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Strage di via D’Amelio: Un simbolo di lotta alla mafia e di rispetto per la legalità

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Strage di via D’Amelio: Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ricorda Paolo Borsellino, un impegno comune per la giustizia e la verità

Oggi, 19 luglio viene commemorato l’anniversario della strage di Via D’Amelio, un tragico evento che ha segnato profondamente l’Italia. Il 19 luglio 1992, il giudice Paolo Borsellino e gli agenti della sua scorta persero la vita in un attentato mafioso.

Per il trentaduesimo anniversario della strage di via D’Amelio, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha rilasciato una dichiarazione commovente e significativa, ricordando l’importanza di questo tragico evento nella storia della nostra nazione.

L’attentato, che avvenne solo 57 giorni dopo quello di Capaci, rappresentò il culmine della strategia terroristica mafiosa, mirata a piegare lo Stato e sottomettere la società attraverso atti spietati di guerra.

Tuttavia, Mattarella sottolinea che: “le Istituzioni e i cittadini hanno resistito, impedendo ai criminali di raggiungere i loro obiettivi. Gli assassini a capo dell’organizzazione criminale sono stati assicurati alla giustizia, il sacrificio di chi ha difeso la legalità e la libertà è divenuto simbolo di probità e di riscatto. Ora il testimone è nelle mani di ciascuno di noi” .Elogiando, quindi, coloro che hanno difeso la legalità di questo Paese.

Il Presidente ha inoltre evidenziato il ruolo cruciale dei familiari delle vittime, che, nonostante l’infinito dolore, hanno sostenuto la ricerca di una piena verità sulle circostanze e i mandanti dell’attentato.

Questa ricerca è stata spesso ostacolata da depistaggi, un fatto che ha rallentato il cammino della giustizia e rappresenta una ferita per la comunità. Mattarella ha ribadito che il bisogno di verità è insopprimibile in una democrazia e che rispondere a questa esigenza resta un dovere irrinunciabile.

Inoltre secondo il Capo dello Stato: “Paolo Borsellino, e con lui Giovanni Falcone, hanno inferto con il loro lavoro colpi decisivi alla mafia. Ne hanno disvelato trame e dimostrato debolezze, lasciando un’eredità preziosa, non soltanto per indagini e processi. Hanno insegnato che la mafia si batte anche nella scuola, nella cultura, nella coerenza dei comportamenti, nel rigore delle Istituzioni, nella vita sociale. Questi insegnamenti continuano a segnare il dovere della Repubblica”. Il messaggio di Paolo Borsellino e Giovanni Falcone rimarrà, quindi, per sempre inciso non solo nella storia ma anche tra i più giovani di avere sempre il coraggio di lottare per il proprio Stato.

La strage di via D’Amelio resta una ferita aperta nella storia italiana, ma anche un simbolo di resistenza e di impegno nella lotta contro la mafia. Le parole di Mattarella, nel ricordare questo tragico evento, sottolineano l’importanza di non dimenticare e di continuare a lottare per la verità, la giustizia e la legalità, valori fondamentali per una società libera e democratica.




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