Quantcast
Connettiti con noi

News

Ultima Generazione: fuori l’Ice dall’Italia, già 1000 lettere a Piantedosi

Pubblicato

il

Da anni i grandi eventi funzionano come laboratori di repressione: zone rosse, militarizzazione dello spazio pubblico, limitazioni del diritto di protesta.

28 gennaio 2026, Roma: In pochi minuti dal lancio dell’invito urgente a scrivere al Ministro dell’Interno, oltre 1000 persone hanno già inviato una mail a Matteo Piantedosi per chiedere l’esclusione totale dell’ICE dal territorio italiano in occasione delle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026.

Non esiste un’ICE “tecnica” o “neutrale”: questa agenzia è inseparabile dalla sua storia recente di omicidi, abusi, violenze sistematiche e repressione, documentate negli ultimi mesi negli Stati Uniti. Ma il caso Milano-Cortina non è isolato. Da anni i grandi eventi funzionano come laboratori di repressione: zone rosse, militarizzazione dello spazio pubblico, limitazioni del diritto di protesta. Le Olimpiadi diventano il test. Le misure “eccezionali” restano anche dopo.

È particolarmente grave che tutto questo avvenga mentre il Ministro dell’Interno rilascia dichiarazioni contrastanti e confuse, parlando prima di una presenza “ipotetica”, poi “non operativa”, mentre sono stati gli Stati Uniti stessi a confermare il coinvolgimento dell’ICE, anche con il pretesto di “valutare e mitigare rischi legati alla criminalità transnazionale”. Una contraddizione che rivela una totale mancanza di trasparenza su accordi, ruoli e responsabilità.

Ma il punto centrale resta uno solo: non può esserci ambiguità sull’ingresso in Italia di un’agenzia statale responsabile di violenze e omicidi. Il caos comunicativo di questi giorni finisce solo per legittimare l’ICE e normalizzarne la presenza.

Piantedosi ha affermato che l’ICE non svolgerà attività di immigrazione in Italia – e ci mancherebbe. Ma resta una domanda politica fondamentale: fino a che punto il governo italiano è disposto a spingersi per compiacere gli Stati Uniti, anche a costo di chiudere gli occhi davanti a un’agenzia responsabile di gravi violazioni dei diritti umani?

Pubblicità
Pubblicità