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21-Oct-2017 Aggiornato alle 18:34 +0200

Consiglio comunale di Qualiano: cronaca di una triste pagina politica

Amministrazione senza maggioranza e crollato ogni rispetto tra i ruoli specchio di una città ingovernabile: questa oggi è la politica di Qualiano.

Sei sono stati i punti all’odg del consiglio comunale svoltosi il 21 settembre nell’Aula Consiliare del Comune di Qualiano. Come al solito è stata una seduta che è iniziata con tutti i buoni propositi, ma terminata in caciara.

Il primo punto all’ordine del giorno ha riguardato un momento importante che ha segnato l’entrata nel “Parlamentino qualianese” di Umberto d’Ambrosio, candidato non eletto tra le fila di Fratelli d’Italia, che ha sostituito il Consigliere Giovanni Palma, raggiunto dal provvedimento di sospensione emanato dal Prefetto in seguito alla sentenza di condanna in primo grado nei suoi confronti. D’Ambrosio, nel suo discorso introduttivo, nonostante sia stato eletto tra le fila di una coalizione che è stata contrapposta alla attuale maggioranza, ha dichiarato che non apparterrà ne alla maggioranza ne all’opposizione e che risponderà solo ai cittadini di Qualiano, giusto proposito di tutti i consiglieri comunali.

Per quanto concerne il secondo punto all’Ordine del Giorno relativo all’approvazione dei verbali della seduta precedente vi è stata una accesa discussione, perché bisognava approvare tra gli altri anche il verbale della delibera 45 del 28 luglio 2017, che riportava una votazione errata. Fin da subito il Segretario comunale in merito merito alla delibera si è assunto la responsabilità dell’errore materiale contenuto nella delibera. Il Segretario ha dichiarato, inoltre, essere venuto a conoscenza dell’errore il 28 agosto al rientro della pausa estiva, quando ha trovato nella sua casella pec una mail del Consigliere Cacciapuoti datata 13 agosto 2017 quindi 5 giorni dopo la pubblicazione. Il Segretario ha, altresì, dichiarato di aver proceduto personalmente alla ricostruzione, data l’impossibilità di ricordare a memoria la votazione avvenuta per giunta senza alcuna registrazione.

Il segretario tiene a precisare che l’atto non ha efficacia perché è un verbale di non approvazione. La discussione è proceduta con l’intervento di De Leonardis che raccogliendo le motivazioni di Onofaro che riportavano 11 contrari e 6 astenuti, mentre nelle correzioni si diceva 10 contrari e 7 astenuti, così il Consigliere del PD ha chiesto al Consigliere Apostoli di chiarire in che modo ha espresso il suo voto in modo da chiudere la particolare faccenda. Onofaro, inoltre, ha tenuto a precisare che i consiglieri di opposizione ricordano che il Consigliere Apostoli espresse in quella seduta il voto contrario, e quale prova Onofaro stesso avrebbe una registrazione. Intervengono sulla questione anche Picascia e Di Domenico, quest’ultimo sottolineando il dato politico che quella votazione ha segnato.

Al momento del voto è intervenuto De Leonardis che, di fatto, ha salvato molto velatamente ancora una volta l’Amministrazione, proponendo una approvazione ad unanimità in caso contrario si sarebbe stato necessario votare tutti i verbali uno per uno al fine di ottenere i voti di distinguo. Ovviamente se in quel momento fosse avvenuto il voto vi sarebbe stata, probabilemente, la mancata approvazione di tutti i verbali precedenti dato che una maggioranza in Consiglio comunale non c’è più che avrebbe sancito la fine dell’Amministrazione De Luca. Alla richiesta di De Leonardis il Consigliere Di Domenico ha chiesto 5 minuti di sospensione al termine dei quali il Consiglio comunale non ha approvato ad unanimità per la sola astensione di D’Ambrosio.

Prima di passare al terzo punto all’ordine il Consigliere De Leonardis ha preso la parola chiedendo spiegazioni sul perché non fosse ancora stata data risposta all’interrogazione sulle responsabilità della Voragine, invitando il Presidente del Consiglio Comunale Marrazzo a sollecitare chi di competenza. Subito dopo lo stesso consigliere ha dato lettura di una nuova interrogazione in merito alla copertura della voragine di Via De Gasperi che sta generando problemi nei contratti dei fitti e delle attività commerciali.

A rispondere il Sindaco De Luca che ha lasciato intendere, dopo un liungo preambolo legato alla cronistoria di tutte le voragini di Qualiano, che il problema non sarebbe stato risolto a breve e che comunque sarebbe stata una soluzione che non permette il flusso veicolare. De Leonardis di pronta risposta ha comunicato che avrebbe fatto rescindere i contratti ai suoi clienti della zona per evitargli di pagare tassazioni eccessive. Altri commercianti che probabilmente andranno via dalla città di Qualiano indebolendo ulteriormente il tessuto socio economico della città.

In merito al terzo punto all’ordine del giorno riguardante l’aggiornamento delle aree di emergenza del Piano di Protezione Civile approvato il 15 settembre del 2015 con la delibera di consiglio comunale numero 28. Si tratta di una variazione dettata dal fatto che la redazione del PUC non ha tenuto conto che,laddove è stata individuata la zona da destinare alla costruzione era stata, in realtà, identificata come area di emergenza in caso di calamità. La proposta avanzata dal Sindaco era quella di spostare tali aree per non modificare la cartografia del Puc. Su tale argomento è partita una accesa discussione con i primi due interventi di Di Domenico ed Onofaro. Quest’ultimo, infatti, ha fatto notare che nella variazione del Piano di Protezione Civile comunque non era riportata la voragine laddove lo stesso consiglieri di minoranza ne ravvedeva la necessità.

Il Consigliere Onofaro ha spiegato che la variazione del Piano si è resa necessaria solo per farlo quadrare con il PUC che la Città Metropolitana ha bocciato nei famosi 18 punti. Dopo un simpatico siparietto tra il Comandante della Polizia Municipale D’Onofrio e Onofaro ha preso la parola il Sindaco che ha spiegato, contribuendo ad alzare i toni, che la variazione non viene fatta per la voragine perché il pericolo è noto e non è più una emergenza.

Il Consigliere Giulio Cacciapuoti, invece, ha mostrato come, nei verbali del piano, i tecnici avessero ravvisato di fare uno studio approfondito delle cavità e riportarle nel Piano di Protezione Civile, cosa che ad oggi non è ancora fatta. Il Consigliere Picascia, invece nel suo intervento, ravvede la necessità di inserire le cavità previo uno studio, ma non vede la necessità di variarlo perché non si conoscono le condizioni dei terreni che si andranno a d occupare come punto di raccolta. Il consigliere Di Domenico ha dichiarato di bocciare questo il nuovo Piano di Protezione Civile perché non sono riportate le cavità dato che la Regione Campania fornì al Comune circa 25mila euro per sondare le cavità.

Sull’argomento è intervenuto di nuovo il Sindaco De Luca che ha spiegato che l’aggiornamento delle cavità nel sottosuolo non è una attività rapida perché è necessario prima conoscere i rischi e questo non è possibile senza scendere all’interno e ispezionarle con l’aiuto di ingegneri e solo dopo sarà aggiornato il Piano di Protezione civile. Il Sindaco ha tenuto anche a precisare che nel Piano vanno inseriti i rischi noti e attualmente tali rischi sono inserti nel piano. Resta tuttavia da registrare che di certo la voragine è un rischio noto che non c’è nel Piano di Protezione civile.

De Leonardis, invece, non ha ravveduto la necessità di rifare il piano perché quest’ultimo non è affatto vecchio, ma lo si intendeva modificare per farlo quadrare con il Puc. Dello stesso avviso anche il consigliere Musella, unico che è sceso nella voragine.

A questo punto la discussione è degerata con un nuovo intervento del Sindaco che attraverso una dichiarazione, per quanto politica potesse essere, molto grave nella quale ha lasciato intendere il suo potere di permettere di costruire in quella zona a coloro che avevano acquistato il terreno, dimenticando, come ha fatto notare De Leonardis, che la particella in questione era suolo agricolo. Al termine dell’accesa discussione la proposta del sindaco non viene approvata.

Il quarto punto PUC discussione e proposte ha preso in esame la proposta presentata dal gruppo di opposizione. La proposta prevedeva tre punti fondamentali il primo riguardava all’avvio delle procedure del nuovo PUC nell’interesse della collettività; il secondo punto prevedeva una compartecipazione dei consiglieri di opposizione e della commissione creata ad hoc all’interno del Comune, che prevedeva anche una riunione ogni 15 giorni con il Sindaco per l’aggiornamento dei lavori; il terzo riguardava l’accertamento delle responsabilità da parte dei tecnici o del tecnico nominati dal comune per la redazione attraverso la nomina di un legale. La discussione è stata preceduta, tuttavia dalla relazione di due collaboratrici del Di.ARC. sulle stesse tavole che sono state dichiarate incoerenti con le linee di città metropolitana. Le due dottoresse hanno tenuto a precisare che la Città Metropolitana di Napoli ha adottato ma non approvato il PTCP (Piano territoriale di Coordinamento Provinciale), ma come è stato fatto notare in ogni caso i comuni sono tenuti a rispettare quel Piano. Gli interventi su questo punto di Di Domenico, De Leonardis ed Onofaro sono stati durissimi ed hanno dimostrato più volte al Sindaco e alla maggioranza che l’iter doveva partire daccapo perché l’attuale piano è stato giudicato incoerente in 18 punti. Avallato in estrema analisi anche dalle due esperte dell’Università, dopo aver anche preso visione delle motivazione dell’ex Provincia. Al momento della votazione la proposta non è passato perché la votazione finisce otto favorevoli contro otto contrari con l’astenzione del Consigliere D’Ambrosio tra le fila della Minoranza.

Il punto cinque ha riguardato il bando di gestione dei campi da tennis. Anche in questo caso l’opposizione ha presentato la sua proposta che vedeva una gestione in capo al Comune, mentre attualmente è in essere un bando con scadenza alle 12 del 02/10/2017, i Consiglieri di opposizione hanno rappresentato che per le strutture che sono costati in tutto oltre i due milioni di euro e che il concessionario a monte di una investimento di 150mila euro sarebbe andato a gestire una struttura di valore ben maggiore. L’investimento del concessionario secondo, il gruppo di opposizione sarà ammortato con una quota di oltre 14mila euro, ma senza particolari agevolazioni da parte di per l’ente e per i cittadini, per i giovani di Qualiano che vorranno parteciparvi. Ed hanno proposto in aula: la sospensione del bando, la costituzione di una commissione consiliare per la valutazione costituire un azienda in cui sia presente il Comune a 60% e offrendo il 40% alle associazioni dilettantistiche che vorranno parteciparvi presenti sul territorio ed affidare la struttura sportiva a questa azienda speciale. La maggioranza immediatamente ha ritenuto non accoglibile la proposta e in Aula l’Assessore Fioretto ha tenuto a precisare come il bando in atto, rispetto a quello proposto dall’Assessore Cerqua, sia migliorativo in quanto intende abbassare il tempo affidamento e pone la quota minima che il privato elargisce al comune a circa mille euro. A rincarare la dose il Sindaco che ha fornito anche una motivazione di non accoglimento perché in una delle passate leggi finanziarie lo Stato ha imposto che i Comuni debbano abbandonare le partecipazioni in società che non forniscono servizi essenziali, quindi resterebbero in essere la Qualiano Multiservizi SPA e Acquedotti SCPA, tutte le altre vanno abbandonate. Effettivamente questa fattispecie fu discussa anche in un passato Consiglio comunale. A nulla sono valse le motivazioni dell’opposizione e si passa al voto della proposta ed anche questa volta finisce in parità compreso il voto del Sindaco, ma sarebbero il bando sarebbe stato sospeso se De Leonardis per un impegno di famiglia non avesse dovuto lasciare l’aula. Ancora una volta viene sancita che la maggioranza ormai è solo un blando ricordo.

L’ultimo punto all’ordine del giorno sono state le discussioni e proposto sul contenzioso tra Piparking e Comune di Qualiano, nel quale la società che gestisce il parcheggio chiede all’Ente un risarcimento di oltre 300mila euro perché il numero degli stalli ricevuti in gestione sono inferiori a quelli previsti nel bando ed in seguito nel contratto. La proposta giunta dall’opposizione è stata quella di sottoporre tutta una serie di servizi che l’azienda ha inserito nella sua offerta al momento della gara che non sarebbero stati forniti. Non solo, i Consiglieri di opposizione a turno hanno mostrato l’assurdità della richiesta dato che, a loro dire, il Comune ha fornito in passato agevolazioni all’azienda dandole all’interno dei locali dell’Ente delle stanze da adibire a sede evitando così spese di fitti, mentre di tutta risposta la Piparking srl di tutta risposta fa causa al comune. A rispondere sull’argomento è l’Assessore al ramo Castaldo che ha assicurato che il Comune intende resistere in tribunale, ma si punta verso un accordo che dovrebbe evitare, almeno da come ha fatto intendere, conseguenze maggiori. Alla spiegazione l’opposizione ha fatto la propria replica spiegando ancora che il Comune non ha fornito tutti gli stalli, circa 160 in meno, ma non ha ricevuto neanche dei servizi riportati nel contratto. Il più acceso sulla questione dato che anche in passato aveva sollevato tali dubbi è stato Musella, arrivato ad uno scontro verbale con il Sindaco De Luca che ha lasciato i banchi del Consiglio comunale per sedersi tra il pubblico e accendere meggiormente la discussione con provocazioni. Tra la baraonda generale termina una bruttissima pagina della politica qualianese. Ormai non c’è più ne in Aula tra le forze politiche ne con i cittadini il minimo rispetto dei ruoli.

Registriamo nostro malgrado l’assenza di governabilità della Città e una maggioranza che non esiste più

Vincenzo Perfetto

Direttore Editoriale

Sito web: www.puntomagazine.it Email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.