiamento inadempiente delle parti in causa. Si è permesso, infatti, che la manutenzione degli aeromobili a lungo raggio è effettuato da una società estera, mentre doveva essere svolta dall’Atitech.

Nel 2015 con l’acquisizione del ramo di Alenia Capodichino ha portato con se un altro piano industriale che avrebbe dovuto incrementare l’occupazione fino a mille unità e mirare a diventare un polo di manutenzione nazionale per aeromobili a lungo raggio, ma nulla è avvenuto. A due anni di distanza il piano è naufragato.

Questa triste serie di eventi sono le motivazionei che hanno spinto i lavoratori dell’Atitech a scioperare oggi 10 novembre dalla ore 11:30 alla ore 15:30. I lavoratori, infatti, si sono astenuti dal lavoro per:

  • un piano Industriale di sviluppo e relativi investimenti
  • Per l’intervento del Governo quale garante degli accordi sottoscritti a Palazzo Chigi nell’ottobre 2009
  • Per il rientro in azienda dei lavoratori sospesi da anni in cigs a zero ore, il recupero salariale ed il rispetto degli accordi sottoscritti e mai rispettati.
  • Contro l’avvio di procedure di mobilità e flessibilità assurde ed insostenibili.

Solo in questo modo sarà possibile scongiurare gli esuberi e i sacrifici dei lavoratori e portare aumentare i livelli occupazionali di un polo altamente specializzato nella manutenzione sugli aeromobili.

Il dossier dell'USB consegnato alle Istituzioni.

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Sprofonda la strada tra Qualiano e Villaricca, lunedì fu ripristinata

Dopo gli aggiusti di fortuna di lunedì 6 novembre, la situazione su via Campana/Via della Libertà è peggiorata.

VILLARICCA e QUALIANO - Piogge torrenziali e forse una pardita le probabili cause del nuovo sprofondamento di via Campana (Qualiano) e Via della Libertà (Villaricca). Il traffico attualmente sul tratto di strada procede a rilento e qualche vettura che ci è finita dentro forntunatamente lentamente ha fatto il "botto a terra" senza riportare danni visibili.

Profonda oltre 60 cm circa la buca si estende - ed andrebbe verificato per quanti centimetri o metri - in direzione di piazza Kennedy a Qualiano e sarà solo questione di tempo prima che sprofondi ancora probabilmente in quella direzione.

Lunedì mattina si è verificato il primo cedimento e la Polizia Municipale di Qualiano era sul posto per verificare i danni e procedere a veicolare il traffico, mentre poco dopo  con frecce di emergenza accese in direzione di Qualiano la vettura del Sindaco De Luca si è precipitata - con un sorpasso azzardato degno di Bo e Luke Duke della nota serie televisiva "Hazzard" - sul posto, dove lo stesso Primo cittadino di Qualiano ha scattato alcune foto con il suo smatphone.

Si è porceduto immediatamente ad un rattoppo che, evidentemente, non ha retto alle piogge torrenziali di martedì; possiamo dire, quindi che se non vi saranno interventi rapidi, si assisterà alla genesi di una nuova voragine e qualora gli aggiusti venissero divisi tra Qualiano e Villaricca i due comuni forse si troverebbe una rapida risoluzione, ma se dovesse competere solo a Qualiano o solo a Villaricca la risoluzione potrebbe attendere, dato che, purtroppo, i due comuni si trovano in una situazione economica tale da non poter procedere ad un rapido aggiusto. L'intervento tempestivo sarebbe importantissimo per evitare ulteriori danni.

Di nuovo una storia di border line (linea di confine) che penalizza i cittadini di due comuni e tutti coloro che transitano per l'importante arteria viaria.

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"Vecchia Napoli" il nuovo appuntamento con il Poeta Muratore

Ecco il nuovo appuntamento settimanale del martedì con il Poeta Muratore.

Bentornati lettori del Punto! con il consueto appuntamento del Martedì con il Poeta Muratore e con la sua poesia "Vecchia Napoli" che in un breve componimento ha toccato alcuni punti della storia di Napoli.

Trasferimento Commissario antiroghi in Campania. Il M5S chiede spiegazioni a Governo e Regione

On. Salvatore Micillo (M5S): «Questa settima depositeremo una interrogazione».

NAPOLI - Nonappena appresa la notizia del trasferimento del Dott. Campanaro, commissario all'emergenza roghi in Campania, in una nota stampa arrivata ieri in redazione, l'on. Micillo esprime il suo disappunto avvisando che chiederà spiegazione alla Regione Campania ed al Governo.

«Michele Campanaro, il commissario per il contrasto al fenomeno dei roghi di rifiuti nella Regione Campania viene trasferito ad altro ruolo, a soli pochi mesi dal suo insediamento. È un fatto gravissimo che dimostra il disinteresse del Governo, che, con questa scelta dà l'ennesimo colpo di grazia alla già debole tutela dell'ambiente e della salute nella "Terra dei fuochi"», commenta nella nota Salvatore Micillo della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici della Camera dei deputati.

«La domanda che ci poniamo adesso é il perché – aggiunge Micillo, firmatario della legge sugli “ecoreati” - e pretendiamo di avere una risposta. Perché un prefetto viene trasferito a pochi mesi dal suo insediamento, perché non si vuol dare continuità ad un percorso seppur complicato e difficile? Siamo i primi a non essere soddisfatti delle debolissime strategie messe in campo nel contrasto ai roghi, ma questa decisione ci appare come l'ennesimo schiaffo a questa terra. In questa settimana depositeremo un'interrogazione parlamentare e in Regione chiediamo che la commissione "Terra dei fuochi" si riunisca al più presto. A queste domande il Movimento 5 stelle pretende risposte chiare».

Il trasferimento del Prefetto Campanaro, infatti, rappresenta per i cittadini e per la Campania l'ennesimo elemento di discontinuità nella risoluzione del problema in una terra dove, questa estate, si è consumata una delle più gravi emergenze incendi degli ultimi anni e politiche forti per la risoluzione dei roghi ancora non sono state applicate.

Basta girare per le periferie della Campania per scoprire contunuamente cumuli di rifiuti pronti per essere dati alle fiamme. Sempre più sono i cittadini che aspettano le piogge per vedere finito l'incubo dei roghi e poter finalmente aprire le porte e balconi prima della stagione fredda. Continue, inoltre, sono le segnalazioni dei cittadini fanno alle autorità pur di veder terminare i roghi attivandosi sul territorio. A mancare tuttavia è una vera e concreta attività politica che risponda concretamente alle richieste dei territori, non certo attraverso traferimenti e continui cambi di vertici.

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Villaricca, ancora aperto il cancello dell'Alveo dei Camaldoli

La fattispecie è stata segnalata più volte e anche dall'Assessore Ciccarelli, ma ad oggi il cancello risulta ancora aperto.

VILLARICCA - Ancora aperto il cancello che introduce al letto dell'Alveo dei Camaldoli in quel di Villaricca. Diverse non state le segnalazione della particolare fattispecie le prime attraverso facebook da componenti della redazione del "Punto!" alla quale segnalazione ha risposto l'Assessore del comune di VIllaricca Rocco Ciccarelli che ripordando che lo aveva già segnalato all'Ufficio Tecnico Comunale.

Siamo certi della segnalazione dell'assessore all'UTC sta di fatto, tuttavia, che il cancello, come si può vedere anche dal servizio, risulta ancora aperto. Dopo questa vicenda si è sentito in dovere di intervenire il Consigliere di Trasparenza per Villaricca Tobia Tirozzi che faceva notare la pericolosità del caso.

Effettivamente la questione potrebbe diventare pericolosa dato che nelle immeditate vicinanze vi sono centri sportivi frequentati da giovani e la curiosità potrebbe spingere a qualche bravata.

Necessario sollecitare anche un intervento della Regione Campania miriato alla pulizia della discesa di servizio perché i rifiuti che vi campeggiano potrebbero essere trascinati dalle piogge nel letto dell'alveo e insieme ad altri lungo il percorso, potrebbero contribuire ad ostruzioni.

 

 

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"Mari, muri e filo spinato", il 3 novembre la presentazione a Palazzo San Giacomo

Alla presenza dell'Ass. Cultura Nino Daniele con l'Associazione "Cinema e Diritti" sarà presentato la IX Edizione del Festival del Cinema dei Diritti Umani.

NAPOLI - Domani, venerdì 3 novembre alle ore 11.30, nella Sala della Giunta di Palazzo San Giacomo, l'Assessore alla Cultura e al Turismo Nino Daniele presenterà alla stampa con l'associazione "Cinema e Diritti" la IX Edizione del Festival del Cinema dei Diritti Umani di Napoli denominata "Mari, muri e filo spinato".

Interverranno: il coordinatore del festival Maurizio del Bufalo ed i registi Marco e Mario Leombruno.

Il Festival, realizzato in collaborazione con l'Assessorato alla Cultura e al Turismo inizierà lunedì 6 novembre con un evento speciale nella Casa Circondariale "G. Salvia" di Poggioreale e si concluderà sabato 11 novembre.

La manifestazione si svilupperà attraverso numerosi eventi ospitati da università, scuole e associazioni cittadine, avendo come baricentro lo Spazio Comunale "Piazza Forcella'' in via Vicaria Vecchia 23, luogo simbolo della legalità per il quartiere e l'intera città di Napoli sede inoltre della Biblioteca 'a Porte aperte Annalisa Durante'.

Napoli, folla di extracomunitari aggredisce la Polizia dopo l'arresto di uno di loro

Gli agenti stavano arrestando un cittadino tunisino perché aveva sottrato un cellulare ad un'anziana, ma quest'ultimo chiede aiuto.

Gli agenti della Squadra Mobile Sezione Criminalità Diffusa hanno arrestato M. B., di 34 anni, responsabile in concorso dei reati di rapina impropria e lesioni personali.

Ieri pomeriggio in via Milano i poliziotti hanno notato il 34enne che, in coppia con un altro uomo, seguiva di spalle un’anziana donna. Ad un certo punto il complice si è affiancato alla vittima mentre il M.B. da dietro riusciva a sfilare da una tasca un telefono cellulare.

A questo punto gli agenti hanno cominciato ad inseguire i due rapinatori che, per fuggire, hanno spinto la moto dei poliziotti facendola quasi cadere. Gli agenti hanno raggiunto e bloccato il solo 34enne dopo che questi si era rifugiato in un centro scommesse di via Milano.

All’esterno del locale il cittadino tunisino ha cominciato a chiedere aiuto ad altri extracomunitari che hanno prima circondato e poi aggredito gli agenti con calci e pugni. Lo stesso M.B. non si è risparmiato ed ha provocato la caduta di un agente.

L’arrivo delle Volanti e la fortunata collaborazione offerta da alcuni cittadini hanno consentito di arrestare il 34enne ed a disperdere la folla di complici-aggressori. Il tunisino, denunciato in stato di libertà anche perché privo del permesso di soggiorno, è in attesa del giudizio direttissimo.

I poliziotti invece sono stati costretti alle cure mediche dell’ospedale. Proseguono le ricerche del complice.

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