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Cronaca

Maxi sequestro tra Italia e Lituania: frode da 450mila euro

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Maxi frode tra italia e lituania

Bergamo, indagine su truffa e bancarotta: sequestri tra Italia e Lituania con il supporto di Eurojust e Guardia di Finanza

Bergamo, operazione internazionale contro frodi economiche

Un’operazione di ampio respiro internazionale è in corso tra Italia e Lituania, coordinata dalla Procura della Repubblica di Bergamo e condotta dalla Guardia di Finanza, con il supporto di Eurojust. L’indagine riguarda ipotesi di truffa aggravata, bancarotta fraudolenta e autoriciclaggio, per un valore complessivo di circa 450mila euro. A diffondere la notizia una comunicazione del Comando Provinciale della Guardi di Finanza di Bergamo.

Sequestri e perquisizioni in più territori

Dalle prime ore della mattinata dell’8 giugno, i finanzieri del Comando Provinciale di Bergamo stanno eseguendo misure cautelari reali su disposizione del GIP. Le operazioni prevedono sequestri sia in Italia sia all’estero, con perquisizioni anche nelle province di Rimini e Foggia, supportate da unità cinofile specializzate nella ricerca di denaro contante.

La società e l’origine dell’indagine

L’inchiesta prende avvio dall’analisi delle vicende che hanno portato alla liquidazione giudiziale di una società bergamasca, attiva nel settore delle ristrutturazioni edilizie e della vendita di serramenti.

Secondo quanto ricostruito, l’azienda, inizialmente stabile dal punto di vista economico, sarebbe stata ceduta nel gennaio 2023 a un prezzo ritenuto inferiore al valore di mercato, circa 40mila euro.

L’ipotesi di truffa nella cessione

Gli investigatori ipotizzano che l’operazione di cessione abbia occultato una condotta fraudolenta più complessa. Secondo l’accusa, l’acquirente avrebbe versato solo una parte del prezzo pattuito, inducendo poi i precedenti proprietari a effettuare ulteriori trasferimenti di denaro, per un totale di circa 122mila euro, sfruttando presunti debiti societari.

Distrazione di fondi e fatture fittizie

Nel corso delle indagini sarebbe emersa una sistematica attività di svuotamento delle risorse aziendali. In particolare, oltre 310mila euro sarebbero stati trasferiti su conti riconducibili agli indagati, utilizzando fatture per operazioni inesistenti, legate a consulenze o spese mai effettuate.

Trasferimenti all’estero e autoriciclaggio

Parte delle somme, circa 285mila euro, sarebbe stata successivamente movimentata verso conti esteri, in particolare in Lituania, con l’obiettivo di ostacolare la tracciabilità dei flussi finanziari.

Attraverso la cooperazione internazionale e il supporto di Eurojust, sono stati individuati 12 rapporti bancari esteri, sottoposti a sequestro insieme ad altri beni sul territorio italiano.

Indagini in corso

L’operazione rappresenta l’esito di una complessa attività investigativa basata su analisi documentali, flussi bancari e cooperazione internazionale.

Si precisa che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che gli indagati sono da considerarsi presunti innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna, come previsto dalla legge.

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