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Bacoli, polemica sui parcheggi: il sindaco Della Ragione replica alle accuse e difende la legalità

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Il sindaco di Bacoli respinge le accuse di chiusure arbitrarie e chiarisce: “I parcheggi non vengono chiusi, ma autorizzati solo se in regola. È una battaglia per la legalità e contro l’abusivismo”.

A Bacoli si accende la polemica sulla gestione dei parcheggi e sulle presunte chiusure di alcune aree di sosta. Il sindaco Josi Gerardo Della Ragione interviene con una lunga dichiarazione pubblica per smentire le ricostruzioni circolate e chiarire la posizione dell’amministrazione comunale, ribadendo il principio della legalità e il ruolo degli uffici tecnici nella valutazione delle autorizzazioni.

Il primo cittadino respinge con forza le accuse e ricostruisce la vicenda, spiegando il funzionamento delle procedure amministrative legate alle aperture dei parcheggi sul territorio comunale.

Secondo quanto afferma, non si tratterebbe di chiusure arbitrarie, ma di verifiche sulla regolarità delle attività e dei titoli autorizzativi.

Dichiarazioni integrali del sindaco

“Ho letto che sabato mattina avrei chiuso un parcheggio di Bacoli. Poi, il Tar, me lo ha fatto riaprire. Sì, così hanno scritto. “Josi ha chiuso il parcheggio”. Testuale. Ci pensate? All’alba, scendo da casa. Porto con me catene e catenacci. E, per uno scatto d’ira, chiudo i parcheggi della città. Poi, dopo qualche ora, torno in strada e, chiavi alla mano, li riapro.

Ovviamente è tutto falso.

Qui nessuno chiude i parcheggi. Ma, molto più semplicemente, ci sono parcheggi che possono aprire. Perché sono in regola. Ed altri che non sono nelle condizioni di farlo. Perché non sono in regola. Punto. Tutto qua. In sintesi. Accade che presentino la documentazione per aprire. E, quando ci sono irregolarità, accade che l’ufficio tecnico e l’ufficio commercio del Comune di Bacoli gliela rigettino.

È un fatto semplice. Tutto qua.

Per essere più chiari: ripetiamo insieme. Può aprire un parcheggio chi, ad esempio, non paga le tasse? No. Può aprire un parcheggio chi non ha le necessarie autorizzazioni? No. Può aprire un parcheggio chi ha compiuto abusi edilizi? No. Può aprire un’area di sosta pertinenziale, un’attività commerciale che non ha un titolo edilizio? No, ovviamente. Però ci provano lo stesso. E, quando il Comune gli rigetta la scia, ricorrono al Tar. E non ottengono mai l’apertura di un’opera irregolare. Bensì, la sospensiva del provvedimento, in attesa della discussione della questione: nel merito. Questo è.

Può aprire un parcheggio a Bacoli, chi è in regola? Certamente. E infatti in molti ne hanno aperti. Così come lo può fare il Comune. E siamo già all’opera per assicurare altre aree di sosta alla città.

Ora, esistono due tipologie di sindaci.

C’è chi esorta i dirigenti a non rispettare le regole. Entrano negli uffici, sbattono i fascicoli a terra, urlano contro gli impiegati che non tutelano gli “amici”, gli “elettori fidati”. Sono quelli dediti alla logica dell’”apparamm”. Sono quelli che gridano “si è sempre fatto così”. Ed è una categoria molto chiaramente distinguibile. Perché, prima o poi, li arrestano. Per fortuna. Perché sono colpevoli. E non tanto e non soltanto di un illecito, di un abuso. Ma perché riducono le istituzioni a merce di scambio. Dove vince il clientelismo sfrenato. E perde la comunità.

Poi esiste una seconda tipologia di sindaci: quelli che si impegnano a far rispettare la legalità. Ne sono tanti, in tutta Italia. E mi rendo conto che ciò possa apparire difficile da comprendere: soprattutto per quanto troppo spesso si ascolta in giro. Con regole disattese, raggirate: da tanti, da troppi.

Io, molto umilmente, provo ad appartenere a questa categoria. Perché ci credo. Perché sono convinto che solo con leggi uguali per tutti, tutti potranno avere eguali diritti. Perché al tempo del “io sono amico di”, deve sostituirsi il tempo del “io rispetto la legge”. Punto. Ed è proprio grazie a questo approccio se finalmente, in molte aree di Bacoli, aree di parcheggio abusive oggi sono state liberate da opere, spesso oscene, mai autorizzate.

E se, per questo motivo, per taluni, sono il cattivo, non mi interessa. Ho il dovere di difendere questa terra presa a schiaffi per decenni. E lo faccio. Insieme a voi, cambieremo il volto del nostro paese. Ve l’ho promesso. E lo stiamo facendo. Un passo alla volta.

La verità è questa. Ed è semplice. Vi chiedo di poterla condividere, di poterla diffondere. Grazie, davvero.

“Josi” non chiude i parcheggi. No.
Faccio solo il sindaco. Servo la città.
A testa alta. Senza paura.

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